Un Ciak per la Vita: giovani registi promuovono il valore delle vaccinazioni
  • Mer, 23/11/2016 - 12:32

Due storie semplici ed emozionanti che raccontano l’importanza di dare ai propri figli una vita sicura, e di proteggere, attraverso le vaccinazioni, tutti i componenti della famiglia, a ogni età. Voci narranti, quelle di due bambini, mentre scorrono immagini di ordinaria e serena vita familiare. Per sensibilizzare la popolazione e in particolare i giovani, sull’importanza delle vaccinazioni, la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI) ha scelto la forza del linguaggio del cinema. E ha puntato sugli allievi registi della sede lombarda del Centro Sperimentale di Cinematografia, coinvolti in un contest che ha selezionato le sceneggiature più efficaci nel raccontare il valore della vaccinazione, pilastro della vita sociale: il benessere in tutte le fasi della vita, la salute collettiva, quella di chi ha maggior bisogno di cure, bambini e anziani, la famiglia, il futuro, la responsabilità verso la nostra comunità.

 

Oggi a Roma, nel corso di un evento patrocinato dal Ministero della Salute, sono stati presentati #graziemammaepapà di Michele Marchi e Francesco De Giorgi e La famiglia di Zeni Febo, i due spot realizzati nell’ambito di “Un Ciak per la Vita”, un video contest sulle vaccinazioni, un progetto di sensibilizzazione 2.0 che la SItI ha promosso in collaborazione con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia e con il supporto non condizionante di Sanofi Pasteur MSD.

I video suggellano l’alleanza tra scienza e cinema per contrastare la marea montante della cattiva informazione e promuovere il valore delle vaccinazioni, uno dei più grandi traguardi della medicina, in grado di salvare in tutto il mondo, secondo quanto ricorda l'Organizzazione Mondiale della Sanità, 2,5 milioni di vite l’anno, 7 mila al giorno, ma vittime del loro stesso successo, che ha cancellato la percezione del rischio delle malattie debellate a vantaggio di falsi miti e notizie sensazionalistiche.

«Un Ciak per la Vita promuove la necessità di un’informazione corretta e certificata su una tematica di salute molto dibattuta e sentita, attraverso uno strumento potente come il cinema, che si avvale di un linguaggio fatto di immagini e parole, accessibile a tutte le fasce d’età – dichiara Carlo Signorelli, Presidente uscente della SItI – la risposta alla crescente disaffezione della popolazione, e soprattutto dei genitori, nei confronti delle pratiche vaccinali passa anche attraverso iniziative come questa, che fanno leva sulla forza delle immagini per far comprendere alla popolazione l’importanza e il significato dell’impiego dei vaccini quali strumenti di protezione della salute di provata efficacia e sicurezza».

Secondo i dati più recenti, l’Italia non fa eccezioni al calo generalizzato delle vaccinazioni. Ogni anno diminuisce il numero di bambini che non ricevono le vaccinazioni di routine: in molte Regioni italiane si è scesi sotto la soglia di sicurezza del 95% per il vaccino esavalente. Inoltre, non si sono raggiunti gli obiettivi di copertura vaccinale stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per il morbillo e la rosolia (con copertura di 85,3% nel 2015), due fra le vaccinazioni più importanti e con la più bassa copertura. Anche il nostro Paese, come il resto d’Europa, è investito dal fenomeno della “vaccine hesitancy”, ossia l’esitazione dei genitori a far vaccinare i propri figli a causa di paure infondate, false ideologie o per distorte informazioni ricevute.

«Quando si parla di vaccini l’informazione è fondamentale. Lo vediamo proprio in questi anni: un’informazione non corretta impatta drammaticamente sulla consapevolezza dei cittadini e sul corretto utilizzo di questa pratica. Il web, che resta una straordinaria risorsa informativa, in mancanza di filtri adeguati diventa la cassa di risonanza di gravi mistificazioni», afferma Antonio Ferro, Responsabile sito web VaccinarSì. «Per contrastare questa cattiva informazione la SItI sta mettendo in atto alcune iniziative come il sito VaccinarSì.org, che smonta le bufale sulle vaccinazioni e ha già ottenuto oltre due milioni di accessi o l’iniziativa Teamvax, che ha l’obiettivo di diffondere la corretta informazione sui vaccini on-line e off-line».

