Rapporto Aifa: farmaci pressione e antidepressivi al top
  • Gio, 06/02/2014 - 15:20

Il Rapporto Osmed sull'uso dei farmaci nei primi nove mesi del 2013 traccia un quadro ben chiaro della realtà del Belpaese: ogni italiano ha acquistato nelle farmacie aperte al pubblico in media 23 confezioni di medicinali; salgono i consumi, i farmaci per il sistema cardiovascolare sono i più utilizzati; gli antidepressivi si confermano al primo posto per prescrizione tra i farmaci del sistema nervoso centrale (SNC); la spesa farmaceutica nazionale totale è stata di 19,5 miliardi di euro; la spesa a carico dei cittadini a quota 6.011 milioni di euro, in crescita del 3,9%: i medicinali a brevetto scaduto costituiscono il 65% dei consumi e il 46% della spesa; la spesa pro capite si riduce rispetto al 2012 in tutte le Regioni italiane, con le punte maggiori in Sardegna (-7,8%), in Emilia Romagna (-5,5%) e nella Provincia Autonoma di Trento (-5,2%).
Nei primi nove mesi del 2013 gli italiani hanno acquistato un totale di 1.398 milioni di confezioni di medicinali (Classe di rimborsabilità A e C), per una media di circa 23 confezioni a testa, con una crescita pari al +2,0% rispetto ai primi nove mesi dell’anno precedente. A livello di consumi in regime di assistenza convenzionata, nello stesso periodo temporale sono state prescritte 1.002,4 dosi giornaliere ogni mille abitanti, un valore sostanzialmente in crescita (+1,8%) rispetto all’anno precedente.
Per quanto concerne il consumo dei farmaci a livello regionale, si conferma l’esistenza di un gradiente Nord-Sud. Le regioni del Mezzogiorno fanno registrare consumi superiori al valore medio
nazionale, prima fra tutte la Regione Sicilia con 1.129,6 dosi medie giornaliere ogni 1.000 abitanti, mentre i consumi più bassi sono stati rilevati nella P.A. di Bolzano (747,2 dosi medie giornaliere per 1.000 abitanti).
“Il Rapporto sull’uso dei farmaci in Italia per i primi nove mesi del 2013” commenta il direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco, Luca Pani “ci dice che, a fronte di una riduzione della
spesa farmaceutica, si registra una crescita significativa dei consumi: il numero di prescrizioni di medicinali è infatti aumentato del +3,2% rispetto allo stesso periodo del 2012”. “Tale dato assoluto – aggiunge Pani – va accompagnato dalla analisi della pratica clinica di utilizzo dei medicinali che nel Rapporto OsMed è stata introdotta già a partire dalla precedente edizione relativa al 2012 e che è presente anche in questa infrannuale del 2013. Si tratta di una descrizione preziosa che delinea come sta cambiando l’impiego dei farmaci utilizzati nel trattamento delle principali malattie croniche e quale è l’approccio alle cure da parte dei pazienti. Dati fondamentali per supportare le istituzioni regolatorie e i prescrittori a prendere le giuste decisioni”. “Gli italiani“ - commenta ancora Pani - “si sono confermati grandi utilizzatori di farmaci per l’apparato cardiovascolare, che restano in testa alla graduatoria di consumo e spesa, come accade già da alcuni anni. Cresce l’aderenza alle terapie antiipertensive, mentre si evidenziano ampi margini di miglioramento nella prescrizione delle statine, i principi attivi a maggior spesa nella categoria. I farmaci per l’apparato gastrointestinale e metabolismo sono i secondi nella classifica dei più utilizzati e il dato non sorprende, dal momento che quella metabolica è considerata la sindrome del nuovo millennio, da cui derivano gravi patologie come obesità, diabete e malattie cardiovascolari. Gli italiani fanno inoltre largo uso di antidepressivi – commenta ancora Luca Pani – che sono risultati la categoria del Sistema Nervoso Centrale maggiormente prescritta tra i farmaci distribuiti dalle farmacie pubbliche e private. Un dato positivo è quello relativo all’aderenza al trattamento (41,6%), in aumento rispetto all’anno precedente. “Dal punto di vista della spesa” conclude Pani “si riduce del -3,9% la spesa territoriale a carico del Servizio Sanitario Nazionale, pari a 8,8 miliardi di euro, mentre aumenta rispetto al 2012 (+11,2%) l’acquisto privato da parte dei cittadini dei medicinali di fascia A (rimborsabili dal SSN). Si riduce, invece, de l-1,6% l’acquisto di medicinali di fascia C a carico del cittadino”.

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