Gruppo Abbracciamo un sogno

Quando il cancro diventa storia, le testimonianze delle pazienti

  • Sab, 20/06/2015 - 14:44
Riscrivere la propria storia alla luce del cancro. Ritracciare le fila della propria vita dopo che la malattia l'ha attraversata, rovesciando certezze, abitudini e legami. Riorganizzare la propria vita all'interno di una storia nuova, ridisegnando se stessi e riscoprendo il tempo. Dopo la malattia si rinasce, come farfalle dalle crisalidi, cambiati, perché tutto ha un significato e un colore differente. “Quando il cancro diventa storia” è il tema scelto per celebrare la quarta edizione della Festa dell'Oncologia. L'evento, organizzato dal gruppo "Abbracciamo un sogno" e dall'Oncologia medica del day hospital dell'ospedale Businco di Cagliari quest'anno si è tenuto sabato 30 maggio al Lazzaretto di Cagliari. Ecco le testimoniante delle pazienti.

Parole che curano, condividere l'esperienza cancro

Il gruppo aiuta, il cerchio diventa un fronte unico per affrontare il percorso di cura e scacciare paure, pensieri e retropensieri. Le donne del gruppo oncologico del Businco "Abbracciamo un sogno" raccontano e tirano le fila dell'esperienza appena conclusa con le psiconcologhe Caterina Visioli e Francesca Tintis nel corso del progetto “Quando l'incontro diventa cura: Gruppi di sostegno psiconcologico per pazienti oncologici e familiari”.

"Quando il cancro diventa storia", sabato la quarta Festa dell'Oncologia

Riscrivere la propria storia alla luce del cancro. Ritracciare le fila della propria vita dopo che la malattia l'ha attraversata, rovesciando certezze, abitudini e legami. Riorganizzare la propria vita all'interno di una storia nuova, ridisegnando se stessi e riscoprendo il tempo. Dopo la malattia si rinasce, come farfalle dalle crisalidi, cambiati, perché tutto ha un significato e un colore differente.

Giulia e la chiamata alla vita dal fattore k

  • Mar, 03/03/2015 - 13:06
In inglese la chiamano “wake-up call”, quel campanello che tintinna tra i meandri dei pensieri e suona la sveglia. Una chiamata alla vita per Giulia Muntoni, 34 anni, cagliaritana, arrivata con quel “fattore k” che l'ha tirata su dal limbo di malessere in cui è rimasta per anni impantanata per riportarla alla luce, nuova, diversa, con una ritrovata consapevolezza.

#Fattore k - Passa il messaggio

Dall'Oncologico un decalogo per la buona comunicazione operatore sanitario-paziente e quattro proposte: un tavolo di lavoro Università-Asl, questionari di gradimento per i pazienti, formazione specifica per i professionisti della sanità e un documento per creare le giuste condizioni ambientali

Condivisione e comunicazione: armi per la lotta al fattore K

  • Lun, 24/11/2014 - 11:36
Una staffetta senza competizione. Un passaggio di testimone tra medici, infermieri e pazienti per trasferire un messaggio: la giusta comunicazione di una diagnosi di cancro è la prima medicina. Il testimone è il "fattore k", quel cancro che spesso si fa fatica a chiamare col suo nome. E' questo il tema dello spot della campagna "#FattoreK-Passa il messaggio" che vede protagonisti oncologi, infermiere e pazienti dell'ospedale Businco di Cagliari, che hanno indossato le scarpe da ginnastica e sono scesi nel campo di atletica per girare tutti insieme questo video. Lo spot aprirà l'incontro-tavola rotonda "Condivisione e comunicazione: armi per la lotta al fattore K", il 3 dicembre 2014 alle 14,45 nella sala conferenze dell'ospedale oncologico Businco di Cagliari.

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