Se Internet è la droga
  • Gio, 27/03/2014 - 13:25

Si isolano dal mondo reale, vivono ingabbiati nella Rete e alzano barriere con la società difficili da abbattere. In Giappone li chiamano "eremiti tecnologici" i giovani affetti da quella che viene definita "sindrome di Hikikomori", una condizione di estremo isolamento sociale che colpisce gli adolescenti, quasi letteralmente incatenati davanti al computer per tutto il giorno. Anche in Italia esistono fenomeni di questo tipo, i numeri li snocciola Paolo Antonio Giovannelli, che dirige l'Esc team, gruppo milanese di specialisti che si occupa della diagnosi e cura delle dipendenze da internet, che lo scorso fine settimana ha organizzato nel capoluogo lombardo il primo congresso internazionale su questi disturbi dal titolo "Internet addiction disorders". "Ci sono tanti dati e cifre che circolano sulla dipendenza da internet", spiega Giovanelli, "ma 'noi stimiamo  che ne soffra il 3-7% dei giovani, e l'1-2% di tutta la popolazione. A rischio sono il 25% dei giovani e il 15-20% degli adulti. Dati significativi, ma va detto che tanti a rischio poi ce la fanno da soli''. Un fenemeno che si lega a doppio nodo al problema dell'abbandono scolastico e della disoccupazione giovanile. Nell'era degli smartphone e di Internet a portata di mano, è più facile perdersi in un mondo virtuale. "Sappiamo che in Italia 2,2 milioni di 15-29enni, i cosiddetti Neet (Not in education, employment or training), non studiano, non lavorano e non stanno neanche cercando un'occupazione. Vogliamo capire quanti di loro sono incapaci di uscire da un sistema di isolamento sociale, di perdita di speranza, che è alimentato in un circolo vizioso dalla web dipendenza". Sul tema è in cantiere una ricerca con Gfk Eurisko, "stiamo definendo le variabili da valutare e i risultati dovremmo averli entro fine anno".

L'Esc team, fondato nel 2010 a Milano da Giovannelli, lavora su tre livelli. "Ci chiamano spesso da regioni molto lontane", racconta il direttore, "non hanno grandi risorse economiche e non sanno a chi rivolgersi. Noi rispondiamo via mail e skype e li orientiamo sui servizi territoriali più vicini". Da una ricerca condotta lo scorso anno da Chiara Boroni , riabilitatrice psichiatrica e assistente alla direzione dell'Esc Team, è emerso che "l'incidenza della dipendenza da Internet è evidente in tutte le realtà territoriali, ma è di gran lunga superiore nelle Uonpia, Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza, che si occupano di ragazzi fino a 18 anni. Qui il 76% degli operatori ha avuto almeno un paziente con web-dipendenza".
Ma sul fronte dell'assistenza il Belpaese ancora arranca e per la presa in carico dei casi di dipendenza "è ancora tutto da costruire", fa presente Giovannelli. Ci sono i servizi sul territorio, dai Serd ai Sert e ai Cps (Centri psicosociali). Alcuni ospedali si sono attrezzati, ma si contano sulla punta delle dita i centri specializzati. Ce n'è uno al Gemelli di Roma, il Polo per le new addictions di Bolzano, l'Esc Team a Milano con due sedi che in 3 anni hanno preso in carico un centinaio di persone e risposto alle richieste di formazione di altri 1.500 soggetti.

 

Le relazioni degli esperti

Riabilitare  il  corpo  e  le  sue  relazioni:  il  modello d’intervento  dell’Esc  team

Internet  addiction,  nuove  e  vecchie  dipendenze.  Alcune  riflessioni  sulla  formazione del  personale  sanitario


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