Inquinamento, Pollini e Asma infantile
  • Lun, 29/02/2016 - 16:42

Livelli di inquinamento fuori controllo stanno causando crescenti problemi respiratori agli italiani, soprattutto ai bambini. L'inizio del 2016 ha visto infatti i ricoveri pediatrici in pronto soccorso crescere soprattutto per problemi respiratori quali asma e patologie respiratorie gravi.

“Quando nelle città aumentano i tassi di inquinamento soprattutto da polveri sottili, aumentano corrispondentemente i ricoveri e gli accessi in pronto soccorso per i bambini che soffrono di malattie dell’apparato respiratorio, – ricorda Renato Cutrerapresidente della Società Italiana Malattie Respiratorie Infantili (simri), Direttore UOC Broncopneumologia, Dip. Medicina Pediatrica Ospedale Pediatrico Bambino Gesù IRCCS – Vi è dunque una correlazione tra inquinamento e sintomi sia asmatici sia di altre patologie dell’apparato respiratorio”.

Ma l'inquinamento è solo una delle cause. Come ha di recente sottolineato l'Organizzazione Mondiale Allergy (wao) anche le variazioni climatiche stanno avendo un ruolo sempre più importante sulla salute respiratoria, in particolare dei bambini. Il riscaldamento globale sta condizionando infatti l'inizio, la durata e l'intensità della stagione dei pollini, con un picco proprio in questo inizio 2016 e con un anticipo di oltre un mese per alcune piante. Il risultato è un aggravamento della sintomatologia asmatica in quanto proprio i pollini (così come altri allergeni quali muffe o alimenti) sono una delle cause principali.

Studi sperimentali hanno inoltre dimostrato che i due fattori, inquinamento e pollini, sono legati l'uno all'altro: l’aumento dell’inquinamento, infatti, sta rendendo sempre più sensibili ai pollini le persone che soffrono d'asma. Risultato: aggravamento dell’infiammazione delle vie aeree e incremento delle resistenze respiratorie, in un circolo vizioso che porta a un maggior tasso di riacutizzazioni di malattia, più farmaci e maggiori ricoveri. E tutto questo avviene con maggiore intensità e prima del solito.

In alta quota, un’associazione di fattori favorisce la cura

Ormai i clinici sono concordi: la riduzione del contatto con gli allergeni (tanto più se la loro concentrazione è anomala) e il miglioramento della qualità dell’aria respirata (a maggior ragione se questa è sempre più deteriorata), sono tra gli obiettivi nella terapia delle persone asmatiche, specie dei bambini, e in particolare in quelli nei quali i sintomi non sono controllati nemmeno con numerosi farmaci a dosi elevate.

E questi due obiettivi possono essere ottenuti in montagna, ad alta quota. E' stato dimostrato, infatti, che un soggiorno terapeutico in alta quota migliora l’asma grave refrattaria, sia nelle persone allergiche, sia in quelle non allergiche. Grazie alla mancata esposizione ad allergeni e inquinanti, i bambini con asma, dopo un soggiorno in montagna, mostrano infatti un’attenuazione della risposta immunitaria allergica. Non solo, la bassa densità dell’aria determina un miglioramento della performance respiratoria dato che l’aria riesce ad entrare più facilmente nell’apparato respiratorio del bambino e si riducono in modo naturale le resistenze bronchiali.

Il Modello Misurina del “Pio XII”, un laboratorio in quota per i disturbi del respiro del bambino

Allontanamento da inquinanti e allergeni in alta quota non sono però sufficienti se non abbinati a strutture e personale altamente specializzato. Un abbinamento che si realizza all'Istituto PIO XII di Misurina, Istituto senza scopo di lucro, situato sull'omonimo Lago nella cornice delle Dolomiti, a 1.780 mt. di altitudine, a mezz'ora da Cortina D'Ampezzo. Unica Onlus pediatrica in Italia e in Europa per la cura dell'asma e dei disturbi del respiro in alta quota.

Il Pio XII, infatti, unisce ai fattori climatici ed ambientali dovuti alla sua posizione, l’esperienza di una équipe multidisciplinare altamente specializzata (medici, infermieri, fisioterapisti, psicologi, educatori) e l’impiego di una strumentazione clinica d’avanguardia. Tutto ciò per trattare adeguatamente il bambino asmatico, ridurre progressivamente la somministrazione dei farmaci e l'accesso al pronto soccorso, con un’assistenza condivisa in tutto e per tutto col medico curante o con il Centro specialistico di riferimento del piccolo paziente: un percorso personalizzato, dalle visite e test specialistici al soggiorno di cura e riabilitazione fino ai controlli periodici dopo le dimissioni.

“Lo abbiamo battezzato Modello Misurina – spiega Alfredo Boccaccino, Direttore Sanitario del “Pio XII” –fattori ambientali e climatici si uniscono alla possibilità di un continuo controllo clinico e di un’adeguata attività riabilitativa, che favorisce la possibilità di interrompere il circolo vizioso dell’asma di difficile trattamento con una ripresa della risposta alla terapia medica, un miglioramento delle condizioni di salute e la riduzione dell'utilizzo dei farmaci”.

