Quando il cancro diventa storia, le testimonianze delle pazienti
  • Sab, 20/06/2015 - 14:44

 

Mi chiamo Luciana e ho 63 anni
Ho iniziato a fare i conti con il cancro, indirettamente, molto presto, troppo.
Avevo appena 6 anni quando mia mamma dopo aver avuto mio fratello ha scoperto di avere un tumore al seno.
Dopo anni passati tra interventi, cure e una lotta estenuante per lei e per me e mio fratello un’infanzia difficile e non certo spensierata, ci ha lasciato.
Io avevo 14 anni e ancora tanto bisogno di lei. L’ adolescenza trascorsa tra mille complicazioni a dover badare oltre che a me stessa anche a mio fratello non  e’ stata certo piu’ semplice, però io mi ero quasi convinta che le avversita’ dell’ infanzia mi avessero concesso una sorta di immunità. Consideravo l’ idea che il cancro potesse colpirmi un’ eventualita’ remota.  Se da una parte facevo di tutto per allontanare l’ idea, nel profondo riconosco che ero terrorizzata.
Ricordo l’ estate del 1993 avevo 41 anni  e una bambina di 5 anni. Ero al mare e a quel nodulo che sentivo nel seno sinistro non volevo dare importanza. Speravo che la mattina svegliandomi non ci fosse più, fosse sparito. Non è stato così, a settembre sono finite le vacanze e anche le speranze. Mi rivedo appoggiata al muro, per non cadere, mentre la dottoressa mi comunica il referto della mammografia “ carcinoma di due centimetri”. In quei momenti ho rivisto  in un attimo tutto ciò che avevo gia visto e sofferto con mia madre ma soprattutto ero disperata per lei per la mia bambina tanto desiderata che mi aveva regalato momenti di felicità infantile dimenticati  e che era troppo piccola per restare senza di me. Non volevo e non potevo credere che la storia si ripetesse, che mia figlia dovesse vivere quello che io avevo vissuto. A ottobre è iniziata la battaglia: prima l’ intervento di quadrantectomia, 8 cicli di chemioterapia, non ricordo più quanto sedute di radioterapia e 3 anni di ormonoterapia. Il dolore fisico, il malessere della chemio e gli sbalzi di umore della terapia ormonale li ricordo appena ma ricordo perfettamente il senso di inadeguatezza ed estraneità verso tutto e tutti che provavo. Pian piano mi sono rimessa in piedi, ho iniziato a fare le cose che mi erano sempre piaciute e che non avevo avuto il tempo di fare, cose che mi distraevano da quella routine fatta di medici, analisi, infusioni ecc. Ho ripreso a dipingere l’ arte è sempre stata una mia passione rimandata per tanti anni presa dal lavoro e dalla famiglia. Mi sono rifugiata nei colori che mi hanno sempre incantato, gratificato e regalato un senso di benessere psichico. Mi sono immersa nelle infinite varianti delle sfumature per non pensare al domani.  Finite le cure sono rinata piu forte e determinata e soprattutto consapevole di tutto ciò di bello e di buono che mi circondava che guardavo con occhi nuovi vivendo giorno per giorno senza fare progetti a lunga scadenza.
Nel frattempo si è ammalata dello stesso tumore anche mia sorella Luisella che ho accompagnato  nel percorso di cure e  sofferenza
Ma lei non ce l’ ha fatta e 8 anni fa anche lei come mia mamma se ne è andata. Sono passati 22 anni da quel lontano 1993 e se di “cancro si vive” io posso testimoniare oggi che di “cancro si può guarire” ho ripreso la mia vita sono tornata come prima. Il corpo guarisce rimangono le  inevitabili cicatrici e la paura a ogni controllo.
Il cancro è  cambiamento,  non passa senza lasciare traccia  a me lasciato un’ ipersensibilità verso tutto ma soprattutto verso il dolore degli altri, che forse avevo anche prima, ma che il tumore ha messo a nudo completamente lasciandomi a volte indifesa.
In questi anni mi ero resa conto che la mia presenza in salute, dopo un tumore, era di conforto per chi stava lottando per annientarlo. Anche io durante quei momenti di cure e disperazione, per darmi speranza, cercavo delle persone che fossero guarite e tornate a vivere.
Sentivo l’esigenza di rendere un po’ di quello che la vita mi aveva ridato, così quando una mia amica mi ha chiesto se volevo entrare a far parte di “Abbracciamo un sogno” non ci ho pensato due volte era quello che avevo in testa da tempo.
Ho trovato un gruppo di persone splendide che accoglie e circonda di affetto e premure chiunque stia affrontando quello che molte di noi “sorelle di cure” abbiamo già affrontato e anche chi non l’ha affrontato personalmente sa di cosa si tratta perché ci lavora, mette tutta se stessa  con amore per consolare, alleviare i disagi e fastidi delle terapie e soprattutto i pianti e le paure.
Devo ringraziare mia figlia che mi ha dato la forza e la volontà di guardare al domani con i suoi occhi, mio marito che  mi è stato affianco, mi ha supportato e vigilato su di me quando io non ero in grado di farlo da sola, la mia famiglia che mi ha fatto quadrato intorno non facendomi sentire sola, non finirò mai di essere grata alla mia oncologa che mi ha curato come una sorella con affetto e professionalità e che sento sempre vicina, la fortuna e soprattutto mia madre che da lassù non ha permesso che la storia si ripetesse.

