L'allarme dei neurochirurghi: alimentazione scorretta e poco sport, patologie degenerative lombari in aumento
  • Gio, 25/09/2014 - 10:03

In aumento le patologie degenerative lombari. Lo ha sancito il gotha della neurochirurgia italiana riunito a Vicenza per il Congresso Nazionale della Società italiana di neurochirurgia, Sinch. Per Natale Francaviglia, direttore dell’unità di neurochirurgia dell’Ospedale civico di Palermo, con le tecniche mini invasive non solo le ferite sono più piccole ma si salvaguardano i muscoli. “Il concetto di mini invasiva - afferma lo studioso durante i lavori del Congresso Nazionale -  deve essere uno stato mentale del chirurgo. Le tecniche mininvasive sono sempre più usate negli interventi di patologie degenerative lombari, anche se oggi - osserva Natale Francaviglia -  siamo un po’ più conservativi rispetto al passato quando si tendeva a operare all’ernia del disco a ogni minimo sintomo. Oggi – ribadisce -   prima di arrivare all’intervento medico consigliamo una serie di accorgimenti che vanno dalla fisiatria a una dieta corretta, al peso ponderale normale”. Per lo studioso la vita sedentaria, una scorretta alimentazione e la mancanza di attività sportiva comportano un peggioramento delle patologie lombari e a tal proposito ricorda  un recente studio che dimostra come dopo i 60 anni non c’è soggetto immune da patologia degenerativa. Per fortuna però non tutte le immagini radiologiche corrispondono sempre  a un corrispettivo clinico dal punto di vista patologico. Con l’allungamento della vita sono aumentate le patologie degenerative ma cosa possiamo fare per evitarne il peggioramento? “Prima di tutto - spiega il neurochirurgo – non essere in sovrappeso, fare una modica attività fisica, tenere il sistema muscolare tonico tale da creare con  i muscoli addominali e lombari un bustino, un ortesi naturale. Una  volta mantenuta la tonicità dei  muscoli lombari e addominali non si fa altro che tenere dritta la colonna lombare e quindi gravare meno sulle articolazioni e sul disco che sono le principali cause  poi della patologia”. E  qual è il rischio se son si interviene in tempo?  “Se la patologia - spiega Natale Francaviglia -  è cervicale (dove c‘è la presenza del midollo spinale con la possibilità di istaurarsi una mielopatia, un danno neurologico vero) allora bisogna intervenire subito mentre invece sul tratto lombare dove ci sono radici la differenza di alcuni mesi non comporta seri rischi. Insomma – sottolinea - sulla patologia cervicale e dorsale intervenire al più presto mentre sulla lombare ci si può permettere il lusso di aspettare e scegliere il momento opportuno” . Quali consigli a chi soffre di mal di schiena? “Evitare di stare seduti per lungo tempo, compensare la sedentarietà con l’attività fisica, non scegliere l’aerobica, lo step e dedicarsi al fitness “normale” come il pilates o il nuoto pinnato”, conclude Francaviglia.

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