Oltre 10 milioni di accessi al pronto soccorso nell’ultimo anno legati al dolore
  • Ven, 06/05/2016 - 14:17

Comprendere meglio le richieste di aiuto delle persone con dolore e trovare risposte sempre più tempestive ed efficaci è l’obiettivo dell’Osservatorio sul dolore acuto promosso dalla Società italiana di medicina generale e delle cure primarie, SIMG, e dalla Società italiana di medicina di emergenza urgenza, SIMEU, con il contributo non condizionato di IBSA Farmaceutici che hanno presentato i risultati dello studio esplorativo in un convegno alla Biblioteca del Senato a Roma.

Il problema clinico del dolore ha raggiunto proporzioni di assoluto rilievo: nell’ultimo anno si stima che il dolore abbia causato oltre 10 milioni di accessi al pronto soccorso e più del 60% delle richieste di consulto al Medico di Medicina Generale.

Il dolore è un tema prioritario di salute pubblica tanto che è stato preso in carico dalla legge 38/2010 sull’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, ma ancora oggi il trattamento del dolore acuto è un ambito in cui esistono margini di miglioramento. Scopo dell'Osservatorio è stato l’acquisizione e l’elaborazione dei dati clinici per individuare i migliori percorsi clinici per l'ottimizzazione dei percorsi terapeutici dei pazienti.

 

“L’osservatorio, afferma Walter RicciardiPresidente dell’Istituto Superiore Sanità, ha come obiettivo la raccolta dati e la diffusione delle conoscenze sul problema dolore, per favorire la crescita culturale e la sensibilità dei professionisti della salute sul tema e per avvicinare le risposte integrate territorio-ospedale ai bisogni dei pazienti. Anche il rapporto annuale Osservasalute potrà essere utilizzato come piattaforma per rilevare dati utili quali ad esempio il consumo di farmaci e i fattori di rischio”.

 

“Il progetto Osservatorio Dolore Acuto, spiega Claudio CricelliPresidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie, SIMG, si propone in ottemperanza al decreto recentemente approvato dalla Camera ed attualmente in discussione al Senato sulle “Disposizioni in materia di responsabilità professionale del personale sanitario” relative alle “buone pratiche clinico-assistenziali e raccomandazioni previste dalle linee guida elaborate dalle Società Scientifiche”, di fornire un contributo significativo alla stesura delle Linee Guida sul trattamento del Dolore Acuto”.

 

“L'attività pilota svolta in collaborazione fra le due società scientifiche, dichiara Maria Pia RuggieriPresidente nazionale SIMEU - Società italiana di medicina di emergenza urgenza, circoscritta a tre patologie in cui il dolore ha un ruolo particolarmente rilevante, ha dato risultati interessanti, pur riguardando una casistica pari al 5% dell'utenza totale dei pronto soccorso coinvolti. Certamente lo sviluppo dell'interazione fra i due ambiti della Medicina generale e della Medicina di Emergenza-urgenza, può produrre strumenti importanti per l'ottimizzazione dei percorsi di cura rivolti alla popolazione, in particolare, come in questo caso, per tutte le patologie in cui il dolore è uno dei sintomi principali”.

 

Il dolore si presenta trasversalmente in tanti stati patologici, ma sono principalmente due le figure professionali chiamate a risolvere questo problema: il medico di medicina generale e le strutture di pronto soccorso o di medicina d’urgenza degli ospedali.

 

“Secondo quanto rilevato da una ricerca osservazionale in Medicina Generale sulla gestione del dolore moderato-severo acuto e cronico, continua Pierangelo Lora Aprile, Responsabile area Dolore SIMG, il 24.8% degli assistiti accede allo studio del medico di famiglia per un dolore che dura da meno di una settimana e un ulteriore 27.8% per un dolore che dura meno di un mese. Gli accessi allo studio del Medico di Medicina Generale a causa del dolore, secondo uno studio pubblicato sul Journal of Public Health, sono il 60%. Tra le principali cause di dolore vi sono i disturbi relativi alle tre macro-aree: lombalgia (78%), cefalea (16%) e coliche renali (5%)”.

 

“Ogni anno in Italia, afferma Andrea Fabbri, Direttore Centro Studi e Ricerche SIMEU, si stima che il 50% delle persone si rivolgano al pronto soccorso a causa del dolore. Tra le conclusioni della raccolta dati che ha preso in considerazione 865.000 diagnosi per tre patologie guida in 16 pronto soccorso italiani, emerge che il trattamento precoce del dolore contribuirebbe certamente a un significativo risparmio in termini di ore di sofferenza per il paziente oltre che a un miglioramento della prognosi. Ad esempio, per i pazienti colpiti da colica renale, un anticipo di venti minuti nella somministrazione della terapia consentirebbe un risparmio di oltre 4.000 ore/dolore annue.

 

Questa analisi esplorativa evidenzia l’utilità di un Osservatorio sul Dolore acuto, che operi in maniera costante e sistematica, come progetto integrato fra Pronto Soccorso e rete degli ambulatori dei Medici di Medicina Generale. Sarebbe possibile, grazie a questo strumento, raccogliere dati relativi al trattamento del dolore in tutte le patologie in cui rappresenta un elemento fondamentale affinché il trattamento del dolore acuto nei pazienti in condizioni di emergenza diventi sempre più tempestivo ed efficace, per garantire un miglior esito delle cure e una risposta adeguata alle necessità del paziente”.

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