"Un, due, tre... Quattro... Stelle!?", sostegno psicologico per le famiglie dei piccoli pazienti oncologici
  • Gio, 14/05/2015 - 10:59

La malattia arriva e crea il black out. Il girotondo festoso della famiglia si annebbia sotto la nuvola della malattia, in modo particolare quando si tratta di patologie oncoematologiche. Ancora di più quando colpiscono i più piccoli. Quando un bambino si ammala la famiglia deve ricreare l'equilibrio. Spesso con la malattia i fratelli sani si trovano emarginati, abbandonati, lasciati a navigare in un mare di emozioni che neanche loro riescono a decifrare.

Gioco forza, un po' per una questione di risorse, un po' per l'urgenza terapeutica, si interviene sul bambino malato. L'equipe e la famiglia sono polarizzati su questo mentre i ragazzi o bambini sani vengono affidati alla famiglia allargata ma con una serie di emozioni difficili da gestire. Così il girotondo si spezza e la famiglia si allontana, con effetti devastanti e spesso indelebili sia sui ragazzini malati che su quelli sani. Per questo l'ASGOP-Onlus, Associazione sarda genitori oncoematologia pediatrica, per offrire alle famiglie dei piccoli pazienti affetti da patologie oncoematologiche un sostegno psico-sociale che integri il lavoro svolto in ambito ospedaliero ha promosso il progetto 'Un, due, tre... Quattro... Stelle!?'. Ideato da Caterina Visioli (psicologa-psicoterapeuta esperta in psiconcologia) in collaborazione con Antonio Cocco, oncologo pediatra dell'ospedale Microcitemico, si propone di offrire ai fratelli e sorelle dei bambini malati e ai loro genitori, gli strumenti che consentano a tutti i componenti della famiglia di affrontare e condividere una sofferenza di cui sono tutti partecipi. Il progetto è stato presentato ieri nell'aula Thun dell'ospedale Microcitemico.

I genitori si trovano in difficoltà a raccontare la situazione al bambino sano, che spesso si sente in colpa per non essere malato, per cui cerca di fare il forte, ma non bisogna dimenticare che le risorse emotive, la capacità di spiegare quello che stanno attraversando anche loro, dipendono da come gli adulti presentano (o non presentano) quello che sta accadendo”, spiega Caterina Visioli. Così, spesso succede che molti ragazzi non riescano ad andare a trovare i fratelli in ospedale o vanno e stanno in corsia. “I fratelli vanno preparati. Per questo prima è necessario dedicare dei colloqui ai genitori per aiutarli a comunicare nel modo migliore con questi ragazzi. Poi bisogna sentire proprio loro, con un tempo e uno spazio dedicato fuori dall'ospedale, per vedere prima di tutto cosa hanno capito della situazione che ha travolto la famiglia, cosa li preoccupa, cosa manca loro. Le famiglie sono fatte delle loro abitudini, della loro quotidianità, tutte cose che con la malattia vengono spazzate via. Sembra che quello che prevalga sia l'impossibilità: l'impossibilità di essere bambino per quello malato è lampante, dall'altra la famiglia e i fratelli sani si trovano in questo stato di allarme. L'idea è di accompagnarli nella possibilità, perché siano e continuino a essere bambini, fratelli, famiglia, perché questa è una risorsa fondamentale, la luce che fa brillare la stella. E' quel girotondo uno due, tre, quattro... stelle. Abbiamo pensato che “un, due, tre” sono mamma, papà e bambino malato, il “quattro” è il mondo dei fratelli sani che sono una risorsa fortissima, perché tra bambini si riesce a fare quello che tra piccoli e adulti non si fa, giocare, stare insieme. Anche su un letto d'ospedale”.

Mancava un'attenzione all'esterno dell'ospedale”, spiega Sandy Carboni, responsabile della comunicazione di Asgop, associazione costituita sette anni fa dalle mamme dei piccoli ricoverati nel reparto di Oncoematologia.

Ho conosciuto tante persone e ho partecipato alla loro sofferenza, al loro dolore”, afferma Antonio Cocco che da 25 anni lavora come oncologo pediatra al Microcitemico ed è responsabile di “Abrazos por la Vida”, sodalizio tra amici nato per unire la passione al tango alla solidarietà. “L'abbraccio è elemento fondamentale del tango, in questo abbraccio vogliamo farci rientrare tutti, grandi e piccoli. Anche perché il sodalizio è stato creato in onore di una piccola aspirante ballerina che oggi non c'è più. Noi la portiamo nel nostro cuore ad ogni passo del tango”.

E così ancora una volta i passi del tango e la musica si riuniscono sotto l'insegna di Abrazos Por La Vida, per supportare il progetto 'Un, due, tre... Quattro... Stelle!?' . Come già nella serata organizzata lo scorso 2 ottobre a Cagliari (che ha visto il contributo del Circolo Ufficiali della Marina e dei Padri Mercedari di N.S. di Bonaria), Abrazos Por La Vida con le scuole di Tango di Cagliari e Sassari vuole offrire una serata benefica di puro Tango Argentino, riunendo adulti e bambini in un simbolico abbraccio a sostegno del progetto 'Un, due, tre... Quattro... Stelle!?', in modo che possa proseguire nel suo cammino. L’opera benefica di ASGOP-ONLUS e Abrazos Por La Vida continua dunque per consolidare un progetto che sta già mostrando tutta la sua validità.

Il primo incontro è fissato per venerdì 15 maggio a Selargius (CA), nella Casa del Canonico Putzu, dove (dalle 19 alle 23) sarà proposta una degustazione all'insegna della tradizione tipica sarda, con la preziosa e volontaria collaborazione delle Amiche di Zia Lella per la cura degli allestimenti e della cucina, il sostegno del Comune e della Pro-Loco di Selargius (CA) e la partecipazione benefica di vari produttori dell'agroalimentare Sardo. Durante la serata, festa e musica con alcuni gruppi folkloristici dell'hinterland cagliaritano.

Il secondo appuntamento è sabato 23 maggio a Sassari all'Hotel Grazia Deledda, dove alle 17 si terrà una conferenza di presentazione del progetto 'Un, due, tre... Quattro... Stelle!?', aperta al pubblico e, a seguire, dalle 20, serata con accoglienza e spettacolo di tango che vedrà in scena coppie di ballerini e maestri di fama nazionale e internazionale: Luis Signoretti e Karen Salevsky (Associazione "El Abrazo", Cagliari), Roberto Meloni e Valentina Orrù (Cagliari), Juan Marchetti e Natalia Manca (Associazione X Siempre Tango a.s.d., Sassari), Angelo Marabotto e Ines Saba (Mary's Dancing school Selargius), Bernard Gagné e Silvia Fracchia (Tango Loft, Cagliari), Anibal Barba e Tiziana Tedde (Anibal Valentin Barba, Cagliari) e la coreografa e ballerina argentina Gladys Fernandez, ambasciatrice nel mondo del tango argentino. A seguire Milonga per tutti gli appassionati di tango.

 

Il progetto è organizzato da ASGOP Onlus con il Patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna (Direzione Generale della Presidenza, Assessorato dell'igiene e sanità e dell'Assistenza sociale, Assessorato della pubblica istruzione, della cultura, sport e spettacolo e dell'informazione), della Società Italiana di Psiconcologia (SIPO) - Sezione Sardegna, si Sardegna Amaci (Associazione Malattie Chirurgiche Infantili), A.I.D.O. (Associazione Italiana per la Donazione di Organi), e di Lover Liver Life Associazione Trapianti Onlus – Sassari.

Francesca Cardia

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