L'autismo già nel grembo materno
  • Gio, 27/03/2014 - 12:16

L’autismo potrebbe essere causato, almeno in alcuni casi, da un fattore precedente alla nascita. La tesi sostenuta da uno studio sul cervello di bambini autistici e sani, condotto dall'Università di San Diego e pubblicato sul New England Journal of Medicine, è che l'autismo inizierebbe nel grembo materno. Lo studio è stato realizzato sui cervelli di bambini deceduti e, nei soggetti autistici, ha rilevato la presenza di una crescita anormale delle cellule cerebrali. La ricerca dell'Università della California ha analizzato venticinque geni del tessuto cerebrale post-mortem di bambini con e senza autismo. "La costruzione del cervello di un bambino durante la gravidanza è un processo che include la creazione di una corteccia con sei strati", ha spiegato Eric Courchesne, tra gli autori dello studio. "Abbiamo scoperto la presenza di aree di sviluppo disgregato in questi strati corticali nella maggior parte dei bambini con autismo e abbiamo creato il primo modello tridimensionale delle zone del cervello in cui queste fasce della corteccia non sono riuscite a sviluppare normali stratificazioni cellulari".

Durante la prima fase di sviluppo del cervello, ogni strato corticale sviluppa specifiche tipologie di cellule cerebrali, ciascuna con precisi modelli di connettività che svolgono ruoli unici e importanti nel trattamento delle informazioni. Come le cellule del cervello si sviluppano in specifici tipi in specifici strati con specifiche connessioni, acquisiscono una distinta e osservabile firma genetica. La ricerca ha scoperto che nei cervelli dei bambini con autismo questi marker genetici cruciali erano assenti nelle cellule cerebrali in più strati.   "Questo difetto indica che la fondamentale fase di sviluppo precoce per creare sei differenti strati con particolari tipi di cellule cerebrali - che inizia nella vita prenatale - è stata interrotta nel grembo", ha precisato ancora il ricercatore. Le regioni cerebrali più colpite sono risultate la corteccia temporale e frontale. Gli autori della ricerca affermano che i grumi cellulari, rilevati con sofisticati test di laboratorio, sono probabilmente frutto di problemi che si verificano durante il secondo o terzo trimestre di gravidanza.


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