"L'elettrocardiogramma salva la vita"

Sport e prevenzione, basta un elettrocardiogramma per salvare una vita e un semplice defibrillatore automatico, che dovrebbe essere presente su tutti i campi sportivi, dalla città, ai paesi, fino alle periferie. Nicola Pisu ha intervistato sulle patologie cardiache più frequenti negli sportivi e sul pericolo di morte improvvisa Marco Scorcu, medico sociale del Cagliari Calcio e responsabile del Servizio di Medicina Sportiva dell'A.S.L. N° 6 di Sanluri.
"Le malattie cardiache più frequenti nella popolazione che fa sport, non solo negli atleti di alto, ma anche di basso livello, possono essere davvero pericolose per la vita di queste persone. A parte le cardiopatie congenite, esistono una serie di patologie di nuova identificazione, riconosciute negli ultimi 10-20 anni, che sono a rischio di morte improvvisa", spiega Scorcu.

"La cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro, adesso anche del ventricolo sinistro, poi c'è la cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva, che è conosciuta ma che è responsabile di morte improvvisa soprattutto negli atleti di colore e nella popolazione sportiva statunitense che non è screenata e quindi a rischio. E ancora tutte le canalopatie, sindrome del Qt lungo e breve, Wolf Parkinson White, sindrome di Brugada". Si parla di popolazione giovane, sana, under 35, di ragazzi che praticano attività fisica e che soffrono di queste patologie, in questi casi lo sport può essere responsabile di morte improvvisa: "Non certo perché è lo sport che la determina, ma perché è il "trigger" che causa la morte per quella patologia". Sono tutte malattie facilmente identificabili con un Ecg di base, un semplice elettrocardiogramma.

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