La distorsione del ginocchio
  • Mer, 03/09/2014 - 12:46

 

La distorsione del ginocchio

La distorsione del ginocchio è una torsione capace di provocare una lesione dei legamenti senza lo spostamento delle superfici articolari e viene classificata in 3 gradi in base alla gravità. Molto frequente nella pratica sportiva soprattutto nel calcio o negli sport di pivoting, in generale il 40 per cento degli infortuni sportivi sono distorsioni del ginocchio. L’età maggiormente interessata è la seconda e terza decade di vita con un rapporto uomini/donne di due a uno. A parità di sport le donne sono da 4 a 8 volte più colpite degli uomini per ragioni anatomiche, lassità, estrogeni, minore forza muscolare. La distorsione avviene con meccanismi d’azione vari: valgo-extrarotazione, varo rotazione interna, in iperestensione, brusca decelerazione del quadricipite femorale.

La distorsione può interessare il legamento collaterale mediale, laterale, legamento crociato anteriore (Lca), e posteriore (Lcp) e anche il Papi e Pape, punti d'angolo posteriore interno ed esterno, lesioni meniscali, cartilaginee, osteocondrali. Queste lesioni possono essere trattate in modo conservativo o chirurgico. Il trattamento conservativo può essere attuato nelle lesioni legamento del collaterale mediale fino al terzo grado e nelle lesioni del Lcp parziale o totale in prima istanza e prevede il riposo, la terapia medica adeguata e l’utilizzo di una ginocchiera articolata lunga per 30-40 giorni. In alcuni casi si può indurre la formazione di una cicatrice con un apparecchio femoro-podalico gessato, trattamento apparentemente fuori moda ma altamente funzionale e sicuro. Anche le lesioni osteocondrali associate e soprattutto la contusione ossea che si accompagna alla distorsione diventa motivo di dolore e di inabilità per più mesi. Oggi con l'avvento della Rmn, risonanza magnetica nucleare, è facile da diagnosticare ma il trattamento conservativo  (la terapia medica e fisica) e l'efficacia dello stesso sono ancora da ben definire.

Il trattamento chirurgico artroscopico urgente si impone quando è presente una lesione meniscale a manico di secchia che blocca il movimento del ginocchio; le altre lesioni meniscali possono essere trattate con un intervento programmato. Le lesioni del legamento collaterale esterno, se complete, necessitano di un intervento chirurgico di ricostruzione artrotomica (tecnica chirurgica tradizionale); solitamente viene usato il semitendinoso. Le lesioni del Lca, se complete, sono chirurgicamente differibili, ma negli sportivi agonisti professionisti possono essere trattate nelle prime 12-24 ore cioè in acuto, altrimenti l'intervento andrebbe differito dopo un mese per evitare complicanze legate alla cicatrizzazione, che poi possono portare a una successiva rigidità. E' giusto evidenziare che negli atleti non professionisti non deve essere operata la lesione del Lca o Lcp, ma l’instabilità che ne deriva, a meno che non sia la forte motivazione del paziente nel voler proseguire uno sport di pivoting a spingere a fare l'intervento. Attualmente le tecniche artroscopiche di ricostruzione dell'Lca  e Lcp si sono evolute e sono mininvasive,  prevedono l’utilizzo di due trapianti ormai considerati validissimi: il tendine rotuleo e il semitendinoso con il gracile. Per le lesioni cartilaginee il trattamento chirurgico va dalle microfratture alla rinfissione di un eventuale frammento; esistono poi tecniche di trapianto di condrociti che però, a causa degli alti costi e dei risultati sovrapponibili alle microfratture, sono andati fuori moda.

Non bisogna dimenticare che il gesto chirurgico rappresenta il 50 per cento dell'opera, il resto è in mano ai riabilitatori, quindi i colleghi fisiatri e fisioterapisti hanno un ruolo di primo livello nel recupero dell'atleta offeso, devono collaborare strettamente con il chirurgo perché devono sapere quale tecnica è stata usata per conoscere fino a dove e come devono spingersi nella riabilitazione. La fase finale spetta al preparatore atletico che  accompagnerà lo sportivo nel suo rientro sul terreno di gioco, momento che determina ripercussioni psicologiche da non sottovalutare.

Gianfranco Puddu

 

Gianfranco Puddu, medico ortopedico e traumatologo, ha maturato una esperienza ventennale in traumatologia sportiva (medico sociale della Figurella A2 pallavolo Firenze nel 2000 e 2001, Interregionale di calcio: Lanciotto di Campi Bisenzio  dal  1999  al  2001  e  Villacidrese  nel  2002,  tutt’ora  Consulente  Guspini calcio, del Tc Guspini e Villasor, ASD Triathlon Villacidro dal 2007). 

 

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