Sla, la battaglia dei malati sardi
  • Lun, 21/10/2013 - 14:17

Sono partiti alla volta di Roma per far sentire la loro voce. Lanciare l'ennesimo appello per avere certezze sui fondi da destinare all'assistenza domiciliare. Sono i malati sardi di Sla, Sclerosi laterale amiotrofica, capeggiati da Salvatore Usala, che stanno presidiando il ministero dell'Economia, con un altro centinaio di pazienti provenienti da tutta Italia. Il primo ad imbarcarsi è stato Salvatore Usala, segretario del Comitato 16 novembre onlus, da sempre impegnato in questa battaglia. In Sardegna l'incidenza della malattia è da record: con valori di incidenza e prevalenza da tre a cinque volte superiori alla media mondiale.

“Avete pomposamente fatto un documento, con tante affermazioni di principio… peccato che non abbiate stanziato un euro – afferma Usala in una lettera scritta poco prima di partire e rivolta agli esponenti del Governo – Noi verremo da voi, non dovrete scomodarvi. Se non ci sarà un incontro concreto, con impegni precisi, scritti, con date e certezze, rimarremo in presidio permanente – promette – Faremo lo sciopero della fame e della sete, alla fine ci staccheremo il respiratore non caricando le batterie. Non è una minaccia, è una certezza, noi non facciamo annunci, non abbiamo nulla da perdere, siamo di parola. Un sardo è fedele agli impegni presi, e pure i miei compagni di sventura”. Usala chiede di prendere come esempio il modello Sardegna che, dice, “funziona” e propone di formare una commissione che comprenda al suo interno l’assessore regionale della Sanita’ Simona De Francisci e il consigliere del Pd Marco Espa. “Dei 18 miliardi che la Sanità spende in Italia per finanziare le Ras chiediamo di destinarne 4,5 per far ritornare nelle loro famiglie malati e anziani che lo desiderano – spiega ancora una volta il segretario del Comitato – Un modello gia’ operante in Sardegna e che vogliamo esportare nel resto del Paese”.

 

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