Luciana Collu

 

 

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Sono Angela e nella mia vita il cancro, oggi lo posso dire, è diventato storia….

L’ho incrociato nel lontano ma non troppo 1994…. avevo 40 anni….

due bambini, uno di 13 e l’altro di 8

L’incontro è avvenuto per caso… una rotondità nel mio seno che quando l’ho scoperta sembrava un macigno e che con la stessa sensazione di enormità ha oscurato la mia vita e la vita della mia famiglia…..

Il mondo mi crollò addosso….

Il terrore e l’angoscia hanno occupato la mia vita e il mio cuore sino a stordirmi…..

Tutto attorno ruotava allo stesso ritmo….

Dentro il vuoto e il buio…..

Tutto e tutti attorno cercavano di rassicurarmi ma niente donava pace al mio cuore e alla mia mente e…. non so neppure dirvi in quale ordine questa confusione occupava la mia vita.

Tempo qualche giorno, che in quella situazione è sembrato un’eternità, ed ebbi la diagnosi: carcinoma infiltrato di III grado…..

Dalla comunicazione della diagnosi ho attraversato l’inferno e mi ripetevo la domanda più semplice e se vogliamo poco logica…. PERCHE’ PROPRIO A ME?

Angoscia, disperazione, ansia, paura, terrore, pianto, buio buio e ancora buio….

Niente mi aiutava a guardare con gli occhi della ragione questo percorso che mi si stava aprendo davanti…

Andai a chiedere un nuovo parere all’IEO dove mi confermarono la diagnosi….

In quei giorni l’unico pensiero era togliere da dentro di me quella “cosa” che non mi apparteneva e che aveva destabilizzato il mio mondo tranquillo….

Entrai in ospedale preda di questa paura paralizzante che non mi aiutava a riprendermi in mano…..

Mi sentivo spaesata e confusa.

Ricordo quei giorni con lucidità….

l’accoglienza in reparto, le mie compagne di stanza e di avventura….

ho scoperto un mondo sconosciuto dove l’esperienza di dolore ha incontrato solidarietà e condivisione…..addirittura una ritualità di accoglienza che rafforzava il cameratismo…..

Ho superato questo mio tempo attraverso la fede e il pensiero del desiderio di veder crescere i miei ragazzi……

Ho esperimentato come le parole a tratti siano difficili da usare per “dire” questa esperienza…..mio marito era spaventato e mi è stato accanto con un silenzio ricco di significati…..

Con l’intervento un pezzo di me era stato tolto….

Quel mio tempo è stato un tempo delicato dove il bisogno di sostegno e di conforto cozzava con la paura e il desiderio di solitudine, il bisogno di conforto e la tristezza del momento.

…….ho trascorso due anni nel recupero della quotidianità e della serenità che mi era stata tolta in un attimo impercettibile…..sino al giorno in cui mi accorsi della presenza di un piccolo nodulino vicino alla cicatrice…..

Precipitai in un nuovo baratro…..

Sembrava l’inizio…. anzi molto molto peggio……

Nuove corse per capire….per sentire pareri….per ritrovarmi al punto di partenza, in quella sala operatoria che due anni prima mi aveva visto per la prima volta…..

Nuovo percorso….

Chemioterapia, radioterapia, terapia ormonale…..

Sono stati giorni tremendi, faticosi, a tratti bui…..

Dopo una nuova ricaduta e nuove terapie la risalita…..

Non ho mollato….

Ho continuato a cercare la luce….la serenità….la rinascita…….

Da allora sono trascorsi 20 anni….

Tanti penserete….. un soffio dico io…..

I ragazzi sono cresciuti….

E io so di avere molto da dare nel senso della speranza…..

Il cancro può diventare storia che può essere misurata in anni…..

Oggi ringrazio chi con me ha condiviso questo pezzo di strada non sempre facile…..

Insieme siamo più forti…. Insieme possiamo vincere la paura e il senso di solitudine che a tratti ci assale…..

