Pink is good, tumore al seno e prevenzione: la diagnosi precoce salva la vita
  • Mer, 24/09/2014 - 11:43

Informazione e prevenzione sono le prime armi per combattere il tumore al seno. Un intervento tempestivo può salvare la vita di tante donne e i dati ne sono la conferma.  “Prima viene diagnosticato un tumore al seno, maggiori sono le probabilità di guarigione, che possono arrivare fino al 98% se il tumore è identificato in fase preclinica, ovvero quando non dà ancora sintomi evidenti ed è al di sotto di 1 cm di dimensione” dichiara Paolo Veronesi, presidente della Fondazione Umberto Veronesi e direttore della Chirurgia Senologica Integrata dell'Istituto Europeo di Oncologia. Conoscere i fattori di rischio e quelli di prevenzione, essere consapevoli dei sintomi e sapere a quale età iniziare i controlli sono strumenti essenziali per diminuire il rischio di ammalarsi o di aumentare le probabilità di  esito positivo qualora venga diagnosticata la malattia.
Per questi motivi,  Fondazione Veronesi ha organizzato nella sua sede di Piazza Velasca 5 a Milano un incontro stampa che avrà luogo martedì 30 settembre 2014 alle 11, dove verranno presentate le attività di ricerca e i progetti di Fondazione Veronesi nell’ambito del tumore al seno previsti per ottobre, mese dedicato alla cura e alla prevenzione del tumore al seno. 

Pink is good è il progetto di Fondazione Umberto Veronesi per combattere il tumore al seno. Questo significa promuovere la prevenzione, indispensabile per individuare la malattia nelle primissime fasi, facendo informazione sul tema in modo serio, accurato, aggiornato; ma significa anche sostegno concreto alla ricerca, grazie al finanziamento di borse di ricerca per medici e scienziati che hanno deciso di dedicare la loro vita allo studio e alla cura del tumore al seno. La Ricerca ha cambiato la vita di migliaia di donne. Per questo è importante continuare a lavorare per individuare soluzioni innovative per anticipare il più possibile la diagnosi, trovare nuove terapie, nuovi farmaci, in grado di sconfiggere definitivamente il tumore al seno.

 “I controlli periodici individuali devono iniziare già a 30-35 anni con un’ecografia mammaria annuale e dai  40 anni anche con una mammografia annuale, l’unico esame in grado di identificare ad esempio le micro-calcificazioni che sono spesso una spia di una iniziale lesione tumorale. L’età dai 30 ai 50 anni è in effetti la più delicata dal punto di vista diagnostico, poiché coesistono tutte le patologie, benigne (fibroadenomi, cisti, displasia) ma anche neoplastiche”, spiega Paolo Veronesi.

La ricerca finanziata da Fondazione Veronesi sul tumore al seno
In poco più di 20 anni la probabilità di guarigione da un tumore al seno è raddoppiata; ad oggi è intorno al 90%, che può arrivare fino al 98% se il tumore è identificato in fase precoce. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la ricerca medica e scientifica. Fin dalla sua nascita nel 2003, Fondazione Veronesi è impegnata in azioni di prevenzione e sensibilizzazione alla lotta contro il tumore al seno, e nel sostegno della ricerca. Solo nel 2014 Fondazione Veronesi ha finanziato 28 medici e ricercatori specializzati nel tumore al seno, di cui 10 selezionati attraverso Pink is Good, il progetto di Fondazione specificamente dedicato al tumore al seno e che vede la partecipazione di numerosi partner e aziende. Un totale di 7500 ore di lavoro di medici in corsia impegnati nella cura delle pazienti e di ricercatori nei laboratori al lavoro sui filoni più all’avanguardia della ricerca, solo nell’ultimo anno.  

