Premio Shardana alla memoria del "prof" Antonio Cao
  • Mar, 12/05/2015 - 13:37

Anche in famiglia era il “prof”, una vita dedicata alla sua passione, motore di un'esistenza al servizio della scienza, dello studio e dei bambini. Una passione che ha mosso le montagne della medicina e che ha lasciato un segno indelebile tra le corsie dell'ospedale dalle finestre colorate di viale Jenner. Il Microcitemico sarà intitolato ad Antonio Cao. Lo chiedono in coro i medici dell'ospedale cagliaritano fondato del prof, quelli che l'hanno conosciuto, i suoi allievi, e quelli che l'hanno sentito tante volte nominare; lo ha promesso senza se e senza ma l'assessore regionale alla Sanità Luigi Arru presente oggi alla cerimonia per la consegna del Premio Shardana ricordando la figura del professore, “vero sardus pater, babai, un modello per andare avanti e non per guardarci indietro”.

Dopo il riconoscimento dato ai Tenores di Orgosolo e al velista Andrea Mura, la terza edizione del riconoscimento del Rotary Club Cagliari Est va alla memoria del genetista Antonio Cao, il medico pediatra scomparso nel 2012 che fu il fondatore dell'ospedale Microcitemico di Cagliari, dove oggi vengono seguiti un migliaio di pazienti talassemici di tutta la Sardegna, con una media di 40 trasfusioni al giorno. Un centro che si candida a diventare l'ospedale dei bambini di tutta l'Isola, all'interno dell'Azienda Brotzu dopo lo scorporo dalla Asl di Cagliari. Il Premio, che viene assegnato a quelle personalità che hanno dato lustro all'Isola attraverso la loro attività, è stato consegnato in duplice copia questa mattina dal presidente del Rotary Club Cagliari Est, Michele Russo, alla famiglia Cao e al direttore sanitario del Microcitemico, Maria Gabriella Nardi, con la motivazione di avere "contribuito in maniera determinante, con i suoi studi, alla prevenzione e cura della talassemia". Cao, che aveva ricevuto anche la più alta onorificenza della Regione, il Sardus Pater, ha dedicato l'intera sua esistenza alla cura dei bambini affetti da questa patologia e grazie alla sua attività professionale e scientifica sono stati fatti grandi passi avanti nella lotta alla talassemia.

Nelle parole dell'allievo Paolo Moi, professore associato di Pediatria e direttore della seconda Clinica pediatrica dell'Università di Cagliari e dell'Uoc talassemie e altre anemie ereditarie, che oggi ha preso le redini della ricerca, il ricordo dello scienziato e dell'uomo. “Cao aveva visto tutta la pediatria e aveva iniziato a lavorare quando si moriva di sepsi o gastroenterite. Era un sardo doc, alla sardità teneva tantissimo. Ha seminato tanto, ma nessuno oggi è stato in grado di prendere nel complesso la sua eredità, lui era il tutto, un maestro di scienza e vita”.

Poi hanno parlato i suoi bambini, che oggi sono uomini e donne, che insieme a Cao e grazie a lui hanno assistito alla trasformazione della talassemia. La storia del prof è la loro storia, la loro vita, quella dei loro genitori. Ivano Argiolas, presidente dell'Associazione Thalassa Azione Onlus, riporta alla luce alcuni aneddoti, flashback dei tanti momenti vissuti insieme a Cao. Ma quello più importante è stato quando il medico lo sconsigliò dal fare il trapianto di midollo osseo. “Io ero deluso, ma lui mi rassicurò e mi disse: non ti preoccupare, tu pensa a chelarti bene, al resto ci pensiamo noi. Il resto era la terapia genica”. Ivano è uno dei tre pazienti al mondo che sta partecipando alla sperimentazione di una nuova terapia genica basata sulle cellule staminali per i pazienti con disordini ereditari del sangue come la beta-talassemia. “A distanza di 23 anni posso dire che se sono qui adesso è grazie a lui”.

