La lettera di Salvatore Usala
  • Lun, 21/10/2013 - 14:23

"Il 16 settembre abbiamo mandato una lettera al Governo, con minacce di lotte estreme. Nessuno ha risposto nel merito delle nostre richieste. Il solo Sottosegretario Fadda ha convocato un tavolo tecnico per il 9 ottobre, a tempo scaduto e con ordine del giorno che esula dalle nostre priorità". A scriverlo in una nota è Salvatore Usala, malato sardo di Sla, Sclerosi laterale amiotrofica e segretario del Comitato 16 novembre. "Un tema proposto è stato: criteri di omogeneità delle prestazioni delle cooperative che operano nell'assistenza domiciliare. Non ci frega niente, parafrasando il Presidente Napolitano. Abbiamo detto sempre che siamo noi che dobbiamo scegliere i nostri assistenti, non è una nostra priorità discutere di cooperative. Noi vogliamo un'incontro con rappresentanti politici qualificati di questo Governo, per discutere il nostro progetto e le nostre priorità. Abbiamo profondo rispetto per funzionari e dirigenti, ma a noi serve una decisione politica, il punto tecnico verrà dopo. Abbiamo assistito alla processione per Lampedusa di vari rappresentanti del Governo, tutti straziati e commossi da una tragedia annunciata. Mi chiedo e chiedo, ma perchè non prendono decisioni drastiche concrete? Basterebbe farli venire con traghetti di linea, starebbero tre giorni in Italia, poi, visto che non c'è trippa per gatti, andrebbero nel nord Europa, dove esiste civiltà concreta. Noi verremo da Voi, non dovrete scomodarvi, dalle 10,30 del 22 ottobre 2013 saremo davanti al Ministero dell'Economia. Speriamo che leggiate finalmente il nostro progetto e le nostre priorità. Speriamo che mettiate in piedi una delegazione politica: Economia, Lavoro e Sanità. Speriamo che siate ragionevoli e oculati. Vi proponiamo una nostra delegazione che comprenda anche l'Assessore alla Sanità Sardegna, Simona De Francisci, e il Consigliere Regionale, On. Marco Espa, basta una telefonata e loro verranno. Vi illustreranno il Modello Sardegna, che funziona. Non vogliamo dettare condizioni, ma siamo stufi di vivere in un paese incivile con un Governo ipocrita che non prevede programmi per la disabilità. Certo avete pomposamente fatto un documento, con tante affermazioni di principio, i cui costi sarebbero pari a due miliardi, peccato che non abbiate stanziato un euro. Se non ci sarà un incontro concreto, con impegni precisi, scritti, con date e certezze, rimarremo in presidio permanente. Faremo lo sciopero della fame e della sete, alla fine ci staccheremo il respiratore non caricando le batterie. Non dovrete prendere aerei, potrete fare la sceneggiata del pietismo a Roma, dopo niente sarà come prima, sarete la vergogna mondiale. Badate bene che non è una minaccia, è una certezza, noi non facciamo annunci, non abbiamo nulla da perdere, siamo di parola. Un sardo è fedele agli impegni presi, e pure i miei compagni di sventura".


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