Salute sessuale maschile sotto la lente, Cagliari ospita il Congresso nazionale Siams
  • Ven, 31/10/2014 - 13:03

Salute sessuale maschile sotto la lente: infertilità, disfunzioni sessuali, ipogonadismo, ma anche argomenti difficili come abusi e disagi sessuali. Dal 13 al 15 novembre Cagliari sarà il cuore pulsante dell'andrologia italiana. Sarà il capoluogo isolano a ospitare l'undicesimo congresso nazionale della Società italiana di andrologia e medicina della sessualità (Siams) al T-Hotel. Un riconoscimento importante per l'andrologia sarda, come spiega Alessandro Oppo, andrologo e endocrinologo del Policlinico Universitario di Monserrato e coordinatore regionale della Siams: “Si tratta per me di un grande onore perché il congresso per la prima volta "sbarcherà" a Cagliari e in questi anni ho l'onore di coordinare la Siams nella nostra regione. L'andrologia in Sardegna ha avuto negli ultimi 10 anni una crescita notevole dovuta anche al nostro grande impegno scientifico divulgativo. Ritengo quindi un grande premio al lavoro svolto il fatto che il Consiglio Direttivo della Siams abbia deciso di portare il congresso nazionale per la prima volta a Cagliari”. Un evento che ospiterà il gotha dell'andrologia con le massime autorità nazionali del settore, personaggi di grande valore scientifico e comunicativo.  “Sarà una grande sfida e speriamo di ripagare la fiducia nel migliore dei modi. Come si potrà notare dal programma, il convegno affronterà tematiche molto attuali quali i disturbi della funzione sessuale maschie e femminile, il versante maschile delle tecniche di fecondazione assistita e l'abuso sessuale. Abbiamo inoltre organizzato un simposio satellite dedicato ai disturbi della sessualità e alle problematiche della fertilità nei pazienti talassemici e per noi sardi si tratta di un importante appuntamento perché la talassemia è una grave e complessa patologia ancora estremamente diffusa in Sardegna”. Una sfida importante anche secondo il presidente del Comitato organizzatore locale del congresso, Stefano Mariotti, professore ordinario di Endocrinologia, direttore del dipartimento di Scienze Mediche Internistiche del Policlinico Universitario di Monserrato. “Ho poco da aggiungere a quanto detto da Mario Maggi e da Alessandro Oppo, che insieme a Stefano Serra è stato l’instancabile anima della organizzazione locale del Congresso e ha curato tutti i contatti con la segreteria organizzativa centrale della Siams. Posso solo aggiungere, come presidente del Comitato organizzatore locale di essere molto felice ed onorato che all’Endocrinologia universitaria cagliaritana sia stato affidato questo importante e impegnativo compito, indubbio riconoscimento delle numerose attività scientifiche e assistenziali in campo andrologico e della medicina della sessualità che sono state promosse nell’ambito della Struttura Complessa di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo della Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari, della Scuola di Specializzazione in Endocrinologia e del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Ateno Cagliaritano che da alcuni anni mi onoro di dirigere. Tra queste attività vorrei solo ricordare la creazione di un centro di riferimento per la diagnosi e la terapia de disturbi di identità di genere, unico in Sardegna, coordinato da Oppo in stretta collaborazione con l’équipe psichiatrica di Carpiniello e i numerosi convegni regionali e locali organizzati in questi ultimi anni su queste tematiche, di cui il Congresso nazionale Siams rappresenta il degno coronamento. L’organizzazione di un Congresso nazionale è sempre una impresa difficile, specialmente negli attuali momenti di crisi. Da questo punto di vista non posso che ringraziare la perfetta organizzazione (anche mediatica) della Siams, che ha saputo affrontare e superare molti ostacoli e che ha reso possibile questo evento, anche grazie al supporto non condizionato di molti sponsor. Non resta ora che da augurarsi che il Congresso si svolga senza intoppi e che mantenga le sue promesse”.Saranno tanti gli argomenti che verranno trattati all'interno degli “stati generali della Siams”. “Il programma scientifico del congresso verte non solo sulle novità diagnostiche e terapeutiche nell'ambito di tematiche “classiche” dell’andrologia quali l’ipogonadismo, l’infertilità maschile, e le disfunzioni sessuali maschili”, spiega Mario Maggi, presidente della Società italiana di andrologia e medicina della sessualità, “ma anche su tematiche spesso neglette in ambito scientifico ma di ampio impatto sociale quali il l’abuso sessuale ed disagio sessuale”. L'evento sarà anche un momento di riflessione sulle tante sfide difficili che l'andrologia sta affrontando negli ultimi anni; la più importante per la nostra società secondo Maggi “è stata iniziare un programma di prevenzione e informazione per diffondere la cultura andrologica sia nella popolazione ma anche tra i medici di medicina generale e di altri settori specialistici, come la cardiologia e la pediatria”. Un tema sul quale il direttore della struttura di Medicina della Sessualità & Andrologia del Dipartimento di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche dell'azienda Ospedaliero universitaria Careggi di Firenze fa una riflessione: “Il maschio vive in media 7 anni in meno rispetto alla femmina e accede alle strutture sanitarie per patologie organiche più severe della controparte femminile. La figura dell’andrologo dovrebbe rappresentare, per l’uomo, l’equivalente del ginecologo per la donna, ma purtroppo l’imbarazzo e la vergogna spesso impediscono di avvicinarsi a questa figura, anche quando ci sono dei problemi o dei sintomi. Questa differenza tra i due sessi è essenzialmente dovuta al fatto che il maschio si sente “forte” e spesso sfugge ai controlli medici. Quello che la nostra società scientifica ha dimostrato è che le disfunzioni sessuali ed i problemi di fertilità possono essere il campanello di allarme di patologie sistemiche, che pertanto possono essere diagnosticate e curate per tempo”. Secondo Secondo Stefano Serra, segretario regionale della Siams, il congresso sarà l'occasione per ribadire quanto sia “necessario educare il giovane maschio alla sessualità e alla cura del proprio "corpo sessuale " allo scopo di creare con le nuove generazioni un rapporto con l'andrologo che possa avvicinarsi al rapporto che la donna ha con il proprio ginecologo”.

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