Maschi "troppo veloci" sotto le lenzuola: tutti i consigli di Oppo per mettere il freno
  • Lun, 21/07/2014 - 09:50

E' la disfunzione sessuale più frequente: un uomo su quattro è troppo veloce sotto le lenzuola. L'eiaculazione precoce interessa circa il 25 per cento della popolazione maschile tra i 18 e i 70 anni. Ma il dato appare sottostimato se si pensa che molti uomini preferiscono minimizzare e si tengono alla larga dai consigli degli esperti e da eventuali terapie. Una scelta che può aggravare il problema, pregiudicando la possibilità di una guarigione, auspicabile per la maggior parte dei casi. Ma cos’è l’eiaculazione precoce? Secondo Alessandro Oppo, andrologo e endocrinologo del Policlinico Universitario di Monserrato, coordinatore regionale della Società Italiana di Andrologia Medica e Medicina della Sessualità, Siams non esiste una definizione univoca del problema “ma gli studiosi sono tutti più o meno concordi nel ritenere che uomini che eiaculano entro 1 o 2 minuti dalla penetrazione vaginale nella maggior parte dei rapporti sessuali soffrano di eiaculazione precoce. Ma è  importante sottolineare che l’Ep, dati i numeri, costituisce il disturbo andrologico più frequente e più comune, che condiziona negativamente il maschio molto più dell’impotenza”. L’andrologo cagliaritano riporta le varie definizioni del disturbo che provengono da diverse fonti, ma tutte hanno in comune il disagio vissuto dall'uomo e dalla coppia. “L'International Society for Sexual Medicine 2008 la definisce come “eiaculazione che avviene sempre o quasi sempre prima o entro 1 minuto dalla penetrazione vaginale che determina conseguenze negative quali disagio, fastidio nell’uomo e/o nella coppia. L'InternationalConsultation on Urological Diseases, 2004, parla di “persistente o ricorrente eiaculazione conseguente a minima stimolazione, prima durante o poco dopo la penetrazione e prima che l'individuo lo desideri e nei confronti della quale ha poco o nessun controllo volontario, che causa disagio dell'uomo e della partner”. E ancora l'American Urological Association 2004 la individua come “eiaculazione che avviene più precocemente del voluto, sia prima che dopo la penetrazione e che causa disagio ad uno o entrambi i partner”.

Per riuscire a capire quali possano essere le cause bisogna prima di tutto sapere che esistono forme primarie e secondarie: nel primo caso il disturbo si manifesta fin dai primi rapporti sessuali, nel secondo dopo un periodo più o meno lungo di attività sessuale normale. “Vi sono numerosi studi che indicano che le cause principali devono essere distinte in biologiche e psicologiche. Tra le biologiche si distinguono quelle congenite (genetiche, da deficit del meccanismo di liberazione di un neurotrasmettitore, la serotonina, da ipersensibilità del glande, da anomalie morfologiche peniene) da quelle acquisite (malattie infiammatorie delle vie seminali, ipertiroidismo, disfunzione erettile, astinenza da sostanze stupefacenti, sospensione di terapie con antidepressivi). Le cause psicologiche sono riconducibili, nella maggior parte dei casi, ad ansia da prestazione, esperienze sessuali traumatiche, educazione rigida, paura, condizionamento, senso di colpa e stress, bassa autostima, depressione, scarse tecniche di controllo dell'eiaculazione, timore di perdere l'erezione”. Il problema, se non viene affrontato nei giusti modi, può senza dubbio portare all’instabilità emotiva dell’uomo e della coppia, in caso di partner stabili. “Purtroppo in genere il paziente in media attende parecchio, a volte anche anni, prima di rivolgersi ad uno specialista, soprattutto per timore di dover confessare le proprie “debolezze” e per sfiducia nei possibili rimedi. Il disturbo eiaculatorio può minare severamente la vita sessuale della coppia se non trattato, creando incomprensione e disagio. Entrambe le parti possono sviluppare un senso di inadeguatezza che può intaccare il loro benessere sessuale e perfino la stabilità della relazione. Per questo ritengo che la terapia debba essere, quanto più possibile, mirata anche al coinvolgimento della partner, attraverso un dialogo aperto e reciproco. Davanti a una reazione aggressiva della donna, l’uomo si chiude e il problema si aggrava ulteriormente”. Per l’andrologo la tempestività è un elemento fondamentale. “Il consiglio principale che mi viene in mente è quello di non attendere che il problema si cronicizzi e causi danni irreversibili alla coppia o comunque disagio alla vita del singolo individuo”.

Oppo traccia il percorso da intraprendere per la  guarigione. “Ci si può avvalere sia della terapia psicosessuologica che della terapia farmacologica con risultati che arrivano a determinare un miglioramento della sintomatologia con la scomparsa della stessa fino all’80 per cento dei casi. Il farmaco attualmente riconosciuto e commercializzato per la terapia della eiaculazione precoce si chiama Dapoxetina”. Oppo suggerisce anche alcuni tra i rimedi più comuni, farmacologici e tecniche pratiche.  “Funzionano molto bene gli antidepressivi della classe SSRI (inibitori selettivi del reuptake della serotonina) però sono gravati da alcuni effetti collaterali e devono essere assunti quotidianamente mentre la Dapoxetina si assume "on demand". Esistono anche delle “pratiche” come lo Stop and start, esercizio che si fa con la partner per bloccare e ritardare il più possibile l’eiaculazione con metodiche di stimolazione e blocco della stimolazione, da ripetersi per almeno quattro-cinque volte a rapporto. La tecnica dello squeeze consiste, invece, nell’esercitare una pressione per qualche secondo sul glande che deve essere poi rilasciato. In questo modo il soggetto impara, con un percorso progressivo e duraturo nel tempo, a migliorare la conoscenza di se stesso e del proprio corpo, potendo capire in quale momento esatto l’eccitazione prende il sopravvento e adottando posizioni atte a limitare la stimolazione in modo tale da controllare la soglia del piacere, mantenere l’erezione in atto e poter prolungare la penetrazione oltre i tempi che normalmente l’eiaculazione precoce ridurrebbe. In alcuni casi viene utilizzata un anestetico locale che riduce  la sensibilità e può ritardare l’eiaculazione. Sempre meglio la sinergia tra partner e la reciproca complicità e collaborazione. I risultati migliori si ottengono senz’altro con l'unione di più presidi terapeutici”.

Donatella Masala

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