Perra: "Subito i registri delle patologie croniche per aggiornare il Piano sanitario regionale"
  • Lun, 12/01/2015 - 10:31

Subito i registri delle patologie croniche per aggiornare al più presto il Piano sanitario regionale. Una priorità secondo Raimondo Perra, presidente della sesta commissione Salute e politiche sociali del Consiglio regionale della Sardegna, che avrà non solo una valenza epidemiologica ma aiuterà a capire dove c'è più bisogno di interventi a livello territoriale. Uno step importante che preparerà il terreno per un forum sulla salute e le politiche sociali, che l'esponente di Sardegna Vera annuncia per i primi mesi del 2015, una giornata di studio e condivisione durante la quale la Regione si confronterà con i vari attori che operano quotidianamente sulla scena: specialisti, Ordine dei medici, società scientifiche e associazioni.

 

Sul fronte delle malattie croniche l'assessore regionale alla Sanità Luigi Arru in un'intervista a Sardegna Medicina ha ribadito la necessità di un approccio multidisciplinare che coinvolga più specialisti, costituzione di gruppi di lavoro formati per lavorare in team, istituzione di osservatori e registri delle patologie sia per monitorare i fenomeni che per pianificare e organizzare la rete assistenziale. Pensa che queste siano le basi per eliminare gli sprechi e, allo stesso tempo, garantire servizi migliori ai cittadini con il potenziamento dei presidi territoriali?

La multidisciplinarietà è sicuramente importante per limitare le spese inutili e garantire un alto livello del servizio erogato. I provvedimenti adottati dalla maggioranza e dalla Giunta regionale vanno nella giusta direzione ma molto può essere ancora fatto. La legge di riforma del Sistema sanitario regionale costituisce un primo passo, la centrale unica di committenza ci permetterà di risparmiare tra il 5 e il 20 per cento rispetto al livello di spesa attuale. Economie e risparmi che potremmo destinare al potenziamento dei servizi di assistenza e organizzazione della rete territoriale.

 

Ritiene che si renda necessario un aggiornamento complessivo del Piano sanitario regionale?

L'aggiornamento del Piano sanitario regionale costituisce una priorità nella mia agenda politica. Un obiettivo che conosce bene l'assessore alla Sanità, Luigi Arru. Nei prossimi mesi intensificheremo il confronto con l'esecutivo regionale per arrivare, il più presto possibile, all'aggiornamento di questo importante strumento di politica sanitaria. Nell'ambito di questa collaborazione tra Consiglio regionale e Giunta regionale mi fa piacere annunciare l'organizzazione di un forum sulla salute e le politiche sociali per i primi mesi del 2015. Una giornata di studio e condivisione durante la quale la Regione si confronterà con i vari attori che operano quotidianamente sulla scena. Verranno interpellati gli specialisti, l'Ordine dei medici, i pazienti e le loro associazioni. Prima di arrivare a questo appuntamento faremo il possibile per porre in essere le basi normative per arrivare all'istituzione di un Registro delle patologie croniche, sclerosi multipla compresa. Un elenco che non dovrà avere solo valenza epidemiologica ma ci dovrà aiutare a capire dove c'è più bisogno di interventi a livello territoriale.

 

La Sardegna è una delle regioni con la più alta incidenza al mondo di persone affette da Sclerosi multipla, rispetto all’Italia Continentale l’incidenza è circa tre volte superiore. La Regione Lazio ha appena implementato un Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) per le persone affette da Sclerosi multipla che mira a superare il problema dell’eterogeneità nella gestione del paziente nei diversi Centri e le difficoltà a garantire sempre un approccio multidisciplinare. Anche le linee adottate dalla Società italiana di neurologia impongono una determinata gestione del paziente. Pensa che la Sardegna possa prendere esempio dal Lazio e lavorare in questa direzione?

Quanto fatto nel Lazio può essere sicuramente di esempio per la Sardegna. Stiamo parlando di una patologia con tassi di incidenza record a livello planetario. Non possiamo quindi permetterci di trattare la sclerosi multipla come una malattia qualunque o come lo si farebbe in altre parti del Paese. Dobbiamo essere al fianco dei malati e delle loro famiglie. Ritengo che la Regione Sardegna si debba impegnare in prima persona anche sul fronte della ricerca scientifica, dobbiamo capire perché questo morbo colpisce in modo particolare i sardi. Dobbiamo potenziare questa linea di intervento attivando delle collaborazioni con le due università sarde, atenei in cui sono presenti neurologi di riconosciuto valore. Da questo punto di vista credo che sia utile riscoprire lo spirito che guidò la riforma del Servizio sanitario nazionale alla fine degli anni Settanta, la prevenzione - e conseguentemente la ricerca – deve essere messa al centro delle politiche sanitarie. Dobbiamo evitare le ospedalizzazioni inutili e cercare di garantire un buon tenore di vita alle persone affette da malattie neurodegenerative.

 

In merito alla Sclerosi multipla, ritiene necessario potenziare la rete assistenziale in quei territori dove oggi è più carente? Saprà che alcune zone della Sardegna sono sprovviste di un centro Sm nonostante siano densamente popolate?

So bene come alcune zone della Sardegna siano particolarmente lontane dai centri oggi esistenti. Ritengo che la legge di riforma del Sistema sanitario regionale fornisca strumenti adeguati per superare questo tipo di problematica. Vogliamo cercare di ospedalizzare solo gli acuti e le persone affette da patologie molto gravi, gli Ospedali di comunità e le Case della salute possono quindi essere i luoghi deputati alla cura dei pazienti colpiti da sclerosi multipla. Dobbiamo sicuramente risolvere l'assenza di centri in Gallura e nella provincia di Oristano, territori che oggi sono sprovvisti di Centri per la sclerosi multipla.

Patologie correlate: 
Dimensione: 
Politica sanitaria: 

Contenuti correlati