Un "faccia a faccia" tra Lorenzin, Arru e Vargiu: politici a caccia di una cura per la sanità sarda
  • Ven, 25/07/2014 - 14:15

Sanità come risorsa, economica e sociale, importanza della formazione e del controllo dei manager, eliminazione dei margini di inefficienza del sistema salute. E' stato un intervento a tutto campo quello del ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel corso dell'incontro “Il malato più difficile? La sanità sarda” che si è tenuto questa mattina al T-hotel per la presentazione dell'indagine conoscitiva della Camera sullo stato del sistema sanitario italiano, incontro organizzato dai Riformatori di Pierpaolo Vargiu. “Continuiamo a immaginare la sanità come un costo, la salute è un investimento sociale, sulle persone, ma anche economico, perché una popolazione in salute, invecchia bene e costa meno. Vanno contenuti i margini di inefficienza, vanno ridotti gli sprechi”, ha spiegato la rappresentante del governo. “Intorno alla salute c'è un sistema economico che in questo momento produce l'11 per cento del prodotto interno lordo. Il manifatturiero dell'innovazione e ricerca in sanità, la biomedica, e l'indotto che si muove intorno a questo settore è al terzo posto del Pil italiano. Un terzo posto non in calo ma che nonostante crisi economica e tagli di budget interno continua a crescere, registrando un più venti per cento , di questo il 70 per cento è export. Stiamo parlando di un sistema industriale che si basa sul know how, ricerca, innovazione tecnologica ad alto valore aggiunto”. All'incontro era presente l'assessore regionale alla Sanità Luigi Arru che ha ribadito l'intenzione di  far saltare tutti i manager della sanità in Sardegna, questione scivolosa che ha provocato non pochi mal di pancia nella sua stessa giunta. “In Sardegna serve una scuola di management sanitario per formare direttori generali che non pensino solo ai conti, ma siano in grado di gestire le risorse umane, e su questo stiamo lavorando. Abbiamo bisogno di un sistema sanitario unito, perché o noi creiamo un sistema Sardegna - e non più 13 Repubbliche indipendenti della Sanità come ho trovato quando sono arrivato - oppure non riusciremo a svoltare. Poi, la riduzione della spesa è necessaria, ma ogni decisione dev’essere ponderata, perché un conto è chiudere un piccolo ospedale a 20 chilometri da uno grande e attrezzato, un conto è chiuderne uno sperduto in mezzo alle montagne. Per quanto riguarda poi la spesa farmaceutica  si può progressivamente contenere avviando i percorsi diagnostici terapeutici”.

Anche il ministro batte sulla formazione dei manager: “Servono manager con curriculum molto qualificato la cui efficienza viene monitorata costantemente. Se qualcuno non funziona, va via per sempre”. Il padrone di casa Pierpaolo Vargiu ha tracciato un identikit dello stato di salute della sanità in Italia, con un focus particolare sull'Isola: "Il sistema in Italia è in grande difficoltà e per permettere a tutti la miglior qualità possibile di assistenza è necessario che lo Stato metta in atto interventi coraggiosi. Per questo abbiamo invitato la Lorenzin, perché lo stato della sanità in Sardegna è ancora più difficile e particolare del resto d'Italia".
Il ministro ha ribadito la necessità di “misurare gli standard” della qualità del servizi sanitari per i cittadini e sui piccoli ospedali mette in primo piano i criteri di efficienza e qualità: “I piccoli ospedali si chiudono quando sono pericolosi, se non c'è un certo numero di prestazioni, puoi anche essere il più grande chirurgo del mondo, ma perdi la mano. Non bisogna però lasciare scoperti i territori”. Sulla spesa farmaceutica per Lorenzin “è essenziale l'efficienza della prestazione e tenere sotto controllo la prescrizione, evitando gli sprechi”. Nessun dubbio per il ministro sull'ospedale San Raffaele di Olbia: “sarà una grande opportunità per migliorare l'offerta sanitaria della Sardegna che avrà tre anni di tempo per armonizzare la sue strutture ospedaliere. Quello sul San Raffaele e' un investimento molto importante e fortemente voluto dal presidente del Consiglio", ha commentato il ministro confermando che la deroga sulla spesa sanitaria e sui posti letto probabilmente verrà inserita nel decreto 'Sblocca Italia'”.

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