La chimica del comportamento amoroso
  • Lun, 11/04/2016 - 11:44

La chimica del comportamento amoroso:

cenni neurobiologici e neuroendocrinologici del comportamento riproduttivo


 

Definizione di Amore

Non c’è funzione, comportamento o attività umana che non sia sostenuta e attuata dalle molecole e da processi chimici. A questa regola non sfuggono la passione amorosa, il comportamento sessuale e l’attaccamento sociale. Queste attività rendono l’uomo solo apparentemente diverso dagli altri animali.

E’ difficile dare una definizione dell’amore. Ci hanno provato i poeti, gli scrittori, i cantanti ed i pittori con alterni successi.

Per la neurobiologia è un processo psicobiologico e psicosociale che promuove la vicinanza tra due individui per favorire la riproduzione ed il mantenimento della specie. Inizia con l’attrazione che a livello soggettivo si estrinseca come innamoramento (o passione amorosa) e ad essa segue l’attaccamento.

Nelle coppie omosessuali crea legame sociale, piacere sessuale e strategia di difesa.

In quelle eterosessuali è anche una “piacevole strategia riproduttiva” e quindi consente la cura della prole e la sopravvivenza genetica.

 

Aree cerebrali coinvolte

Il comportamento sessuale è controllato da un insieme di aree che agiscono in maniera interconnessa tra loro e le emozioni e gli istinti sono gestiti in maniera differente in diverse aree cerebrali. In un bellissimo saggio degli anni ’90 di MacLean, famoso neuroscienziato americano, è spiegata la teoria dei tre cervelli. La parte più arcaica del nostro cervello, il mesencefalo o “cervello rettiliano”, è deputata al controllo dei bisogni e degli istinti innati e della sessualità riproduttiva; il sistema limbico, antropologicamente più recente è deputato alla sessualità emozionale e competitiva. Infine la neocorteccia, parte più evoluta del cervello dell’uomo e sovradimensionata rispetto ad altre specie animali, è preposta alla ragione ed elaborazione progettuale, controlla e gestisce i bisogni delle altre aree cerebrali ed elabora le fantasie erotiche

Le aree cerebrali più importanti sono comunque localizzate nel sistema limbico e tra queste giocano un ruolo di rilievo l’amigdala e l’ipotalamo.

La prima è preposta alle elaborazione delle emozioni ed all’apprendimento appetitivo, cioè la ricerca della memoria gratificante e del ripetersi della esperienza emotiva piacevole.

L’ipotalamo invece coordina le risposte ormonali, neurobiologiche ed autonomiche della risposta sessuale.

Studi di risonanza magnetica cerebrale funzionale hanno evidenziato come alcune aree si attivino in seguito a stimoli erotici e come nella fase di innamoramento iniziale si spengano aree preposte al giudizio obiettivo.

I neuropeptidi responsabili delle emozioni amorose

I Neuropeptidi principalmente coinvolti nel comportamento amoroso e sessuale sono dopamina, noradrenalina e ossitocina tra gli quelli con funzione stimolante e serotonina ed oppioidi tra quelli con funzione inibente.

La dopamina è l’ormone della ricompensa, responsabile del desiderio e del comportamento che si mette in atto per appagare il desiderio stesso. Più un’attività è ritenuta piacevole e più viene ricercata e ripetuta; infatti aree ad alta concentrazione di dopamina sono associate al desiderio, alla euforia ed alla dipendenza e sono le stesse che si attivano nella dipendenza da alcool e da droghe.

La noradrenalina invece controlla tutta una serie di meccanismi dell’eccitazione (stato di euforia, agitazione, aumento della frequenza cardiaca) attraverso un’attivazione del sistema nervoso autonomo. E’ necessario che la quantità di noradrenalina secreta non sia eccessiva perché genererebbe ansia incontrollabile con conseguente inibizione dell’attività sessuale.

L’ossitocina è prodotta in due nuclei dell’ipotalamo ed è l’ormone responsabile dell’attaccamento amoroso, della fiducia, della fedeltà e del legami affettivi sicuri. Tra l’altro la sua produzione aumenta durante il travaglio e la lattazione e questo, in termini evoluzionisti, è visto come il presupposto per l’instaurarsi di legami duraturi con la prole per il mantenimento della stessa.

