Riscoprire risorse e potenzialità con la psicomotricità funzionale
  • Sab, 04/03/2017 - 14:58

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Lavorare sulla globalità della persona, sulle armonie e sulle disarmonie per arrivare alla consapevolezza corporea e ritrovare la fiducia in se stessi. Utilizzare il movimento per andare oltre la sfera fisica, per entrare nel pianeta dell'emotività e scoprire la persona nel suo ambiente. La Psicomotricità Funzionale, fondata da Jean Le Boulch, è una metodologia educativa che si occupa della globalità della persona nella sua dimensione affettiva, cognitiva e corporea. Una disciplina rivolta a tutte le età, anziani, bambini, adulti, sia a chi presenta uno sviluppo sereno e armonico traendo benefici in via preventiva e sia a chi presenta disarmonie. La Psicomotricità Funzionale si basa esclusivamente sulle abilità e sui reali bisogni della persona è perciò una disciplina che non lavora sul disagio, sulla difficoltà, ma va a lavorare e mettere in luce le potenzialità del soggetto.

Claudia Puddu e Maria Barbara Lecca, pedagogiste, specializzate come Psicomotriciste funzionali all'Isfar, hanno portato questa medotologia all'ospedale Oncologico Businco di Cagliari con un progetto che ha coinvolto le donne del gruppo Abbracciamo un sogno, all'interno di un persorso realizzato da settembre a dicembre 2016.  "Abbiamo ritenuto opportuno dimostrare come la Psicomotricità Funzionale possa essere valida anche per chi abbia attraversato un percorso di cure oncologiche, perché, come sappiamo, il tumore al seno colpisce la donna nella sua globalità. Il miglioramento della motricità corporea può avere delle risonanze positive anche sulle capacità cognitive ed emotive del soggetto, e viceversa", hanno spiegato le psicomotriciste funzionali. "Attraverso questa disciplina abbiamo offerto alle donne un luogo e un tempo per riconciliarsi con sé stesse, mediante l'ascolto incondizionato e privo di giudizio, di sé e della propria immagine. Per mezzo della musica, del movimento, delle esperienze sensoriali, delle stimolazioni comunicative e relazionali, è stata data loro la possibilità di riscoprire le proprie risorse, di entrare in contatto con le proprie emozioni e di esprimere qualcosa di loro stesse. Comprendere meglio il corpo nelle sue vastissime capacità di espressione, venendo a contatto con le risorse sopite dalla malattia, non può che migliorare l’autostima e la capacità di entrare in interazione con l’ambiente in maniera più positiva. Grazie alla psicomotricità funzionale l’equilibrio mente-corpo ed emotività migliora in modo che si possa ritrovare l’armonia emotiva".

Il lavoro psicomotorio funzionale ha favorito il potenziamento all’ascolto e l’attenzione ai ritmi fisiologici, alla respirazione e alla postura, rispettando e favorendo la libera espressione. Dunque l’intento delle esperienze psicomotorie funzionali proposte per le pazienti oncologiche è stato quello di entrare maggiormente in contatto con il proprio corpo e percepire un corpo in cambiamento, favorendo un vissuto di benessere globale.

Le psicomotriciste entrano nel dettaglio del lavoro svolto con le donne del gruppo: "L’esperienza centrale del respiro in assenza di sforzo, la sintonia con il ritmo della respirazione naturale e con la piena utilizzazione del diaframma, portano in breve tempo ad uno stato di rilassamento profondo e cosciente: diminuisce il livello di stress fisico ed emotivo e si possono affrontare con maggiore positività le fasi della terapia. Sostenere il corpo con i movimenti più indicati permette il recupero di vitalità e di funzionalità che ogni donna desidera ritrovare con serenità. Le donne hanno potuto vivere esperienze basate sulla stimolazione tattile corporea attraverso lo Psicocontatto, un Metodo Ausiliario della Psicomotricità Funzionale, strumento indispensabile ideato per giungere a una più profonda capacità sensoriale, stimolare con il dialogo tattile una percezione corporea, raggiungere un equilibrio tonico e l’apertura verso l’ambiente esterno. Le donne hanno vissuto esperienze psicomotorie funzionali per lavorare sulla coordinazione, sull'equilibrio e sulla percezione del tempo e dello spazio. La musica e la danza hanno permesso di esternare le emozioni e far vivere un insieme di creazioni e di composizioni attraverso un linguaggio danzato vivendo espressioni armoniche percependo consapevolmente il proprio corpo".

Con la psicomotricità funzionale la donna può rielaborare la propria immagine, i propri atteggiamenti, i propri criteri e i propri valori. "L’approccio psicomotorio funzionale è stato il punto di partenza dando spazio alla malattia tumorale non soltanto perché vissuta come un’esperienza traumatica", condudono Puddu e Lecca. "Tutto quello che accade al nostro corpo è un messaggio che ci viene inviato dall’ambiente circostante, che  ci influenza fin dalla nascita in base alle relazioni positive o negative che si instaurano. Pertanto la forte motivazione e la forte intenzionalità hanno aiutato a non farle sentire delle vittime, allora il dolore e la ferita provocati da una malattia come il cancro al seno diventano per la donna un’opportunità per riflettere su sè e la via preziosa per costruire una nuova identità e un nuovo progetto di vita".

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