Alla consegna del premio è seguito il discorso commosso della figlia Barbara. Con la voce rotta dal pianto ha ricordato che l'aula Thun del Micro era stata il teatro di due momenti topici della vita del padre: uno felice, i festeggiamenti per i suoi 80 anni, tra le mura di quella che era la sua casa insieme alla comunità dei suoi allievi; uno triste, il suo commiato. “Mio padre non aveva una dimensione privata, anche a casa era "il prof". Ogni momento della sua vita studiava, approfondiva le sue conoscenze, con una passione per il suo lavoro davvero devastante. Una passione che ha sempre profuso con intelligenza e cuore. E' stata una persona meravigliosa, questo ospedale merita di essere intitolato a lui”.

 

Antonio Cao è stata una delle figure più illustri nel panorama scientifico internazionale, pediatra, genetista ed ematologo di fama mondiale che ha contribuito in maniera fondamentale al progresso scientifico e ricevuto riconoscimenti prestigiosi nel campo della ricerca di base e della medicina applicata. Un pediatra-scienziato che ha dedicato la sua vita alla cura dei bambini. Era un clinico di esperienza vastissima e di grande umanità, amatissimo dai suoi piccoli pazienti. Vanto dell’Ateneo cagliaritano, è stato maestro insigne di generazioni di pediatri per i quali ha costituito un punto di riferimento costante e un raro esempio di altissimo rigore metodologico e scientifico e di grande onestà intellettuale. Coniugava in maniera esemplare il suo amore per la clinica con quello per la ricerca scientifica. Era famoso in tutto il mondo per il modello di controllo e cura della talassemia, sviluppato in Sardegna ed esportato ovunque. La ricerca scientifica era il suo grande amore, un interesse che lo ha visto impegnato anche dopo il ritiro dalla vita accademica.

 

L’Ospedale Microcitemico della Asl di Cagliari

L’Ospedale Microcitemico nasce nel 1981, grazie all’impegno di Cao per curare, studiare e guarire la più diffusa malattia genetica presente in Sardegna, la talassemia. Il presidio ha come obiettivi primari quelli di:

1) assicurare tutte le esigenze assistenziali, diagnostiche e terapeutiche conseguibili in regime Ambulatoriale e di Day-Hospital ai pazienti talassemici in età evolutiva e post-evolutiva e degli emopatici in età pediatrica, per questi ultimi limitatamente alle coagulopatie croniche e alle emolinfopatie maligne pediatriche;

2) assicurare a livelli operativi validi le esigenze preventive e medico sociali connesse al problema della talassemia tramite le attività di: educazione sanitaria; screening ematologico della popolazione per l’identificazione delle coppie a rischio e dei portatori sani del tratto talassemico; diagnosi prenatale per l’identificazione prenatale degli omozigoti.

Nel Microcitemico vengono seguiti circa mille pazienti talassemici di tutta la Sardegna (beta-talassemia major,alfa e beta-talassemia intermedia e altre forme di anemie correlate) con una media di 40 trasfusioni al giorno. La popolazione talassemica che trasfonde al Microcitemico è così composta: circa il 20% ha meno di 20 anni, circa il 20% ha tra i venti e i trent’anni e circa il 60% ha oltre i trent’anni. Negli ultimi 10 anni sono nati in media 10 bambini talassemici ogni anno.

Per realizzare tutto questo si è costituita negli anni un’organizzazione complessa e specializzata a cui hanno concorso tutti: medici, ricercatori, biologi, psicologi, assistenti sociali, associazioni, malati. L’ospedale è cresciuto in linea alle esigenze dei pazienti, adattandosi a problematiche sempre nuove. Grazie al lavoro e alla ricerca dell’ospedale Microcitemico, per la prima volta nella storia millenaria di questa malattia, la terra vede camminare talassemici adulti e conosce mamme talassemiche.

Patologie correlate: 
Dimensione: 

Contenuti correlati