A Nuoro l'emodialisi si fa a domicilio
  • Mer, 13/11/2013 - 17:09

Con il nuovo servizio di emodialisi domiciliare si completa un altro nuovo tassello della Rete di nefrologia e dialisi dell'Azienda sanitaria di Nuoro; si tratta di un progetto altamente innovativo a livello nazionale - tra i primi in Italia - che comporta un miglioramento tangibile della qualità della vita dei pazienti dializzati. Nei giorni scorsi è stato intrapreso il primo percorso del genere con una paziente di Orosei, seguita all'Ospedale San Francesco di Nuoro, che – d'ora in avanti – grazie al progetto di emodialisi domiciliare – potrà effettuare il trattamento al proprio domicilio, previa preparazione specifica e “formazione” dei familiari, durata circa due mesi e che si è svolta nel reparto ospedaliero di Nefrologia del San Francesco.
«Grazie a questo progetto – spiega Marilena Sedda, responsabile del progetto dialisi domiciliare – ai pazienti che già possono essere trattati a domicilio attraverso la dialisi peritoneale si aggiungeranno anche coloro che sono sottoposti ad emodialisi e che – d'ora in avanti – potranno avere assistenza sanitaria adeguata senza spostarsi dalle proprie case».
Grande è la soddisfazione tra gli operatori di Nefrologia e Dialisi dell'Asl di Nuoro, del direttore Francesco Logias e del responsabile della sezione Network infermieristica, Alessandro Carrus, che sottolineano come «il progetto della dialisi domiciliare, fortemente sostenuto dal direttore generale della Asl di Nuoro, Antonio Maria Soru, rappresenti un percorso fondamentale nel cammino dell'innovazione nelle cure per i dializzati».
Si punta tutto sulla formazione. Il prossimo appuntamento è previsto sabato 16 novembre nella sala conferenze dell'Ospedale San Francesco, con un primo evento modulare che intende proporre una discussione critica sugli accessi vascolari, nonché aggiornare le conoscenze teorico-pratiche del personale sulla puntura della fistola arto-venosa con tecnica del Buttonhole (o puntura ad occhiello). Responsabili scientifici dell'evento, che darà diritto a 9 crediti Ecm (Educazione Continua in Medicina), sono Marilena Sedda e Alessandro Carrus. «Questo modello di condivisione multiprofessionale e extramurale – precisa Carrus – sarà presto esteso ad altri settori della Nefrologia e Dialisi».

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