Sport e Tumore al seno: le attività di Fondazione Veronesi del 2014
Se la ricerca scientifica e medica si rivela fondamentale per migliorare le terapie e  individuare nuovi strumenti diagnostici e di cura, ogni donna può fare qualcosa per la propria salute e per ridurre il rischio di sviluppare un tumore al seno. Prevenzione primaria significa quindi corretti stili di vita, consumo moderato di alcool, astensione dal fumo e naturalmente, eliminare la sedentarietà.   Fare attività fisica riduce il rischio di tumore al seno, a qualunque età. Lo dice la più recente ricerca scientifica, di cui la Dottoressa Chiara Segré, Supervisore Scientifico di Fondazione Umberto Veronesi, ne farà una breve carrellata.  Donne che praticano sport per almeno un’ora al giorno hanno un rischio inferiore del 12% di sviluppare tumore al seno rispetto a chi ha una vita sedentaria. L’attività fisica può ridurre il rischio per molti tumori, tra cui quello al seno, attraverso diversi meccanismi; regolando il metabolismo, stimolando il sistema immunitario e diminuendo la produzione di ormoni sessuali, fattori chiave spesso coinvolti nello sviluppo e nella progressione del tumore al seno. Non solo praticare attività fisica aiuta a evitare che una donna si ammali di tumore al seno, ma diminuisce anche il rischio di ricadute nelle pazienti che sono già state colpite dalla malattia. Inoltre, diversi studi sembrano indicare che un esercizio fisico di lieve intensità aiuti anche a proteggere dagli effetti collaterali di alcune chemioterapie, come quelle a base di doxorubicina, un antibiotico efficace contro diversi tipi di tumore, tra cui il carcinoma del seno, che spesso causa gravi complicazioni cardiache.
È in quest’ottica che nel 2014 è nato il progetto #NOTHINGstopsPINK, un progetto ideato da Rosa & Associati che vede il reclutamento di 38 donne operate di tumore al seno per allenarle nella corsa: le 10 ritenute più idonee parteciperanno alla maratona di New York del prossimo 2 novembre. 


Gabriele Rosa, medico chirurgo specialista in Cardiologia e Medicina dello Sport, presenterà nei dettagli il progetto, dedicato a tutte le donne che hanno dovuto combattere contro il tumore. Il Dottor Rosa è tra i migliori trainer di sempre, forte di titoli mondiali, medaglie olimpiche e vittorie nelle più prestigiose competizioni internazionali conquistate dai suoi atleti. Nel 1981 fonda il centro Marathon Brescia, primo centro medico sportivo in Italia, in grado di seguire sportivi professionisti e amatori.  “Il filo conduttore della mia vita, è da sempre la corsa”, dice Gabriele Rosa, e ancora “la corsa mi porta a vivere delle belle favole”. Recente è l’esperienza con la Comunità di San Patrignano che  ha regalato a me ed al mio gruppo grandi soddisfazioni. Il correre, il camminare, il Movimento Utile, come lo chiamo io, contribuisce in maniera straordinariamente efficacie al miglioramento della qualità della vita. Tutti beneficiano dell’attività fisica se praticata a livelli adeguati. E, soprattutto ne beneficiano le categorie che noi definiamo “deboli” a cui dedichiamo maggiore attenzione : bambini, diabetici, depressi, obesi, tossicodipendenti, detenuti. Perché il Movimento Utile abbia funzione sociale e terapeutica.
Lo sport, oltre ad apportare benefici fisici e psichici alle partecipanti, diventa una metafora del percorso compiuto da queste donne nella loro personale battaglia contro il tumore al seno. Una coraggiosa testimonianza che è davvero possibile cominciare una nuova vita, ancora più intensa e ricca di entusiasmo e di emozioni.  #NOTHINGstopsPINK ha ricevuto il prezioso sostegno di PittaRosso, azienda leader del settore calzaturiero in Italia, che sosterrà le spese di viaggio e di partecipazione delle 10 maratonete: ne parlerà Andrea Cipolloni, CEO di PittaRosso S.p.A. Inoltre, in occasione della prima Pink Parade organizzata a Milano il 26 ottobre 2014, PittaRosso devolverà i 10 euro dell’iscrizione a Fondazione Veronesi per il sostegno della ricerca scientifica contro il tumore al seno.
A conclusione della conferenza stampa prenderà la parola per un  intervento il Professor Umberto Veronesi, Fondatore della Fondazione Veronesi e medico che, come pochi altri al mondo, ha fatto la storia dell’oncologia del seno.
 

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