Violenza, a Nuoro il "codice rosa"
  • Gio, 17/10/2013 - 13:04

 

Anche a Nuoro è attivo il protocollo nazionale "Un codice rosa" per le donne che si presentano al Pronto Soccorso con i segni di violenza. È un codice che integra quelli assegnati dal Pronto Soccorso ai pazienti, a seconda della gravità. Dal triage inizia un percorso che va dall'assistenza medica e psicologica alla denuncia, fino all'accompagnamento nell'iter processuale. A breve, come hanno spiegato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e il capo della Polizia Alessandro Pansa, partirà il protocollo nazionale, basato su esperienze che si sono dimostrate efficaci a livello locale, che coinvolge, oltre alla Sanità, i ministeri dell'Interno, della Giustizia e delle Pari Opportunità.

In questo percorso, Nuoro è già un passo avanti, in quanto all'Azienda sanitaria locale è pienamente operativo un protocollo per la presa in carico delle vittime di violenza di genere e stalking, dal titolo “Uscire dalla violenza è possibile”.  Si tratta, nello specifico, di un progetto formativo sulla prima assistenza alle vittime di violenza di genere e stalking, già vincitore del Bando del 2011 della presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento Pari Opportunità). Il percorso, realizzato dall’unità operativa della Formazione Ospedaliera col supporto dell'unità operativa di Piscologia della Salute, ha reso possibile la formazione di 25 operatori - tra sanitari e rappresentanti delle forze dell’ordine (polizia e carabinieri) - trattando argomenti relativi alla prima assistenza prettamente sanitaria, all’ascolto della vittima, al riconoscimento degli indicatori di rischio, alla normativa vigente e alle procedure utili alla presa in carico in ambito socio-sanitario e di primo soccorso.

Da tale attività formativa è nato poi un gruppo di lavoro aziendale che ha elaborato e redatto una procedura di intervento che, di fatto, è pienamente operativa. Il finanziamento ha permesso anche la realizzazione di un’area all’interno del P.O. “San Francesco” dedicata alle vittime di violenza che si recano al Pronto Soccorso, al fine di garantire riservatezza e ascolto protetto. Proprio quest’ultimo servizio, infatti, rappresenta la porta di accesso ai servizi sanitari e costituisce un punto fondamentale per osservare i fenomeni di violenza in genere (donne, minori, anziani ecc), in un ambiente riservato, alla presenza di professionalità specifiche in particolare della figura dello psicologo.


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