Salute e media, se ne parla giovedì a Olbia al corso di formazione per giornalisti
  • Lun, 17/10/2016 - 16:39

Informazione scientifica ai tempi dei social. Dai siti ai blog, passando per i social network, Facebook, Twitter, Youtube e GooglePlus, le communities e i forum: oggi la scienza e la medicina viaggiano sul web 2.0. La salute corre in Rete: un italiano su 4 si rivolge alla rete per cercare informazioni legate ai temi della salute. Una tendenza aumentata in modo consistente negli ultimi dieci anni. Ma cosa è cambiato per i professionisti dell’informazione chiamati ad informare in maniera corretta, precisa e con fonti sicure sui temi della salute? 

Il punto sulla situazione si farà giovedì 20 ottobre a Olbia, dalle 14 alle 17, dove si svolgerà il corso dal titolo: “Salute e media. Le nuove sfide per giornalisti, medici e pazienti”L'incontro si terrà nella Biblioteca comunale Simpliciana (piazzetta Dionigi Panedda, 3). I relatori sono Francesco Birocchi (presidente Odg Sardegna), Elisabetta Gola (Scienze della Formazione - Università di Cagliari), Maria Dolores Palmas (infermiera oncologia medica Businco di Cagliari) e Silvia Deligia (paziente oncologica). Ai partecipanti saranno assegnati 5 crediti. 

Il corso si apre con l'introduzione di Francesco Birocchi, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Sardegna, che poi passerà il testimone ai tre relatori: Elisabetta Gola, coordinatore del corso di laurea in Scienze della comunicazione (Facoltà di studi umanistici) dell’Università degli studi di Cagliari, Maria Dolores Palmas, infermiera dell'Oncologia medica del Businco di Cagliari e Silvia Deligia, paziente oncologica.

Le fonti che offrono informazioni scientifiche si sono moltiplicate, rendendo difficile per gli utenti orientarsi e misurarne l’attendibilità e la credibilità. Internet rende tutto più facile e veloce, la massa delle informazioni però non è controllata, si deve saper riconoscere la fonte. Potenzialmente il web è un pozzo di informazioni, in cui confluiscono anche quelle che non trovi sui giornali. Elisabetta Gola traccerà lo stato dell'arte dell'informazione sulla Salute 2.0: fonti, fruitori, linguaggi, discutendo temi al centro del dibattito sull’uso di nuovi media nel giornalismo. “Metteremo in evidenza quali sono i vantaggi e i rischi legati al passaggio dall’edicola al web per chi opera nel mondo sanitario e quali meccanismi è importante conoscere per potersi muovere efficacemente tra strumenti di comunicazione che si rinnovano e ibridano velocemente, cercando di fare luce su chi sono i nuovi attori in gioco”.

Da una parte il web con l'espansione dei social ha cambiato  il modo di raccontare e condividere l’esperienza della malattia, dall'altra i pazienti sono sempre più informati: secondo una ricerca del Dipartimento Salute GfK Eurisko circa l’85% degli utenti ha cercato informazioni sulla salute sui siti Internet e quasi il 30% ha partecipato a discussioni di salute su blog, forum, chat.

Pazienti sempre più informati e sempre più alla ricerca della scienza a portata di mouse. Così spesso "dottor Google" e il suo uso inappropriato  possono compromettere l'alleanza terapeutica operatore sanitario-paziente. "Come il medico, il giornalista ha la possibilità di avvelenare i suoi lettori, e la differenza principale è solo che un giornalista può avvelenare un maggior numero di lettori di quanti pazienti possa avvelenare un medico. Questa frase di James Barret Reston, giornalista del New York Times la dice lunga sul senso profondo di questo evento che mette insieme e in dialogo figure professionali che insieme possono fare il bene di chi vive il tempo di malattia e di cura", afferma Maria Dolores Palmas.  "Parlare di cancro, di cure per il cancro, di “scoperte” che sembra possano cambiare il percorso di chi il cancro lo vive sulla propria pelle quotidianamente, ha bisogno di un’attenzione  “più attenta”  ai contenuti. Solo chi ha il cancro può dirci l’effetto che alcuni titoli sensazionalistici provoca e io a questa fonte sono andata ad informarmi per comprendere, attraverso gli occhi e il cuore di chi attende la novità che potrebbe cambiare il percorso di cura, cosa significa “leggere” notizie troppo spesso illusorie dai titoli altosonanti e poco utilizzabili nella quotidianità".

 

Non solo trappole sul web. La Rete spesso diventa terapeutica. Il racconto della malattia, lo story telling, il viaggio esperenziale nel dolore, nelle paure, nella sofferenza, ma anche le storie di speranza spesso assumono valore salvifico per i pazienti e la condivisione in Rete del proprio percorso diventa per chi racconta un modo per elaborare il dolore e approcciarsi in maniera migliore alle terapie. E il web 2,0 con i suoi mezzi (scrittura, video, foto) amplifica la potenza simbolica ed emotiva delle storie, con una forza che neanche una campagna di sensibilizzazione potrebbe avere. Senza contare che il racconto personale della malattia condiviso in rete facilita la prevenzione, ancorandola all'esperienza vissuta e raccontata in prima persona. La sfida allora per la comunicazione e i media è ascoltare e trovare il giusto linguaggio e le metafore adeguate per comunicare questi temi, partendo dall’ascolto di quello che si condivide in rete, un osservatorio fondamentale delle esigenze e delle rappresentazioni collettive. 

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