Che il web sia il grande “amplificatore” dell’ostilità ai vaccini lo dimostrano alcuni dati evidenziati dalla SItI: nel 2012, digitando nei motori di ricerca parole chiave come “vaccino”, “vaccinazione”, valutando i primi risultati, quasi la metà dei siti (45%) presentava posizioni contrarie alle vaccinazioni, il 35% favorevoli e il 30% neutre. Oggi le cose stanno cambiando, ripetendo la stessa ricerca i siti contrari ai vaccini sono scesi al 28%, ma il 60% dei genitori prima di vaccinare i propri figli consulta internet e chi lo fa in genere esprime posizioni contrarie alla vaccinazione, trascurando le conseguenze a danno dell’intera comunità.

«La pratica vaccinale è un bene pubblico per eccellenza in quanto protegge i cittadini come singoli e la collettività nel suo insieme e dobbiamo quindi essere preoccupati per il rilevante calo dell’adesione alle vaccinazioni al quale stiamo assistendo negli ultimi anni», afferma Rosa Cristina Coppola, Professore Ordinario di Igiene e coordinatore comitato scientifico SItI. «Se diminuisce drammaticamente la copertura vaccinale, viene meno la cosiddetta immunità di gregge che protegge tutta la popolazione, e in particolare le persone non immuni o le persone non vaccinate a causa di patologie concomitanti, limitando drasticamente il numero dei portatori di infezione».

L’iniziativa della SItI punta sul fatto che il web, da amplificatore di falsi miti, possa diventare un terreno fertile per l’informazione virtuosa, soprattutto grazie al passaparola tra i giovani: da oggi tocca a loro promuovere il valore delle vaccinazioni anche diffondendo in modo virale, attraverso i canali social, i video realizzati dai giovani registi.

«Siamo lieti di aver potuto lavorare per una realtà di alto livello scientifico come la SItI affrontando la sfida di realizzare due spot in grado di raccontare l'importanza delle vaccinazioni come strumento di protezione della propria salute e di quella della comunità», afferma Bartolomeo Corsini, Direttore della Sede Lombardia della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia. «Abbiamo volentieri aderito al progetto, sentendo una forte responsabilità verso un tema, quello dei vaccini, davvero importante per la comunità e affrontato con tensione culturale e formativa da parte dei nostri giovani allievi».

«La vaccinazione è uno strumento di fondamentale valore per il singolo e per la comunità, un'arma eccezionale di prevenzione che ha eradicato per sempre una gravissima malattia come il vaiolo ed allontanato dal nostro orizzonte la poliomielite, creando un presente che non ricorda più o non ha mai conosciuto le terribili conseguenze di alcune malattie infettive. Le vaccinazioni sono il nostro passaporto di salute per un futuro libero da queste ed altre gravi malattie infettive e dai tumori causati da agenti patogeni e non vi è alcun motivo per non farne uso», afferma Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato di Sanofi Pasteur MSD. «Tutto questo emerge nei due spot realizzati dai giovani registi nell'ambito del progetto della SItI, progetto che fa leva sul coinvolgimento dei cosiddetti “nativi digitali” o “millennials” al fine di veicolare attraverso le ultime tecnologie e sul web i messaggi corretti che possano contrastare le bufale e diffondere il vero messaggio, chiaro, semplice e rassicurante per tutti. Sanofi Pasteur MSD, all'avanguardia nello sviluppo del digitale e nell'utilizzo dei nuovi media, ha creduto sin dall'inizio in questo progetto che auspichiamo possa coinvolgere su temi importanti di sanità pubblica. Intanto, grazie ai ragazzi e complimenti». 

 

 

 

 

Carlo Signorelli

Presidente uscente SItI, Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica

 

Il progetto “Un Ciak per la Vita”: la forza del cinema

per promuovere la corretta informazione sulle vaccinazioni

 

Un Ciak per la Vita” è un progetto promosso dalla Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica. Ci può spiegare in cosa consiste e l’obiettivo del progetto?

“Un Ciak per la Vita” è un progetto innovativo che ha suscitato molto interesse e curiosità in quanto promuove la necessità di un’informazione corretta e certificata su una tematica di salute molto dibattuta e sentita, attraverso uno strumento potente come il cinema, che si avvale di un linguaggio fatto di immagini e parole, accessibile a tutte le fasce d’età. Ci sono quindi tutte le premesse perché questa iniziativa sia efficace. Come società scientifica di sanità pubblica, riteniamo che la risposta alla crescente disaffezione della popolazione, e soprattutto dei genitori, nei confronti delle pratiche vaccinali debba passare anche attraverso iniziative come questa, che fanno leva sulla forza delle immagini per far comprendere alla popolazione l’importanza e il significato dell’impiego dei vaccini quali strumenti di protezione della salute di provata efficacia e sicurezza.

