Informazione scientifica 2.0: nuove sfide per giornalisti, medici e pazienti
  • Mer, 03/02/2016 - 15:08

Informazione scientifica ai tempi dei social. Dai siti ai blog, passando per i social network, Facebook, Twitter, Youtube e GooglePlus, le communities e i forum: oggi la scienza e la medicina viaggiano sul web 2.0. La salute corre in Rete: un italiano su 4 si rivolge alla rete per cercare informazioni legate ai temi della salute. Una tendenza aumentata in modo consistente negli ultimi dieci anni. Ma cosa è cambiato per i professionisti dell’informazione chiamati ad informare in maniera corretta, precisa e con fonti sicure sui temi della salute? 

Il punto sulla situazione si farà venerdì 12 febbraio 2016 alle 14 nella Sala conferenze dell'Unione Sarda in occasione del seminario di formazione rivolto ai giornalisti “Informazione scientifica 2.0. Le nuove sfide per giornalisti, medici e pazienti”.

Il corso si apre con l'introduzione di Francesco Birocchi, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Sardegna, che poi passerà il testimone ai tre relatori: Elisabetta Gola, coordinatore del corso di laurea in Scienze della comunicazione (Facoltà di studi umanistici) dell’Università degli studi di Cagliari, Mario Scartozzi, direttore dell'Oncologia Medica all'Aou di Cagliari e Maria Dolores Palmas, infermiera dell'Oncologia medica del Businco di Cagliari.

Le fonti che offrono informazioni scientifiche si sono moltiplicate, rendendo difficile per gli utenti orientarsi e misurarne l’attendibilità e la credibilità. Internet rende tutto più facile e veloce, la massa delle informazioni però non è controllata, si deve saper riconoscere la fonte. Potenzialmente il web è un pozzo di informazioni, in cui confluiscono anche quelle che non trovi sui giornali. Elisabetta Gola traccerà lo stato dell'arte dell'informazione sulla Salute 2.0: fonti, fruitori, linguaggi, discutendo temi al centro del dibattito sull’uso di nuovi media nel giornalismo con la collaborazione di Oreste Gentilini, primario di Senologia dell'ospedale San Raffaele di Milano. “Metteremo in evidenza quali sono i vantaggi e i rischi legati al passaggio dall’edicola al web per chi opera nel mondo sanitario e quali meccanismi è importante conoscere per potersi muovere efficacemente tra strumenti di comunicazione che si rinnovano e ibridano velocemente, cercando di fare luce su chi sono i nuovi attori in gioco”.

Da una parte il web con l'espansione dei social ha cambiato  il modo di raccontare e condividere l’esperienza della malattia, dall'altra i pazienti sono sempre più informati: secondo una ricerca del Dipartimento Salute GfK Eurisko circa l’85% degli utenti ha cercato informazioni sulla salute sui siti Internet e quasi il 30% ha partecipato a discussioni di salute su blog, forum, chat. Come si deve adeguare l'informazione a questi cambiamenti? Per Mario  Scartozzi “internet rappresenta ormai una risorsa globale che ha cambiato e continua a cambiare le nostre vite sotto ogni aspetto sia sociale che economico. Il progresso della rete globale e la sua continua evoluzione rappresentano una opportunità imperdibile anche per la medicina e per l’evoluzione della scienza in generale. Come ogni grande risorsa, anche questa, spesso sfugge ai controlli ed alle regole cui eravamo abituati e si anima quasi di vita propria. Nel settore dell’informazione scientifica medica questo processo è particolarmente rilevante in quanto può coinvolgere in maniera diretta la salute dei singoli cittadini. Ovunque nel mondo è ormai abitudine che in presenza di sintomi o di una diagnosi pazienti, famigliari e professionisti cerchino informazioni su internet col rischio di incappare in informazioni inaccurate nella migliore delle ipotesi, fuorvianti e dannose nella peggiore. Compito dei professionisti della salute e dei professionisti della informazione è quindi fornire strumenti reciproci per la valutazione di ciò che appare in Rete e per far sì che tali strumenti si diffondano nella popolazione. Questo allo scopo di rendere la Rete uno strumento sempre più fruibile e sempre più sicuro anche e soprattutto per la salvaguardia della salute di tutti”.

Pazienti sempre più informati e sempre più alla ricerca della scienza a portata di mouse. Così spesso "dottor Google" e il suo uso inappropriato  possono compromettere l'alleanza terapeutica operatore sanitario-paziente. "Come il medico, il giornalista ha la possibilità di avvelenare i suoi lettori, e la differenza principale è solo che un giornalista può avvelenare un maggior numero di lettori di quanti pazienti possa avvelenare un medico. Questa frase di James Barret Reston, giornalista del New York Times la dice lunga sul senso profondo di questo evento che mette insieme e in dialogo figure professionali che insieme possono fare il bene di chi vive il tempo di malattia e di cura", afferma Maria Dolores Palmas.  "Parlare di cancro, di cure per il cancro, di “scoperte” che sembra possano cambiare il percorso di chi il cancro lo vive sulla propria pelle quotidianamente, ha bisogno di un’attenzione  “più attenta”  ai contenuti. Solo chi ha il cancro può dirci l’effetto che alcuni titoli sensazionalistici provoca e io a questa fonte sono andata ad informarmi per comprendere, attraverso gli occhi e il cuore di chi attende la novità che potrebbe cambiare il percorso di cura, cosa significa “leggere” notizie troppo spesso illusorie dai titoli altosonanti e poco utilizzabili nella quotidianità".

 

Non solo trappole sul web. La Rete spesso diventa terapeutica. Il racconto della malattia, lo story telling, il viaggio esperenziale nel dolore, nelle paure, nella sofferenza, ma anche le storie di speranza spesso assumono valore salvifico per i pazienti e la condivisione in Rete del proprio percorso diventa per chi racconta un modo per elaborare il dolore e approcciarsi in maniera migliore alle terapie. E il web 2,0 con i suoi mezzi (scrittura, video, foto) amplifica la potenza simbolica ed emotiva delle storie, con una forza che neanche una campagna di sensibilizzazione potrebbe avere. Senza contare che il racconto personale della malattia condiviso in rete facilita la prevenzione, ancorandola all'esperienza vissuta e raccontata in prima persona. La sfida allora per la comunicazione e i media è ascoltare e trovare il giusto linguaggio e le metafore adeguate per comunicare questi temi, partendo dall’ascolto di quello che si condivide in rete, un osservatorio fondamentale delle esigenze e delle rappresentazioni collettive. 

 

Corso di formazione

Venerdì 12 febbraio 2016

ore 14-17

Informazione scientifica 2.0. Le nuove sfide per giornalisti, medici e pazienti

Sala conferenze Unione Sarda, in Piazza Unione Sarda (Santa Gilla)

Interventi

 

Introduce Francesco Birocchi, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Sardegna

 

Informazione sulla Salute 2.0: fonti, fruitori, linguaggi. Lo stato dell'arte

Elisabetta Gola, coordinatore del corso di laurea in Scienze della comunicazione (Facoltà di studi umanistici) dell’Università degli studi di Cagliari

 

Internet, un mare di informazioni. Come trovare le fonti attendibili. Pericoli e rischi per i pazienti

Mario Scartozzi, direttore dell'Oncologia Medica all'Aou di Cagliari

 

Pazienti in Rete a caccia di notizie e informazioni. Come è cambiato il modo di raccontare la malattia

Maria Dolores Palmas, infermiera dell'Oncologia medica del Businco di Cagliari 

 

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