Stati generali della Reumatologia
  • Lun, 16/12/2013 - 19:03

Artrite, osteoporosi e fribromialgia sono alcune delle patologie reumatiche di cui si è parlato ieri a Cagliari durante il convegno “Ricomincio da tre” organizzato dalla Associazione sarda malati reumatici (Asmar). Alla manifestazione ha partecipato il gotha della reumatologia sarda, esperti e professionisti delle altre patologie correlate, ma è stata anche l’occasione per mettere in relazione i pazienti con gli esperti e affrontare tutti gli aspetti legati alle malattie reumatiche. “L’obiettivo di questo convegno è duplice: informare e socializzare”, ha spiegato Ivo Picciau presidente dell’Asmar. “I medici condividono conoscenze e aggiornamenti scientifici con i pazienti e loro possono interrogare gli esperti sulle patologie, cure, assistenza, prospettive terapeutiche e relazioni tra le varie malattie”. I lavori sono stati coordinati da Enrico Cacace, reumatologo e professore di Medicina Interna della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Cagliari e da Quirico Mela, remautologo e professore di Medicina Interna della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Cagliari, che, non si sono limitati a descrivere le singole patologie, rispondendo alle domande dettagliate dei pazienti presenti, ma hanno anche evidenziato alcune carenze della struttura organizzativa sanitaria che in alcuni casi hanno impedito la diagnosi precoce della malattia. Prevenzione e importanza della diagnosi precoce è stato il tema affrontato da Gregorio Ibba, reumatologo e ricercatore universitario. “Agire precocemente nei primi mesi dall’insorgenza della malattia è utile a bloccare il processo evolutivo della patologia reumatica”, ha affermato Ibba che ha poi spiegato la differenza tra le varie terapie farmacologiche, sottolineando che per ogni paziente è prevista una terapia ad hoc. E di effetti collaterali a carico dell’apparato gastrointestinale dati dall’uso di farmaci antinfiammatori ne ha parlato il gastroenterologo Gianmarco Mocci del centro di cura per le malattie infiammatorie croniche intestinali dell’ospedale Brotzu. Antonio Capone, direttore della Clinica ortopedica e traumatologica di Cagliari, ha poi messo in evidenza la necessità e l’importanza di un sistema sanitario che favorisca un “percorso integrato e sinergico” tra i vari specialisti, medico generale, reumatologo, gastroenterologo, ortopedico, fisiatra, per la diagnosi e cura delle malattie reumatiche e delle complicanze ad esse legate. “Pazienti disperati”, sono poi state definite da Enrico Cacace le persone colpite da fibromialgia, “pazienti spesso trattatati alla stregua dei malati immaginari, vista la difficoltà nell’eseguire la diagnosi”. Il sintomo predominante della fibromialgia è il dolore col quale il paziente deve imparare a convivere e che in molti casi porta a stati ansiosi e, nei casi più gravi, alla depressione anche bipolare. Ecco quindi l’importanza della figura del psicoterapeuta e dello psichiatra che insieme al reumatologo studiano la terapia più idonea. E se da un lato i fibromialgici vengono curati con terapie farmacologiche, è fondamentale per questi pazienti, come ha spiegato Tonino Mele, docente nel corso di laurea in Fisioterapia, la riabilitazione accompagnata da uno stile di vita sano.

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