Tumori cutanei: screening e diagnosi precoce
  • Gio, 30/07/2015 - 09:53

Tumori cutanei: screening e diagnosi  precoce
Con l’arrivo della bella stagione e l’abitudine, in questo periodo,  ad esporsi al sole,  è piuttosto comune riconoscere sulla propria pelle delle “macchie”, che spesso sono neoformazioni benigne e significative solo sul piano estetico, ma in alcuni casi corrispondono a lesioni maligne che è corretto asportare chirurgicamente e sottoporre ad esame istologico.

Carcinoma basocellulare e spinocellulare
I tumori cutanei sono al primo posto per frequenza nella popolazione generale: spesso vengono definiti impropriamente “epiteliomi”, mentre il loro nome corretto è: carcinoma basocellulare e carcinoma spinocellulare. Originano dalle cellule epiteliali e, come suggerito dal termine carcinoma, dal punto di vista istologico si tratta di neoplasie maligne. Tuttavia la malignità è esclusivamente locale nel caso del carcinoma basocellulare: ciò significa che l’asportazione chirurgica della lesione, con dei margini adeguati, consente di ritenere il paziente guarito il giorno in cui l’intervento viene praticato. Il discorso cambia per il carcinoma spinocellulare, che nelle fasi più avanzate può diffondere ai linfonodi che drenano la sede della neoplasia. Si localizzano preferenzialmente nelle zone esposte alla radiazione solare, la loro presentazione clinica è molto variabile e comprende lesioni in chiazza, papule, noduli, placche, ulcerazioni, lesioni vegetanti; il colorito va dal roseo-rosso al grigio, al blu ed al nero (Fig. 1-3). Attualmente si è registrato un aumento del numero di nuovi casi con esordio in età sempre più precoce. Tali neoplasie, un tempo prerogativa dell’età avanzata, sono ormai di riscontro comune anche nella III e IV decade. La diagnosi precoce consente di riconoscerle a partire dalle fasi iniziali del loro sviluppo. In particolare per quanto riguarda il carcinoma spinocellulare, la forma invasiva è spesso preceduta da “precursori” quali: cheratosi attiniche e morbo di Bowen corrispondenti a quadri precoci che possono essere agevolmente trattati con interventi non demolitivi.
                                                                                         
                                                       
   Figura 1 Carcinoma basocellulare                               Figura 2 Carcinoma spinocellulare                               Figura 3 Cheratosi attiniche              

Segnali d’allarme dei tumori cutanei
Ci sono alcuni segnali d’allarme che devono essere colti innanzitutto dal paziente, il quale potrà rivolgersi al proprio medico curante ed allo specialista dermatologo. Essi comprendono:
⦁    Asimmetria
⦁    Desquamazione (le lesioni a volte sono palpabili, ma non visibili)
⦁    Presenza di più colori
⦁    Aspetto perlaceo
⦁    Prurito
⦁    Sanguinamento spontaneo o per minimi traumatismi
⦁    Progressivo aumento delle dimensioni
Non è necessario che una lesione presenti al contempo tutte queste caratteristiche, è sufficiente la coesistenza di due di esse per rendere necessaria la visita specialistica.
 

Il melanoma     
Un discorso a parte merita il melanoma, il più aggressivo e letale tra i tumori cutanei, che origina dai melanociti, cellule responsabili della produzione del pigmento cutaneo. A differenza di quanto si pensava in passato, solo in un modesto numero di casi insorge a partire da un preesistente nevo, mentre più frequentemente si manifesta   ex-novo, ossia su cute sana. Anche la presentazione clinica del melanoma è molto variabile: chiazza, papula, nodulo, verrucosità. Tali lesioni sono generalmente pigmentate in modo più o meno marcato, in alcuni rari casi il pigmento è parzialmente o del tutto assente e ciò complica notevolmente il riconoscimento di tale neoplasia. Negli ultimi anni, come per gli altri tumori cutanei si è registrato un aumento dell’incidenza, mentre la mortalità si è mantenuta stabile: ciò significa che esso viene riconosciuto sempre più spesso in fase precoce ossia quando si parla di melanoma “in situ” ovvero localizzato esclusivamente a livello cutaneo. Porre diagnosi di melanoma in fase precoce significa di fatto salvare la vita del paziente, che guarirà mediante asportazione chirurgica della lesione con ampio margine, superiore a quello stabilito per i carcinomi basocellulare  e  spinocellulare.
I segnali d’allarme del melanoma
Utilizziamo la regola dell’ABCDE (Tab. 1): ciascuna lettera corrisponde ad una delle caratteristiche che saranno a valutate:


