Viaggi in mete tropicali: informazioni e vaccini per vacanze sicure
  • Gio, 26/06/2014 - 13:46

Gli italiani sono un popolo di viaggiatori: nel nostro Paese ogni anno si contano 18 milioni di viaggi all'estero, non solo per turismo, ma anche per lavoro, volontariato, sport o perchè, nel caso degli immigrati, si torna nel proprio luogo d'origine. Nel 10 per cento dei casi, le mete sono i paesi tropicali o subtropicali, quelli a maggiore rischio di malattie infettive. Eppure non più del 25 per cento di chi parte, dopo aver fatto il biglietto, si reca negli ambulatori di Igiene Pubblica della propria Asl, dove è attivo il servizio di Medicina del viaggiatore, per informarsi sulle misure di prevenzione da adottare nel Paese straniero ed effettuare i vaccini che, specie in alcuni casi, possono rivelarsi salvavita. E' l'identikit di un viaggiatore poco informato dal punto di vista sanitario, dunque, che nel nostro Paese fa contare ancora oggi 600 casi di malaria all'anno.

Di quali strategie adottare per far sì che tutti, turisti e non solo, partano informati e protetti, si è ieri parlato nel seminario promosso all'ospedale “San Martino” di Oristano dal Servizio Igiene Pubblica della Asl 5 e curato dei medici Antonio Serra e Cosimo Salvatore Usai. Relatore d'eccezione è stato Alberto Tomasi, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell'Azienda Usl 2 di Lucca, che ha offerto una panoramica dettagliata sui rischi infettivi e non infettivi per i viaggiatori.

«Il concetto chiave – ha spiegato Tomasi – è che il viaggiatore informato e vaccinato può recarsi in tutto il mondo, senza preclusioni. Occorre però sensibilizzare chi parte sulla convenienza di prendere le opportune precauzioni». Gli alleati fondamentali, in quest'opera di sensibilizzazione, sono i medici di medicina generale, le agenzie di viaggio e i farmacisti, che possono mettere al corrente il turista dei pericoli che si possono correre in ogni paese e di quali siano le modalità per prevenirli, indirizzandoli al Servizio di Igiene Pubblica della Asl.

«I viaggiatori a maggiore rischio – ha sottolineato il direttore del Dipartimento di Prevenzione di Lucca – sono i first travellers, ovvero coloro che partono per la prima volta, in genere giovani, e i turisti che prendono il last minute, optando per mete a rischio senza avere il tempo di eseguire i vaccini, che per essere efficaci devono essere somministrati con un sufficiente anticipo».

In realtà, tutte le malattie infettive – la malaria, il colera, il tifo, o la più recente Dengue – sono prevenibili e facilmente evitabili con i farmaci adeguati e le giuste misure di prevenzione, che gli inglesi riassumono nella regola delle cinque F: food: bollire e cucinare il cibo; fruits: mangiare molta frutta ben lavata e sbucciata; flies: fare attenzione alle punture di insetti; fingers: lavarsi bene e spesso le mani; flirts: fare attenzione alle avventure sessuali. Forse in pochi sanno che le malattie che gli italiani acquisiscono più facilmente all'estero sono quelle sessualmente trasmissibili, come epatite B, clamidia, sifilide e Hiv. Un trend in crescita che fa affermare a Tomasi che «nel kit del viaggiatore dovrebbero essere anche inseriti sempre i preservativi». In altrettanto pochi, probabilmente, immaginano che la prima causa di morte di italiani all'estero siano gli incidenti stradali. Ci sono paesi, come l'India o la Cina, dove il traffico è molto disordinato e mettersi alla guida costituisce un rischio altissimo, per cui è preferibile lasciare il volante a qualcuno del luogo o, in alternativa adottare tutte le misure di sicurezza (casco o cintura) e mantenersi sobri. Ma, fra i pericoli per la salute più spesso sottovalutati, ci sono anche il jet lag, lo sbalzo temporale dato dal cambio di fuso orario che disorienta il nostro organismo, creando stanchezza e affaticamento; l'esposizione a climi eccessivamente caldi o temperature troppo rigide che possono provocare ustioni o, al contrario, l'assideramento; le scarse condizioni igieniche del paese di destinazione, causa di dissenteria, epatite, salmonella e colera. Tutti effetti collaterali di un viaggio che, con le opportune precauzioni e con una informazione adeguata, si possono evitare.

Non secondario infine, nell'agenda di un turista, è segnalare tempestivamente all'Ambulatorio di Igiene Pubblica della Asl eventuali problemi, come febbre elevata,  diarrea presistente o problemi della pelle, spie delle malattie esotiche più diffuse, che si verificano una volta tornati a casa: una diagnosi rapida permette infatti una cura appropriata ed efficace.

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