Grazie anche a questo nostro essere gruppo che ci aiuta, nel nostro aiutarci, a vivere questa realtà con la serenità del sentirsi sostenute e incoraggiate.

Angela Vargiu

 

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Sono Sabrina, ho 44 anni….
Ho incontrato il cancro nel 2001, avevo 29 anni, sposata e madre di due meravigliosi bambini, Paolo di 5 e Alessio di 2 anni.
Vivevo la mia vita serenamente, una bella famiglia ed un lavoro…..
Quando mi diagnosticarono il tumore non avevo la minima idea di quello che sarebbe stato il mio percorso….
Nella mia ingenuità non collegai la parola TUMORE alla parola  CANCRO…..
Attorno a me vedevo tutti spaventati, tristi….
Dentro pensavo che stessero esagerando…..
Mi sembrava di essere la spettatrice di un film della quale però ero la protagonista principale….
Quando entrai nel turbine dell’intervento, chemioterapia, radioterapia cominciarono a chiarirsi ed a rendermi conto dei rischi che correvo.
La preoccupazione iniziò a impadronirsi della mia mente e del mio cuore…. Ero preoccupata per le persone che amavo, per la mia stessa vita….
Inizia a tranquillizzare tutti….
Mi sentivo impotente e incapace di spiegare ai miei piccoli amori che cosa mi stava succedendo… perché vomitavo continuamente, perché non avevo voglia di giocare con loro, perché avevo perso i capelli…..
Rispondevo in modo giocoso alle domande del più grandicello che, faceva domande e chiedeva spiegazioni su tutto ciò che vedeva….
Gli raccontai che un grosso ragno mi voleva mangiare e che il dottore era riuscito ad ucciderlo….e fu contento di questo gioco….sembrava sereno.
Subito ripresi a lavorare a tempo pieno, certa di essere guarita….. volevo la mia vita così come si era bloccata prima di questo incontro sconvolgente….
Mi iscrissi alla scuola di ballo e la mia vita, piano piano, tornò come prima…..cadenzata la normalità dai controlli periodici ma….dopo 3 anni mi fu diagnosticato un nuovo tumore all’altro seno….
Buio… paura…. rabbia….pianto….terrore…..
Tutto da rifare….tutto da ricominciare…..
Anche se la mia paura e difficoltà più grande era la domanda che insistentemente mi martellava in testa:  E ORA CHI LO DICE A CASA?
Questa volta sapevo cosa mi attendeva, ero consapevole che il percorso non era facile, sapevo cosa mi attendeva in questo nuovo tratto di strada.
Perché…….perché…….perché….. continuavo a ripetermi….
Perché sei tornato? Cosa vuoi ancora da me?.....
Mi risollevai pian pianino dal torpore della quale la paura aveva fatto impadronire la mia mente e ripresi prepotentemente in mano la mia vita  e inizia la mia nuova battaglia.
Continuai la mia vita, continuai coi soliti controlli tra scompensi vari dovuti alle terapie e al timore di riammallarmi…..
E comparvero le metastasi ossee…..
Non è stato facile risollevarsi dopo questa nuova ricaduta….
Ma c’è l’ho fatta…. ho combattuto, combatto e combatterò con tutte le mie forze di cuore e di mente…. al di la’ delle forze fisiche, della fatica, dei timori, della paura, dei dubbi, dei pianti……
I bambini sono cresciuti,  piccoli grandi uomini che oggi mi stanno accanto e mi danno la forza di risollevarmi e di rialzarmi dopo ogni ricaduta……
Mio marito non ha mai abbassato la guardia e continua ad essere la mia forze e la mia voce anche nei momenti di sconforto…..soprattutto in quei momenti…..
La mia famiglia ed i miei amici che sono la mia forza e la mia voglia di guadare a domani.
Durante tutti questi anni ho conosciuto tante persone speciali, tante storie speciali…..diverse e uniche…..ognuna con la sua storia, con la sua forza mi ha aiutata a non arrendermi…..
E non posso non ringraziare il nostro gruppo dove la condivisione e il sostegno è la parola d’ordine del nostro stare insieme….tra risate e lacrime…..sempre uniti….mai sole nel percorso……
E’ vero…. Il cancro mi ha portato via tante cose….la serenità, la femminilità, l’indipendenza, la mia forza fisica ma mai mi porterà via la voglia di vivere….
D’altro canto devo riconoscere che questa esperienza mi ha regalato anche qualcosa di buono…. Uno sguardo nuovo sulla vita e sulle cose, sulla quotidianità…..
Assaporo la vita giorno per giorno……attimo per attimo…..
Attraverso le difficoltà io sono ancora qua……più prepotente di prima, più aguerrita che mai…..decisa a sfidare questo destino che mi è stato donato.

Sabrina Mereu

 

 

 

 

 

 

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