Menopausa: “Adottare una strategia condivisa per la somministrazione della terapia ormonale”
  • Gio, 13/11/2014 - 12:24

“Adottare una strategia condivisa per la somministrazione della terapia ormonale”. Così Annibale Volpe, presidente della Società italiana menopausa (Sim) sintetizza uno tra gli obiettivi del secondo Congresso nazionale congiunto Sim e Sipo (Società italiana policistosi ovarica) che si apre oggi a Roma e si chiuderà domani sera, 14 novembre. “Dopo un iniziale periodo di fiducia, intorno agli anni ’90, nei confronti della terapia ormonale sostitutiva, ritenuta in grado non solo di controllare la sintomatologia, ma anche di prevenire le patologie cardiovascolari e dell’osteoporosi,” spiega Volpe “nel 2000 la tendenza si è invertita”. Oggi però sembra che un compromesso sia stato raggiunto: “Proprio questo tema sarà il focus del Congresso in occasione del quale presenteremo il nostro position paper sul tema”. Specifica il presidente della Sim: “In sintesi, la terapia ormonale deve essere somministrata a tutte quelle donne che evidenzino una sintomatologia chiara e specifica. Le maggiori società scientifiche mondiali nell’ambito della menopausa e della terapia ormonale hanno sottoscritto un Global Consensus Statement secondo il quale, in sintesi, nelle donne che assumono la terapia ormonale entro 10 anni dall’inizio della menopausa, ci sarebbe una riduzione dei processi di calcificazione delle arterie coronariche, un beneficio in termini di mortalità e un mancato aumento dell’incidenza degli eventi cardiaci”.

In occasione del Congresso, inoltre, la Sim presenterà i risultati di un’ampia indagine - condotta su un campione di ben 900 donne -completamente “made in Italy” sull’atrofia vaginale, condizione che dipende dalla carenza degli ormoni estrogeni. I risultati del trial, condotto secondo elevati criteri, “evidenziano la diffusione di questa patologia” mette in luce il professor Volpe “e sottolineano l’importanza di una strategia preventiva mirata ed efficace”.

La due giorni si occuperà anche di policistosi ovarica: “La Sipo rappresenta una nuova realtà scientifica nazionale che associa numerose aree specialistiche, quali Ginecologia, Endocrinologia e Dermatologia” racconta Vincenzo De Leo, vicepresidente  della società scientifica. “Ben il 10 per cento delle donne in età fertile soffre di questa patologia, con possibili serie complicazioni che spaziano dall’irregolarità mestruale, all’irsutismo, alla sterilità”. Inoltre, continua il professore “con il sopraggiungere della menopausa, la policistosi ovarica può sfociare in sindrome metabolica, tra le principali cause di diabete di tipo II”. “Nel corso del Congresso” sottolinea De Leo “verranno presentate importanti soluzioni terapeutiche naturali, quali l’associazione dell’inositolo con il glucomannano, con l’acido lipoico e la monakolina, la statina che riduce il colesterolo e controlla gli androgeni”. “La nostra società attraverso il Congresso “conclude il presidente SIPO “intende porre le basi per un corretto stile di vita e per educare all’assunzione di specifiche sostanze naturali che agiscono come farmaci ”.

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