Sclerosi multipla e razionalizzazione della Rete
  • Ven, 14/02/2014 - 12:00

La Sardegna vanta un primato negativo sul fronte della Sclerosi multipla, primato evidenziato nella mozione n. 291 del 12 dicembre 2013 che chiede di dare completa attuazione alla parte del Piano sanitario regionale 2006-2008 riguardante la malattia. I punti sono tanti: finanziare gli interventi in argomento tramite l'impegno delle somme stanziate nel bilancio pluriennale della Regione autonoma della Sardegna 2014-2016 e destinate agli "Interventi di edilizia sanitaria e miglioramento tecnologico delle strutture", strutturare ed organizzare i Centri sclerosi multipla del Binaghi di Cagliari, dell'Ospedale San Francesco di Nuoro e della Clinica universitaria di Sassari come centri di riferimento per tale patologia, di valutare, compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica, l'apertura di centri ad Oristano ed Olbia; mira a una riorganizzazione territoriale e un potenziamento dei servizi erogati così come richiesto dalla Società italiana di neurologia e ad avviare i lavori della Commissione sclerosi multipla prevista dal Piano sanitario regionale 2006-2008, organo tecnico che dovrà diventare strumento di consulenza fondamentale per favorire i rapporti tra il personale sanitario e la pubblica amministrazione. Una razionalizzazione richiesta da più fronti e auspicata anche dall'assessorato. “Ci impegneremo concretamente per migliorare i servizi destinati alle persone affette da sclerosi multipla. Come abbiamo scritto nel nostro programma ci sono ancora tanti margini di miglioramento per il nostro sistema sanitario regionale, i risultati conseguiti negli ultimi anni devono rappresentare un punto di partenza e non un punto d'arrivo. C'è ancora tanto da fare per declinare autenticamente il principio di territorialità della cura per i malati cronici affetti da determinate patologie", ha spiegato l'assessore regionale alla Sanità Simona De Francisci. "La sclerosi multipla, ad esempio, ha un tasso di incidenza di gran lunga superiore rispetto alla media nazionale ed europea, una malattia rara che non può essere trattata con piglio burocratico dall'amministrazione. L'informatizzazione degli ospedali e la tracciabilità del farmaco possono permetterci di progettare un modello di terapia in cui sia possibile mettere al centro le esigenze del malato e della sua famiglia, la distribuzione territoriale dei farmaci non è più un miraggio. L'assessorato agirà in stretto contatto con la comunità scientifica e medica, nell'ultimo congresso della Società italiana di neurologia sono state messe delle linee guida che non possono essere ignorate dalla politica. Un disciplinare preciso e puntuale che costituisce un ottimo strumento per chi ha il dovere di potenziare il nostro sistema sanitario. Intendo inserire nella mia agenda il punto in cui si suggerisce l'istituzione di centri strutturati a seconda della gravità dei casi trattati e capaci di rispondere alle varie esigenze cliniche; una razionalizzazione del sistema diagnostico-terapeutico sarebbe inoltre in grado di limitare il pendolarismo di pazienti verso un centro lontano dalla propria residenza. Un problema per tanti sardi che deve trovare una soluzione rapida e certa. L'accesso alle cure e le aspettative dei malati non possono essere mortificati”.

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