 

Ad oggi, qual è la situazione delle coperture vaccinali a livello nazionale ed europeo?

Le coperture vaccinali sono in calo in tutta Europa, inclusa l’Italia, a causa del dilagante fenomeno della “vaccine hesitancy”, ossia l’esitazione dei genitori a far vaccinare i propri figli a causa di paure infondate, false ideologie o per distorte informazioni ricevute; tali esitazioni possono sfociare in rifiuti o ritardi nell'adesione ai calendari vaccinali. In molte Regioni italiane si è scesi sotto la soglia di sicurezza del 95% per il vaccino esavalente e non si sono raggiunti gli obiettivi di copertura vaccinale stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per il morbillo e la rosolia, che rappresentano due fra le vaccinazioni più importanti e con la più bassa copertura. Ne consegue l'insorgere di diversi nuovi focolai epidemici di morbillo in tutta Europa, di alcuni casi di rosolia congenita e del rischio che possano ricomparire gravi malattie che si pensava fossero scomparse.

 

Il progetto “Un Ciak per la Vita” è rivolto a tutta la popolazione, ma coinvolge soprattutto i giovani: perché è importante sensibilizzare questa fascia di popolazione?

Per due motivi: in primo luogo perché ci sono vaccini che sono specificamente indirizzati a questa fascia di età; è importante ricordare, infatti, che le vaccinazioni non riguardano solo bambini e anziani. In secondo luogo, perché domani i nostri giovani saranno genitori e quindi dovranno decidere la somministrazione dei vaccini ai propri figli per evitare loro malattie pericolose, invalidanti e talvolta mortali. Inoltre, i giovani oggi sono in grado di comunicare efficacemente e meglio di chiunque attraverso i nuovi strumenti offerti dalle tecnologie digitali e, grazie a questo progetto, sono certo che sapremo diffondere un messaggio chiaro, semplice e corretto a quante più persone possibili.

 

 

 

Rosa Cristina Coppola

Professore Ordinario di Igiene, coordinatore comitato scientifico Società di Igiene,

Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI)

 

La vaccinazione, bene comune a tutela della salute collettiva.

Perché è importante preservare l’immunità di gregge

 

Qual è il valore della pratica vaccinale per la salute dei cittadini?

La pratica vaccinale è uno strumento di protezione della salute per l'individuo e per la comunità. Le vaccinazioni garantiscono la protezione di tutti gli individui da gravi malattie infettive, alcune delle quali pressoché scomparse dal nostro Paese ma che, a causa dell'abbassamento delle coperture vaccinali dovuto alla mancata adesione alle vaccinazioni, stanno progressivamente ripresentandosi, ponendo in pericolo la salute collettiva. Proprio per questa sua duplice valenza, individuale e collettiva, la pratica vaccinale va concepita non solo come diritto ma anche come dovere.

 

Perché il calo delle coperture vaccinali rappresenta un pericolo non soltanto per l’individuo non vaccinato, ma anche per le persone che lo circondano? Ci può spiegare cosa significa “immunità di gregge”?

Il rilevante calo delle coperture vaccinali al quale stiamo assistendo negli ultimi anni è un fenomeno pericolosissimo, poiché la vaccinazione protegge tutta la popolazione ma soprattutto alcune categorie più deboli: anziani, bambini, soggetti immunodepressi, dunque tutti coloro che per diverse motivazioni non possono accedervi. Se diminuisce la copertura vaccinale nei soggetti per i quali le vaccinazioni sono indicate (gruppi target), viene progressivamente meno quell’effetto protettivo che ricade su tutta la popolazione, la cosiddetta "immunità di gregge". L’applicazione costante dei programmi vaccinali insieme all’immunità acquisita dopo aver contratto una patologia infettiva protegge l’intera popolazione, in quanto limita drasticamente il numero dei portatori di infezione. L’immunità di gregge fa sì che il singolo individuo non immune o le persone non vaccinate a causa di patologie concomitanti siano comunque protette dagli agenti patogeni.

Esempi di “immunità di gregge” sono quelli ottenuti a seguito della vaccinazione di massa contro la difterite, attiva dal 1939 e che ha “coperto” decine di generazioni di individui vaccinati, portando alla creazione di un muro di protezione nei confronti del patogeno che ne è la causa, o quelli ottenuti a seguito della vaccinazione contro la poliomielite introdotta agli inizi degli anni ‘60. Se l’aderenza alle vaccinazioni diminuisce, cala anche la protezione offerta dall’immunità di gregge e tutta la comunità nel suo insieme diventa più debole anche nei confronti di patogeni verso i quali abbiamo maturato una immunità consolidata.