La serotonina è la molecola della "sazietà", ha una azione di freno sul comportamento sessuale, i suoi livelli si riducono durante le fasi iniziali di una relazione amorosa. I livelli di serotonina aumentano durante l'orgasmo. I farmaci che determinano incremento dei livelli di serotonina causano ritardo dei tempi eiaculatori.

Gli oppioidi sono responsabili del senso di benessere e di appagamento e di riduzione dello stress e aumentano con l'instaurarsi di legami affettivi duraturi.

 

Le fasi dell'amore

Si distinguono classicamente tre differenti fasi dell'amore:

1) la prima, "innamoramento o amore passionale", è improvvisa ed imprevedibile. E' regolata dagli stessi meccanismi che entrano in gioco nelle emozioni primarie (come ansia e paura) e ha una durata dai sei mesi ai tre anni. Tale durata è vista dagli evoluzionisti come il tempo necessario all' accudimento iniziale della prole da parte del maschio.

Le modificazioni chimiche e sintomatologiche di questa fase sono analoghe a quelle dello stato ipomaniacale del disturbo bipolare con aumento dei sistemi dopaminergici e noradrenergici e conseguente aumento dell'autostima ed euforia ed a quelle del disturbo ossessivo compulsivo con riduzione della serotonina. In questa fase si ha idealizzazione dell'amato e netta riduzione del giudizio critico da deattivazione delle aree cerebrali preposte a questo.

2) la seconda fase dell'amore, l' attaccamento, è caratterizzata da esigenza di vicinanza e malessere/agitazione in seguito alla separazione dal soggetto amato. Le molecole maggiormente coinvolte in questa fase sono l'ossitocina e la vasopressina

3) nella terza, la fase "progettuale" giocano un ruolo fondamentale le endorfine.

 

Gli ormoni

I più importanti in questo settore sono gli ormoni sessuali, principalmente testosterone nell'uomo e estrogeni nella donna.

Hanno un ruolo minore nelle fasi "acute" del comportamento amoroso e sessuale.

Il loro ruolo primario è l'imprinting nel periodo pre e peri natale delle aree cerebrali (ipotalamo, sistema limbico, corteccia) preposte alla mascolinizzazione o femminilizzazione del cervello, con effetti permanenti. Una seconda fase della vita un cui gli ormoni sessuali svolgono un ruolo chiave è quello puberale attivano la sessualità con pensieri e fantasie sessuali.

L'effetto degli ormoni sessuali si estrinseca ovviamente anche nell'aspetto fisico con differenziazione in senso maschile o femminile dell'individuo.

La carenza di testosterone nel maschio determina calo del desiderio ed in seguito delle erezioni. Nelle donne il calo degli estrogeni determina calo del desiderio e ridotta lubrificazione vaginale.

In realtà nella donna il discorso degli ormoni sessuali è molto più complesso perché giocano un ruolo fondamentale le fasi del ciclo mestruale, la gravidanza e l'allattamento, la menopausa ed i fattori emotivi ed educazionali (questi ultimi in maniera più forte rispetto ai maschi).

La prolattina, ormone responsabile della lattazione, ha anche effetti non del tutto definiti sulla sessualità. Si sa che aumenta dopo l'orgasmo e ciò sarebbe responsabile del periodo refrattario sull'erezione maschile. Sicuramente un eccesso di prolattina causa calo del desiderio e della sessualità sia nell'uomo che nella donna.

Anche gli ormoni tiroidei se secreti in eccesso o in difetto (iper e ipotiroidismo) causano, nell'uomo e nella donna, alterazioni della sessualità che vengono prontamente ripristinate dopo la terapia della patologia tiroidea.

 

Conclusioni

In contrasto, forse solo apparente, con quanto gli artisti hanno sempre comunicato a proposito dell'amore e con quanto noi desideriamo fin dalla tenerà età, il comportamento sessuale e amoroso sono legati all'interazione di più fattori genetici, educazionali, psicologici, anatomici, neurobiologici ed ormonali e regolati da specifiche aree cerebrali che formano un network neuronale altamente specializzato.

Il tutto al fine di mantenere la sopravvivenza genetica della specie umana e/o allo scopo di formare nuclei sociali più o meno estesi con l'intento di difendere gli individui che ne fanno parte.

Alessandro Oppo

 

 

Alessandro Oppo è andrologo e endocrinologo del Policlinico Universitario di Monserrato e coordinatore regionale della Società Italiana di Andrologia Medica e Medicina della Sessualità, Siams. 


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