⦁    Assimetria
⦁    Bordi
⦁    Colore   
⦁    Dimensioni  
⦁    Evoluzione                                                                                                       
      Tabella 1. Regola dell’ABCDE
       (Istituto Superiore di Sanità)
 
In presenza di uno o più di questi segni è necessario sottoporsi a valutazione dermatologica.

Screening e prevenzione primaria
Il rischio di sviluppare una di queste patologie esiste per tutti, ma è significativamente più elevato in alcuni individui:
⦁    fototipi chiari
⦁    chi si espone a lungo al sole (per lavoro o per hobby)
⦁    chi si espone al sole in modo intenso ed intermittente
⦁    chi presenta familiarità per tumori cutanei e melanoma
⦁    chi ha un numero di nevi superiore a 50
I soggetti a rischio dovrebbero sottoporsi a visita dermatologica annualmente: impostare   adeguati  programmi di screening è la principale arma a disposizione  per consentire la diagnosi precoce ed il tempestivo trattamento di tali affezioni con particolare riguardo al melanoma. Tutte le lesioni, pigmentate o meno, che non guariscono, nonostante l’applicazione di prodotti topici specifici, e che anzi vanno incontro ad un aumento delle dimensioni ed a modificazioni rapide devono essere esaminate dallo specialistica dermatologo che ne stabilirà la natura ed il corretto trattamento. Il continuo dialogo col medico di famiglia è per lo specialista una risorsa fondamentale, rappresentando questi un primo filtro in grado di stabilire l’eventuale carattere di urgenza del quadro clinico. È però necessario che ognuno di noi acquisisca l’abitudine di praticare mensilmente un completo auto-esame cutaneo, chiedendo l’aiuto di un familiare o amico/a, per le aree che non è possibile ispezionare direttamente (cuoio capelluto, dorso e glutei). È buona norma, inoltre, scattare delle foto di ciascun distretto corporeo ogni tre mesi, cercando di riprodurre le medesime condizioni di illuminazione, in modo che sia subito evidente una modificazione del quadro preesistente. Prevenzione però non significa solo diagnosi precoce, ma anche eliminazione, fin dalla prima infanzia, dei fattori di rischio che possono rendersi responsabili dell’insorgenza di tali neoplasie. Rendere i bambini consapevoli, fin dalla tenera età, dei benefici e dei rischi connessi all’esposizione solare consentirà loro di ridurre il rischio di sviluppare un tumore della pelle.
Norme per una corretta foto esposizione
⦁    Evitare le ore più calde (11-16)
⦁    Utilizzare schermi solari con adeguato fattore di protezione, preferendo gli schermi minerali (a base di filtri fisici piuttosto che chimici) per i bambini, ripetere ogni 3-4 ore l’applicazione del solare (tenendo conto che dopo il bagno e con la sudorazione si riduce il potere schermante del solare)
⦁    Applicare la crema solare su tutto il corpo e non solo sui nei
⦁    Indossare cappelli e magliette chiari in caso di esposizioni prolungate
Ci si espone al sole non solo andando al mare, ma semplicemente camminando o anche guidando, quindi anche in queste condizioni varranno le medesime norme, che ci consentiranno di godere dei grandi benefici del sole minimizzando i rischi connessi alla fotoesposizione.  

Laura Mantovani

 

Laura Mantovani, specialista in Dermatologia e Venereologia
 

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