"La durata di questi effetti può essere più o meno lunga a seconda della gravità di partenza della malattia – continua Boccaccino – In alcuni casi, i pazienti non hanno bisogno di ulteriori ricoveri; in altri sono necessari ricoveri periodici di breve durata per ristabilire il miglioramento, in altri ancora (fortunatamente molto rari) è necessario un ricovero permanente nella struttura per il mantenimento dello stato di salute".

L’efficacia del Modello Misurina è confermata dai dati pubblicati da gruppi di ricerca italiani anche su bambini ospiti al Pio XII e dalla testimonianza di molti ex-pazienti, anche illustri, come Gian Paolo Montali, già allenatore di volley, dirigente sportivo, commissario tecnico della Nazionale italiana e ora opinionista e commentatore sportivo, designato Ambasciatore nel Mondo per lo Sport per la città di Roma. “Se non fossi stato ospite di Misurina da ragazzo, – ricorda – non avrei avuto la possibilità di essere curato al meglio in un ecosistema unico e con personale eccezionale, con il risultato che da allora non ho più avuto alcun problema respiratorio, né crisi d’asma, senza dover ricorrere ai farmaci. E forse non avrei intrapreso la carriera che mi sono scelto”.

“Esistono solo tre Centri specialistici in tutta Europa per la cura dell’asma in alta quota – precisa Elena Cardinali, Direttore Generale Opera Diocesana San Bernardo degli Uberti e dell’Istituto “Pio XII” Onlus –. L'Istituto Pio XII è l'unico in Italia e l’unico tra i tre con vocazione ed esperienza nel solo ambito pediatrico. È per queste sue caratteristiche che puntiamo a diventare il Laboratorio in quota per lo studio, la prevenzione e la cura dei bambini con disturbi del respiro, creando l’Excellence Network for Children’s Breath, con i Centri di eccellenza pediatrici in Italia e in Europa”.

L'Educazione: l'elemento strategico nell’autogestione dell’asma. I Campus for Breathe

Un ruolo fondamentale nel Modello Misurina è giocato dall'educazione alla malattia. Per i bambini ricoverati (e i loro genitori) esiste infatti un programma educativo finalizzato ad aiutarli a conoscere e gestire la malattia e a proseguire la terapia una volta a casa. Ai programmi si associano attività fisiche e sportive (anche agonistiche), incluse nel percorso riabilitativo, che permettono l’aumento della capacità polmonare e della respirazione.

“I programmi educativi, – sottolinea Alberta Xodo, Psicologa e Psicoterapeuta del “Pio XII”, –soprattutto per i bambini con asma da moderata a grave, contribuiscono a migliorare la funzione polmonare, la sensazione di auto-controllo, e a ridurre le assenze da scuola, le restrizioni alle attività dei bambini e il ricorso al Pronto soccorso. Ecco perché, a Misurina, il programma educativo è parte integrante dell’attività di cura”.

Numerosi studi scientifici hanno peraltro confermato l'efficacia degli interventi educativi: dopo un programma educativo si osserva una diminuzione significativa del numero di attacchi d’asma e della necessità di aumentare i farmaci.

E' proprio la funzione positiva dell'educazione nella gestione della malattia e nel successo delle cure che ha spinto il Pio XII a dare il via ai “Campus for Breathe”, corsi educativo/diagnostici da 2 a 7 giorni presso l'Istituto dedicati ai bambini con asma (non ricoverati) e alle loro famiglie, che comprendono anche attività fisiche riabilitative. Un nuovo strumento per imparare a respirare meglio e rendere più efficace l’autogestione dell’asma. Durante il soggiorno vengono tenuti brevi stage "su misura" dal personale medico e paramedico dell’Istituto che consentono ai bambini e alle loro famiglie di migliorare il modo in cui gestiscono la malattia e assumono le terapie prescritte, apprendere tecniche di riabilitazione respiratoria e usufruire di un laboratorio diagnostico specializzato per un inquadramento dettagliato e preciso della patologia. Sono disponibili tre opzioni (un week-end, 3 giorni, 1 settimana) i cui costi sono stati mantenuti accessibili alle famiglie italiane. (Per saperne di più: tel. 0435.39.008, tutti i giorni dalle 08.30 alle 16.30).

Campus for Breathe rappresentano un'iniziativa importante e fondamentale se si considera che la maggioranza dei genitori di bambini asmatici (l’86% secondo alcuni studi) non conosce la causa principale della malattia, meno di un terzo (il 30%) è in grado di rilevare le caratteristiche delle riacutizzazioni, e più di un sesto (17%) non è in grado di rispondere adeguatamente alle emergenze. Sono numeri che sottolineano l’importanza dell’educazione per saper controllare al meglio l’asma e migliorare la qualità di vita dei piccoli.

“Come tutte le malattie croniche, il messaggio educazionale è fondamentale, – conclude Renato Cutrera. – È importante che la famiglia e il paziente siano informati correttamente sulle strategie preventive e terapeutiche e che questa informazione sia rinforzata periodicamente nel tempo. Per questo, un breve soggiorno residenziale in una struttura adeguata a svolgere questa funzione educazionale può sicuramente facilitare e potenziare tale apprendimento”.

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