Salute e immigrati: a Bruxelles si parla delle buone pratiche della Sardegna
  • Mer, 14/10/2015 - 12:49

Le buone pratiche della Sardegna in materia di salute e immigrazione saranno illustrate, oggi mercoledì 14 Ottobre, a Bruxelles in occasione del meeting annuale del gruppo interregionale della Commissione europea delle Regioni, su "Health and wellbeing". Oggetto dell'incontro sarà il tema "Migration&Health", ossia l’accesso ai servizi sanitari da parte dei migranti, da un punto di vista globale e locale. Durante il meeting saranno presentati una serie di interventi a cura dello IOM (International Organisation on Migration ), da parte delle Istituzioni europee e dalle Regioni. La Sardegna e la Toscana presenteranno esempi di buone pratiche nell’accoglienza agli immigrati sui temi della salute nel panorama italiano.
 
La scelta da parte della Commissione europea delle Regioni è stata effettuata sulla base di criteri rispondenti a “considerevoli esperienze nel trattare la salute dei migranti con le pratiche migliori e particolarmente innovative ". Ambasciatrice di queste esperienze per l’Isola sarà la dott.ssa Silvana Tilocca, Direttore del Dipartimento di Prevenzione e Responsabile del Servizio Promozione della Salute della ASL di Cagliari.
 
La Sardegna si presenterà con 5 buone pratiche che riguardano:
- i percorsi di assistenza sanitaria dei migranti in occasione degli sbarchi;
- il percorso relativo all’accertamento sanitario per i minori non accompagnati;
- la creazione dell’ambulatorio STP (stranieri temporaneamente presenti) per l’assistenza sanitaria ai migranti non in regola con il permesso di soggiorno;
- la creazione di un centro di orientamento per la fruizione dei servizi sanitari per gli immigrati;
- l’assistenza sanitaria in strada con l’ambulatorio di strada.
 
Sul fronte degli sbarchi, la Sardegna ha dovuto fronteggiare quest’anno l’arrivo di centinaia di immigrati. Grazie alla collaborazione tra enti ed istituzioni (Assessorato regionali alla Sanità, Marina Militare, Protezione Civile, Prefettura, Corpo forestale, Servizio 118, Croce Rossa, medici della sanità marittima, Capitaneria di porto, forze di polizia, volontari e mediatori culturali) e il coordinamento tra le ASL, la Sardegna è stata in grado di garantire l’assistenza sanitaria di primo e di secondo livello a tutti gli stranieri durante le operazioni di soccorso.
 
Già da alcuni anni, il Centro di Orientamento ai Servizi Sanitari per gli Immigrati (C.O.S.S.I.) della Asl di Cagliari promuove  l’accesso ai servizi socio sanitari, in un’ottica di accoglienza e di difesa dei diritti delle popolazioni immigrate. Gli interventi del COSSI si sviluppano nella duplice direzione di sostegno agli immigrati e di supporto alle strutture sanitarie aziendali che assistono il paziente straniero:
- informazione e orientamento della popolazione immigrata sulle procedure da seguire per la fruizione delle prestazioni sanitarie;
- informazione e orientamento degli stranieri che non sono iscritti al SSN per la richiesta del codice STP (straniero temporaneamente presente) e del codice ENI (europeo non iscritto);
- intervento, ove richiesto, presso le strutture sanitarie che assistono o ricoverano il paziente immigrato;
- mediazione linguistica e culturale, con l’apporto di mediatori di nazionalità straniera;
- collegamento con l’Ambulatorio di prima accoglienza per Stranieri Temporaneamente Presenti, che ha sede presso il Poliambulatorio di viale Trieste a Cagliari.
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