 

Perché è importante che l’informazione sulle vaccinazioni sia puntuale, corretta e verificata?

Un’informazione corretta e verificata su questi temi è fondamentale: solo attraverso articoli o notizie accurati e scientificamente vagliati potremo favorire la giusta percezione dell’intero processo vaccinale, e farne comprendere alla popolazione il significato e il valore in termini di benefici e di effetti avversi, trascurabili o addirittura risibili rispetto alla malattia. Dobbiamo far crescere la consapevolezza di quanto sia opportuno vaccinarsi a vantaggio di se stessi e di tutta la comunità. Ognuno di noi deve pensare alla propria salute ma anche a quella delle persone che incontra ogni giorno, che viene protetta quando ci vacciniamo. Tutto questo presuppone che i cittadini siano correttamente informati ed educati. La corretta informazione è la migliore barriera contro false ideologie, santoni e contro le bufale che si diffondono soprattutto attraverso il web. Per questo è importante cominciare a creare una cultura della vaccinazione partendo proprio dai più giovani che un giorno diventeranno genitori.

 

 

 

Bartolomeo Corsini

Direttore Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, sede Lombardia

 

I cineasti di domani e il valore delle vaccinazioni: la collaborazione del Centro sperimentale di Cinematografia con SItI

 

Perché la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano ha accolto l’invito a collaborare al progetto “Un Ciak per la Vita”?

La Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano ha al suo interno la Scuola Nazionale di Cinema che conta sul territorio nazionale ben cinque sedi. Nello specifico, la nostra sede si occupa di realizzare filmati di tipo documentaristico e pubblicitario su committenza che riguardano maggiormente il mondo dell’impresa: La committenza partecipa al lavoro dell’aula dando agli allievi le linee da seguire per scrivere un concept e realizzare uno storyboard del film da realizzare.

Nell'ambito di “Un Ciak per la Vita”, siamo lieti di aver potuto lavorare per una realtà di alto livello scientifico come la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI). Direi che questo tipo di attività è nel nostro DNA e il motivo per il quale abbiamo volentieri aderito al progetto risiede non solo nella stima verso un interlocutore così prestigioso e autorevole ma anche per la convinzione e la responsabilità verso un tema, quello dei vaccini, davvero importante per la comunità e che ha richiesto una forte attenzione da parte degli allievi creando una sana tensione culturale e formativa. Tematiche come questa ci aiutano e ci stimolano nel processo formativo all’interno della scuola.

 

Cosa ha significato per i giovani professionisti del Centro Sperimentale di Cinematografia raccontare attraverso il linguaggio cinematografico l’importanza di vaccinarsi? Come hanno reagito gli studenti nel cimentarsi in questo progetto? Ne hanno discusso tra loro e con i docenti?

L’aula ha reagito molto bene, ha subito compreso la rilevanza dell’argomento e anche i più scettici tra gli allievi hanno capito che l’informazione, in questo caso, è fondamentale. Tutti hanno recepito quanto il tema fosse di primaria importanza, mostrando grande interesse e attenzione. Non è stato facile realizzare due spot in grado di raccontare l'importanza delle vaccinazioni come strumento di protezione della propria salute e, indirettamente, anche della salute della comunità. Inoltre il coinvolgimento di "attori bambini", ossia la preparazione di un casting con un gruppo di minori, è stato particolarmente laborioso. Il progetto è stato molto impegnativo e, allo stesso tempo, anche molto formativo per tutti suscitando un forte scambio di idee tra gli allievi e i docenti.

 

Qual è la storia della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia nel campo della comunicazione sociale?

La nostra storia risale al 1935, un momento di grandissima evoluzione della cinematografia italiana: in quegli anni, infatti. nascevano Cinecittà a Roma e la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il Centro ha proseguito la sua attività e intorno all’anno 2000, a seguito delle deleghe assegnate alle Regioni dalla Costituzione, alcune funzioni dello Stato centrale sono passate in capo a queste ultime, ed è stato allora che si è deciso di aprire alcune sedi distaccate. La sede lombarda, nello specifico, si è specializzata nei film documentari, nei film d’impresa e negli spot pubblicitari. Abbiamo, inoltre, avviato collaborazioni con associazioni no profit e onlus, realtà che vogliono raccontare la propria identità non avendo però a disposizione grandi risorse economiche. È così che è nato l’orientamento al sociale e una forte consapevolezza su temi così rilevanti come l’uso dei vaccini.

 

 

 

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