Salute e media: lunedì a Sassari il corso di formazione dell'ordine dei giornalisti
  • Mer, 28/09/2016 - 12:55

Informazione scientifica ai tempi dei social. Dai siti ai blog, passando per i social network, Facebook, Twitter, Youtube e GooglePlus, le communities e i forum: oggi la scienza e la medicina viaggiano sul web 2.0. La salute oggi corre sul web: un italiano su 4 si rivolge alla rete per cercare informazioni legate ai temi della salute. Una tendenza, questa, aumentata in modo consistente negli ultimi dieci anni. Ma cosa è cambiato per i professionisti dell’informazione chiamati ad informare in maniera corretta, precisa e con fonti sicure sui temi della salute? Di salute e media, la nuova sfida per l'informazione 2.0. si parlerà a Sassari il 3 ottobre nell'aula rossa della Facoltà di Scienze Politiche in Viale Mancini 3 nell'incontro "Salute e Media. Le nuove Sfide per giornalisti, medici e pazienti". I relatori saranno Francesco Birocchi (presidente Odg Sardegna), Rosario Cecaro (giornalista e docente di Teorie e Tecnica della comunicazione), Gian Vittorio Campus (direttore Dipartimento Scienze chirurgiche e mediche Università di Sassari),  Robert David Beveridge (docente Sociologia processi comunicativi) e Maria Dolores Palmas, infermiera dell'Oncologia medica del Businco di Cagliari. Il corso inizierà alle ore 14 e terminerà alle 17. Ai partecipanti saranno assegnati 5 crediti. 

Le fonti che offrono informazioni scientifiche si sono moltiplicate, rendendo difficile per gli utenti orientarsi e misurarne l’attendibilità e la credibilità. Internet rende tutto può facile e veloce, la massa delle informazioni però non è controllata, si deve saper riconoscere la fonte. Potenzialmente il web è un pozzo di informazioni, in cui confluiscono anche quelle che non trovi sui giornali.

 

Dall'altra parte anche i media tradizionali hanno rinforzato l'offerta di programmazione su medicina, salute e benessere. Nell’epoca del salutismo imperante, i confini tra diverse forme di comunicazione al cittadino-consumatore, sembrano abbastanza sfumate. Con possibili conseguenze negative visto che spesso il limite tra informazione, comunicazione e pubblicità diventa labile. Inoltre il continuo bombardamento del marketing pubblicitario modifica e plasma le abitudini quotidiane e le scelte di salute dei cittadini. I consumatori comprendono quando i messaggi pubblicitari, che li bombardano quotidianamente, hanno un interesse esclusivamente commerciale, oppure posseggono anche caratteristiche di informazione oggettiva, elementi inseriti per volontà o legge grazie ad organismi nazionali o sovranazionali che hanno a cuore il bene del cittadino? La percentuale di italiani che almeno qualche volta traducono in comportamenti le informazioni sulla salute acquisite da tv, radio, giornali, internet è passata dal 30% del 2012 al 48% del 2014. Si tratta più frequentemente dell’acquisto di integratori e vitamine (35%) o farmaci (25%), ma anche di modifiche al proprio stile di vita (26%). (Fonte: Monitor Biomedico 2014, realizzato dal Censis nell’ambito delle attività del Forum per la Ricerca Biomedica, Roma, 27 ottobre 2014). Informazioni acquisite da programmi e spot.

 

Questi risultati sono preoccupanti, soprattutto se valutiamo che il 26% circa degli spot che giornalmente sono trasmessi da tutte le reti, riguardano prodotti alimentari, tra i quali quelli più reclamizzati sono le merendine e i biscotti. Un bimbo, mediamente ogni cinque minuti, assiste a una pubblicità riguardante il cibo, con l’effetto di influenzare negativamente le sue preferenze alimentari. Il 28 ottobre 2015 è stato sottoscritto a EXPO un documento contenente le Linee di indirizzo per la comunicazione commerciale relativa ai prodotti alimentari e alle bevande, a tutela dei bambini e della loro corretta alimentazione. La sfida allora per la comunicazione e i media è ascoltare e trovare il giusto linguaggio e le metafore adeguate per comunicare su questi temi delicati e vigilare affinché sia possibile tutelare i soggetti più deboli.

 

 

 

Corso di formazione

Salute e media. Le nuove sfide per giornalisti, medici e cittadini

Università di Sassari

Dipartimento di Scienze Politiche, scienza della comunicazione e ingegneria dell'informazione

Viale Mancini 5

lunedì 3 ottobre 2016

dalle 14 alle 17

 

 

Introduce Francesco Birocchi, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Sardegna

 

 

Informazione sulla Salute 2.0: fonti, fruitori, linguaggi

Rosario Cecaro, giornalista e docente di  Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa del Dipartimento di Scienze Politiche, scienza della comunicazione e ingegneria dell'informazione dell'Università degli studi di Sassari

 

Internet, un mare di informazioni: rapporto tra medicina e media. Riflettori puntati sul pianeta chirurgia

Gian Vittorio Campus, direttore del dipartimento di Scienze chirurgiche, microchirurgiche e mediche dell'Università degli studi di Sassari

 

Internet, media e Pubblicità. Come i media influenzano le cattive scelte alimentari di bambini e ragazzi

Robert David Beveridge, professore associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi del Dipartimento di Scienze Politiche, scienza della comunicazione e ingegneria dell'informazione dell'Università degli studi di Sassari

 

Pazienti in Rete a caccia di notizie e informazioni. Come è cambiato il modo di raccontare la malattia

Maria Dolores Palmas, infermiera dell'Oncologia medica del Businco di Cagliari 

 

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