Settimana dello sport contro la violenza sulle donne
  • Lun, 06/10/2014 - 14:46

Una festa dello sport per dire stop alla violenza sulle donne. Dal 7 al 12 ottobre Iglesias sarà al centro di una settimana di agonismo e sana competizione per instradare i giovani al rispetto reciproco e usare lo sport come canale elettivo per divulgare la cultura della non violenza sulla donna. Domani alle 18 nella caserma degli allievi carabinieri di Iglesias si terrà il galà di apertura con un padrino e una madrina d'eccezione: Nicola Trentin, ex campione di salto in lungo, e Luana Pilia, ex campionessa di pattinaggio. Attraverso la Settimana dello Sport, nata da una proposta di Josefa Idem, ex Ministro alle Pari opportunità, sport e politiche giovanili, si intende divulgare la cultura della non violenza e il rispetto della differenza di genere, motivando i giovani verso la pratica dello sport che è volano della cultura dell’uguaglianza e spazio privilegiato per l’incontro tra adolescenti maschi e femmine, di diversa provenienza etnica e socio-culturale.
L'evento, che richiamerà a Iglesias oltre 5000 atleti e associazioni di tutta la provincia, è  organizzato dall'associazione “Io Non Ho Paura Onlus” che mira a combattere la violenza sulle donne e in particolare quella assistita dai minori costretti a vivere loro malgrado queste situazioni di tra le mura di casa. “La nostra associazione ha come finalità quella di divulgare a macchia d’olio la cultura della non violenza nei confronti della donna e  sviluppare  la cultura del rispetto della differenza di genere, già dalla pubertà, insegnando ai giovani come percepire atteggiamenti sbagliati e lesivi per la loro personalità e dignità, quali sono i campanelli d’allarme che devono cogliere per percepire situazioni di pericolo, un'educazione all’affettività che riporti loro alla vera profondità e complessità della sfera sentimentale, troppo spesso ridotta oggi ad un vortice di rapporti superficiali”, spiega Francesca Ena, presidente dell'associazione. “Lo sport è un elemento privilegiato per l’incontro tra adolescenti maschi e femmine, di diversa provenienza etnica e socio-culturale. Qui possono esser favoriti l’ascolto e l’osservazione dei minori, in quanto spazio in cui i ragazzi passano gran parte del loro tempo e instaurano relazioni significative e di fiducia anche con gli adulti”.

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