"Tromboembolia venosa: la pillola è sicura"
  • Dom, 20/10/2013 - 16:50

L’uso della pillola contraccettiva presenta benefici per la salute maggiori rispetto al possibile rischio di tromboembolia venosa (TEV). È quanto afferma una nota ufficiale dall’EMA (European Medicines Agency) che per la prima volta prende posizione sulla relazione tra contraccettivi ormonali combinati e il pericolo di insorgenza della malattia. Secondo il massimo ente europeo per la sicurezza dei farmaci, le donne che la assumono possono continuare a farlo senza problemi. L’EMA aveva iniziato la rivalutazione dei contraccettivi ormonali combinati nello scorso febbraio, in seguito ad una richiesta avanzata dalla Francia. Dopo otto mesi il Pharmacovigilance Risk Assessment Committee (PRAC) dell’agenzia ha affermato che l’insorgenza della TEV rappresenta un evento raro tra le utilizzatrici di pillola. I fattori che aumentano le possibilità di comparsa della malattia sono fumo, età, sovrappeso o obesità, emicranie, gravidanze o parti recenti e precedenti casi in famiglia. Secondo l’Agenzia è compito del medico valutare il rischio individuale di ciascuna, informala ed eventualmente indirizzarla verso altri metodi. Il Comitato ricorda inoltre che il possibile rischio di TEV è molto basso e le differenze tra i vari progestinici sono minime. Quello dell’EMA è un primo documento, per un parere definitivo e vincolante bisognerà aspettare ancora qualche mese. La posizione ufficiale dell’agenzia europea è pienamente condivisa dalla Società Italiana della Contraccezione (SIC) che in questi giorni sta svolgendo a Bologna il suo 5° Congresso Nazionale. “I benefici della pillola sono maggiori dei rischi - ribadisce la Società scientifica -. Se si registrano circa 6/8 casi su 10.000 donne in più di trombosi alle gambe vi è un ridotto numero di tumori rispetto alla popolazione che non la usa”.

“Dopo tante polemiche l’Agenzia europea ha deciso giustamente di fare un po’ di chiarezza - sottolinea  Franca Fruzzetti, della Clinica Ostetrica e Ginecologica Universitaria, del S. Chiara di Pisa -. Il documento ribadisce quello che la stragrande maggioranza di noi sostiene da anni. Salvo alcuni singoli casi legati a stili di vita errati o familiarità, la pillola è sicura e di gran lunga il metodo più efficace nella prevenzione delle gravidanze indesiderate. Se utilizzata in modo corretto, infatti, la sua sicurezza contraccettiva sfiora il 100%”. “Chi vuole cominciare ad assumere la pillola deve ovviamente comunicare questa scelta al proprio ginecologo o medico di famiglia - ricorda la professoressa Vincenzina Bruni, Direttore della Sod di Ginecologia dell'infanzia e dell'Adolescenza del “Careggi” di Firenze -. Il camice bianco deve conoscere lo stato di salute generale della donna ed è quindi svolgere alcuni accertamenti come il controllo della pressione arteriosa, una corretta e completa anamnesi che includa anche la storia familiare e una visita ginecologica e generale per escludere malattie o condizioni che sconsiglino l’uso della pillola. Le controindicazioni sono in realtà poche, specialmente nelle ragazze giovani. Accertamenti più approfonditi sono necessari solo per particolari casi di anamnesi”. “Dopo 50 anni dalla disponibilità della pillola - ricordano le professoresse Bruni e Fruzzetti -, la ricerca ha portato a nuove formulazioni sempre più sicure e con minor impatto metabolico sull’organismo femminile. Capaci di portare inoltre numerosi benefici extra-contraccettivi come la regolarizzazione del ciclo mestruale, la scomparsa di sintomi spesso invalidanti per la donna legati alla mestruazione spontanea, la preservazione della fertilità femminile e la prevenzione di alcuni tumori: in primis quello dell’ovaio e dell’endometrio. Secondo un recente sondaggio 6 ragazze italiane su 10 conoscono questi effetti positivi. Dobbiamo però incentivare l’uso della pillola perché in Italia è ancora poco utilizzata rispetto al resto dei Paesi europei”.

Ambito: 

Contenuti correlati