Piede diabetico, imperativo prevenzione
  • Mer, 23/04/2014 - 12:54

L’ importanza della prevenzione nel piede diabetico

E’ noto che il paziente diabetico, oltre ad una serie di complicanze come l’insufficienza renale cronica e la retinopatia, è esposto ad un elevato rischio di amputazione degli arti inferiori. Il diabete rappresenta la prima causa di amputazione  non traumatica nel mondo occidentale. Qualche dato servirà per comprendere meglio il problema:
-negli Usa si eseguono annualmente 600.000 amputazioni maggiori  agli arti inferiori nei soggetti diabetici;
-un’ulcera del piede precede nel 71-85% dei casi della amputazioni nei diabetici e circa il 70% dei pazienti che hanno subito un’amputazione maggiore muore entro 5 anni;
-l’ulcera nel soggetto diabetico si presenta con una prevalenza (totale dei casi ) del  1,5-10 % e con un’incidenza ( nuovi casi per anno ) che varia tra il 2,2 e il 5,9%;
-probabilmente più di un milione di persone perde l’arto a causa del diabete ogni anno e vi è un’amputazione maggiore ogni  30 secondi.

Risulta quindi evidente che siamo di fronte ad un problema sanitario di enorme entità, sia per i risvolti strettamente medici ( elevata mortalità successiva all’amputazione e handicap postumi ), psicologici e sociali, nonché economici.
Le cause del gran numero di amputazioni sono molteplici:
- patogenesi (cause dell’inizio della patologia) multifattoriale, legata a deficit vascolari, neurologici, immunologici tipici del paziente diabetico;
- la  preparazione del personale sanitario è spesso inadeguata all’entità della patologia;
- la gestione ottimale della problematica del piede diabetico richiede l’instaurazione di un team multidisciplinare, formato cioè da specialisti in diverse branche: endocrinologia, angiologia, chirurgia vascolare, neurologia, ortopedia e traumatologia, psicologia.

Dalla letteratura emerge che vi è una riduzione dell’incidenza delle amputazioni del 45% grazie alla diffusione di ambulatori specializzati nella cura del piede diabetico. In queste strutture deve operare personale sanitario adeguatamente formato nella cura e prevenzione della formazione delle ulcere, dalla medicazione alla prescrizione di adeguate calzature.
Il paziente deve essere educato ad avere massima cura dei propri piedi e a seguire uno stretto controllo dei valori della glicemia tramite un’adeguata nutrizione, terapia farmacologica, controllo dei valori di colesterolemia e dei valori pressori.
Il paziente ogni giorno, appena alzato, dovrà ispezionare i propri piedi per intero, compresi gli spazi interdigitali, con l’ausilio di uno specchio, in caso di ridotta motilità articolare, o con l’aiuto di un’altra persona, in caso di ridotto visus. Dovrà osservare eventuali alterazioni della cute, come soluzioni di continuità, iperemia (rossore cutaneo). Poi dovrà lavarsi i piedi con acqua tiepida, dopo aver controllato, in caso di neuropatia ( malattia che colpisce i nervi periferici tipica del diabete ), la temperatura dell’acqua, con l’ausilio di un termometro. Si dovrà asciugare con un telo privo di cuciture ( per evitare eventuali abrasioni). Quindi si spalmerà della crema idratante sui piedi, necessaria vista la secchezza cutanea dovuta alla neuropatia.  Indosserà quindi dei calzini privi di cuciture. Prima di indossare le scarpe, dovrà controllare che all’interno non vi sia niente che possa ferire il piede, dato che, con la scarsa sensibilità tipica della neuropatia, potrebbe non accorgersi della lesione, se non dopo aver tolto le calzature. Queste ultime devono essere adeguate, in caso di alterazioni della sensibilità del piede;  in particolare devono avere una tomaia morbida, che non crei conflitto con le dita, spesso deformate a causa della neuropatia e una punta larga, in cui l’avampiede possa stare comodamente. La suola, invece, dovrà essere modificata su indicazione dello specialista; potrà essere semirigida o a dondolo, a seconda della patologia evidenziata.

 

Andrea Aste, Ospedale di San Gavino Monreale, Ortopedia e Traumatologia.

 

 

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