Menopausa, trattare i sintomi per prevenire le patologie croniche
  • Lun, 12/06/2017 - 15:31

Stefano Lello 

Ginecologo, Dipartimento Salute Donna e Bambino, Fondazione Policlinico Gemelli, Roma 

 

Menopausa, trattare i sintomi per prevenire le patologie croniche.  

I vantaggi delle nuove Terapie Ormonali Sostitutive  

 

 

Le Terapie Ormonali Sostitutive (TOS), associate ad uno stile di vita sano, vengono utilizzate per il trattamento dei disturbi menopausali. Al di là dell’impatto sulla qualità di vita, ci sono altri elementi che suggeriscono di trattare tempestivamente questi sintomi e in particolare quelli vasomotori?  

Certamente sìÈ noto ormai come la sintomatologia vasomotoria (cioè, vampate e sudorazioni) si associ ad un aumento del rischio di sviluppare ipertensione, sindrome metabolica, disturbi del tono dell’umore e anche osteoporosi. In altre parole, le vampate sono clinicamente un indicatore della sensibilità alla carenza di estrogeni che si instaura in menopausa; quindi, i soggetti che risentono in maniera più importante di questa sintomatologia sono da considerarsi più “suscettibili” alle problematiche della menopausa.  

 

Quali evidenze abbiamo circa una possibile correlazione tra i sintomi a breve termine e quelli a lungo termine della menopausa, come le malattie cardiovascolari e l’osteoporosi?  

Come accennato, si ha unassociazione significativa, dal punto di vista clinico, ormai documentata da vari studi, tra vampate e malattia cardiovascolare e tra vampate ed osteoporosi. In maniera interessante, esiste anche una serie di dati che mostra associazione tra osteoporosi e malattie cardiovascolari. Quindi, torna il concetto secondo il quale le donne che soffrono maggiormente di vampate sono più frequentemente candidate allo sviluppo di patologie croniche come malattie cardiovascolari ed osteoporosi. 

 

Che cosa è cambiato sul fronte della terapia ormonale della menopausa? Oggi le donne in menopausa hanno a disposizione delle Terapie Ormonali Sostitutive alternative a quelle tradizionali, quali vantaggi presentano e a partire da quando possono essere assunte? 

Le nuove terapie ormonali differiscono rispetto a quelle standard classicamente utilizzate sino a vari anni fa, sia per il dosaggio sia per la composizione farmacologica. Per ciò che riguarda il dosaggio dell’estrogeno, si utilizzano oggi delle terapie con un contenuto notevolmente minore rispetto al passato, con una riduzione anche del 50% delle dosi utilizzate. In secondo luogo, esiste attualmente una terapia, detta TSEC (Tissue Selective Estrogen Complex, cioè complesso estrogenico tessuto-selettivo), con una composizione assolutamente unica che, insieme all’estrogeno ad un basso dosaggio, non associa un progestinico (cioè un analogo sintetico del progesterone naturale), ma una molecola (bazedoxifene) che è un modulatore selettivo del recettore estrogenico, cioè una molecola in grado di agire come un estrogeno su alcuni tessuti (come, ad esempio, l’osso) e come un antiestrogeno su altri tessuti (come ad esempio, l’utero); in tal modo il possibile stimolo sull’endometrio (che è il rivestimento interno dell’utero) da parte degli estrogeni è controbilanciato dal bazedoxifeneÈ interessante notare come, dopo due anni di trattamento in una serie di studi eseguiti a livello internazionale, tale associazione ha migliorato la sintomatologia vasomotoria (vampate e sudorazioni), ha migliorato la qualità globale della vita delle pazienti, non ha mostrato aumento del rischio di tumore della mammella o dell’utero e non ha mostrato rischio aumentato di malattie cardiovascolari o di trombosi; infine, ha migliorato la secchezza vaginale, sintomo invalidante in molte donne in menopausa. Le Terapie Ormonali Sostitutive possono essere iniziate quando la donna è in menopausa, cioè dopo un anno di assenza di mestruazioni o dopo sei mesi di assenza di mestruazioni con conferma con esami ormonali che indicano che l’attività dell’ovaio nella produzione di estrogeni è terminata.  

 

Le donne sono adeguatamente informate sulla TOS? Chi dovrebbe farla e quando? 

Effettivamente registriamo come le donne generalmente non siano adeguatamente informate sulle caratteristiche e sul significato della TOS. Ad esempio, molte sono convinte che l’uso della TOS faccia aumentare di peso, mentre in realtà con tale terapia vi è una riduzione della tendenza all’aumento del grasso, soprattutto a distribuzione addominale, caratteristico della menopausa. Soprattutto, ci dovrebbe essere uninformazione precisa e comprensibile sul rapporto tra benefici e rischi della TOS. Importante – a mio avviso – spiegare le differenze tra le varie opzioni che si hanno a disposizione al momento della scelta della TOS (concetto di “personalizzazione della terapia”). Credo che il compito di informare le donne resti principalmente un compito del ginecologo, il medico delle donne, il quale deve possedere, evidentemente, gli strumenti culturali e di comunicazione adeguati per essere vicino alla sua paziente anche in questa fase. 

 

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