"Quando il cancro diventa storia", sabato la quarta Festa dell'Oncologia

Riscrivere la propria storia alla luce del cancro. Ritracciare le fila della propria vita dopo che la malattia l'ha attraversata, rovesciando certezze, abitudini e legami. Riorganizzare la propria vita all'interno di una storia nuova, ridisegnando se stessi e riscoprendo il tempo. Dopo la malattia si rinasce, come farfalle dalle crisalidi, cambiati, perché tutto ha un significato e un colore differente. “Quando il cancro diventa storia” è il tema scelto per celebrare la quarta edizione della Festa dell'Oncologia. L'evento, organizzato dal gruppo "Abbracciamo un sogno" e dall'Oncologia medica del day hospital dell'ospedale Businco di Cagliari quest'anno si terrà sabato 30 maggio al Lazzaretto di Cagliari dalle 15,30 alle 20.

“Il tema l'hanno scelto le donne del gruppo dopo un percorso all'interno dell'ospedale, un percorso che ha significato condividere tratti di strada ed esperienze con chi della parola cancro ha fatto un ricordo”, spiega Maria Dolores Palmas, infermiera del quinto piano dell'ospedale Businco di Cagliari e leader del gruppo “Abbracciamo un sogno”. “Spesso si parla di cancro come di un percorso unicamente negativo: tanti guariscono, intendendo per guarigione il convivere con la malattia, fare i controlli periodici. Dopo una diagnosi di cancro si rinasce, dopo che per un certo tempo ci si allontana dal proprio presente. Ovviamente non si dimentica l'angoscia che accompagna i giorni neri, ma riguardando indietro si può dire ce l'ho fatta, è stata dura ma ce l'ho fatta”.

I dati parlano di un allungamento della sopravvivenza. “Negli ultimi 30 anni si è assistito ad un progressivo incremento della prevalenza, ossia del numero di persone che vivono dopo una diagnosi di tumore. Questo trend in crescita è conseguenza, da una parte, dell'aumentata incidenza dei tumori, legata all'affinamento delle tecniche diagnostiche e all'invecchiamento globale della popolazione, dall'altra all'allungamento della sopravvivenza, in relazione al miglioramento delle cure oncologiche”, spiega Manuela Dettori, dirigente medico oncologo del Businco. “Secondo il Rapporto Airtum, Associazione dei registri tumori italiani, del 2014, si stima che in Italia al primo gennaio 2010 vivessero oltre due milioni e 500mila persone con pregressa diagnosi di tumore e tra queste il 60 per cento, cioè oltre un milione e mezzo, avesse ricevuto la diagnosi da almeno 5 anni. In Sardegna si contavano 57.728 casi: mammella (12.266), colon-retto (7.296) e vescica (6.436), i tumori più frequenti. Va però sottolineato che i dati regionali sono parziali in quanto esistono registri tumori solo a Sassari e Nuoro, non nelle altre aree. Questo per dire che di cancro si vive. E il nostro impegno come operatori sanitari deve essere volto, oltre che alla durata, al miglioramento della qualità della vita”.

La Festa dell'Oncologia prende il via alle 15,30 con l'intervento di Manuela Dettori, dirigente medico oncologo del Businco, che spiegherà proprio come il cancro possa diventare storia. La parola passerà alla psiconcologa Chantal Lussu che svelerà come il raccontarsi e il condividere possa diventare terapeutico. Poi il testimone passerà a Francesca Cardu, nutrizionista che ribadirà come alimentarsi in maniera adeguata sostenga in tempo di cura, ma permetta anche l'allontanarsi della prima diagnosi. Infine ci saranno le testimonianze di tre pazienti, Angela Vargiu, Luciana Collu e Sabrina Mereu. L'iniziativa si chiude con un pezzo teatrale realizzato durante il laboratorio Orcoillogico che si è tenuto al Businco grazie al lavoro degli artisti del Teatro dall'armadio.

In questa quarta edizione i riflettori sono puntati sul tema del racconto e sull'importanza di una alimentazione sana. “La narrazione della propria storia diventa spazio comune di confronto e insieme contenitore del personale stato emotivo. Raccontarsi diventa veicolo per capire ed esserci, focalizzandosi sul presente, l'unica dimensione concreta dell'esistere”, afferma Chantal Lussu, psiconcologa, che da tempo collabora col gruppo. “Il gruppo Abbracciamo un sogno nel tempo e nel divenire si è sempre più configurato come momento indispensabile e solidale nell'attraversare le ombre dell'evento della malattia. Nei tre giorni condivisi nel "gruppo emozionale" ho avuto il privilegio di essere depositaria di molte storie di mille sentimenti di un'unica anima. D'altronde io di questo mi occupo: di anima”. Ma oltra all'anima e c'è il corpo. “Togliamoci il peso, nutriamo con cura” è il motto della nutrizionista Francesca Cardu che periodicamente incontra le donne del gruppo per parlare di alimentazione corretta, prima e dopo il tumore. “E' importante il mantenimento di un peso di salute, essendo il sovrappeso un fattore di rischio per l'insorgenza delle patologie croniche (compreso il cancro) e un ostacolo per il successo della terapia. Bisogna ribadire il concetto che è necessario l'utilizzo degli alimenti come nutrimento e salute del nostro corpo e non solo come “ingestione di calorie” che portano solo all'accumulo del peso senza garantire i giusti apporti di nutrienti”.

L'evento ha il patrocinio di Società italiana psiconcologia, Sipo, Associazione italiana oncologia medica, Aiom e Asl 8 di Cagliari.

Dimensione: 
Patologie correlate: 

Contenuti correlati