"Impotenza che fortuna"
  • Mer, 16/04/2014 - 10:52

 

La disfunzione erettile (De) è uno dei disturbi più frequenti della sessualità maschile e consiste nella persistente o ricorrente incapacità a raggiungere una erezione di rigidità sufficiente a  permettere un rapporto sessuale soddisfacente. Il disturbo può variare da una parziale riduzione della rigidità a una completa assenza di erezione. Dal 1993 è stato abbandonato in vecchio termine di impotenza, ricco di connotazioni  psicologiche negative. La De deve essere ben distinta dai disturbi dell’orgasmo, della eiaculazione e del desiderio sessuale anche se può essere variamente associata ad essi.
E' un disturbo “comune”, è presente in circa il 12.5% della popolazione generale maschile. Si stima che circa 3 milioni di italiani ne soffrano (dati pubblicati nel 2000 sulla rivista European Urology) e i dati sardi non si discostano da quelli nazionali e internazionali.  La prevalenza del disturbo aumenta con l’aumentare dell’età e nei soggetti over 70 anni il disturbo è presente in più del 55-60% degli uomini. Il fenomeno è quindi anche età dipendente, legato alle numerose comorbidità (v. malattie) dell’età adulta. Tenuto conto che l’indice di vecchiaia (rapporto tra popolazione di età> 65 aa/popolazione <14 aa) è in continuo aumento, necessariamente il fenomeno è in continua crescita. In buona sostanza la maggiore aspettativa di vita aumenterà la dimensione del problema oltre al fatto che ormai la gente ricerca il proprio benessere e la salute sessuale è un sacrosanto diritto degli individui.
E’ da tenere presente che la De è sottodiagnosticata a causa della riluttanza dei pazienti (tabù sessuali, pudore) e spesso dei medici (per imbarazzo, mancata conoscenza dell’argomento, mancanza di tempo o di interesse al problema), per cui è presente un sommerso di pazienti sofferenti e senza aiuto. A peggiorare il tutto sta il fatto che i pazienti mediamente aspettano 14-24 mesi prima di consultare un medico per questo disturbo.
Le cause della De sono multifattoriali. L’erezione è un fenomeno complesso e affinchè l’erezione sia valida è necessaria l’integrità di vari organi ed apparati (sistema circolatorio, sistema endocrino, sistema nervoso e psiche) Il disturbo può presentarsi sin dai  primi atti sessuali (DE primaria) o dopo un periodo di regolare vita sessuale (De secondaria). Le cause possono essere organiche (più frequenti con l’aumentare dell’età) o psicogene (più frequenti in giovane età).  Le prime possono essere conseguenti a malattie circolatorie, diabete, malattie neurologiche, farmaci, chirurgia dell’apparato genitourinario o degli organi retroperitoneali, malattie sistemiche croniche, malattie ormonali.
Le cause psicogene (episodiche o permanentI, partner selettive o presenti con tutte le partner), responsabili del 70% del disturbo nei soggetti di età inferiore ai 30 anni e del 10% del disturbo nei soggetti con più di 60 anni, sono riconducibili a ansia (da prestazione, da possibile  gravidanza, malattie sessualmente trasmesse, sindrome del pene piccolo), stress, depressione, turbe relazionali, sensi di colpa morali o religiosi, ostilità della partner, violenza sessuale subita o effettuata. C’è anche da dire che la variazione dei ruoli sociali (donne tigri, aggressive, sempre in competizione) ha influenzato negativamente la serenità del rapporto sessuale per il maschio creandogli stress e perdita del ruolo naturale di “conquistatore” con conseguenti problemi  di De psicogenica. Bisogna precisare che tutte le cause organiche sono complicate da un disturbo psicogeno, la paura che il disturbo si ripresenti.
In soggetti affetti da certe patologie (diabete mellito in primis) il disturbo è molto più frequente rispetto alla popolazione generale. Lo stesso discorso vale per i forti fumatori, gli obesi,  gli ipertesi e gli ipercolesterolemici  in cui la De, così come il rischio di malattie cardiovascolari, aumenta enormemente. Un dato da non sottovalutare è che la De è associata ad uno scadimento della qualità della vita, non solo negli aspetti sessuali e relazionali della coppia ma anche nella vita sociale, nelle relazioni con gli amici e nella vita lavorativa. Infatti la terapia migliora anche questi aspetti. Grazie ai farmaci presenti in commercio da circa 15 anni, gli inibitori delle posfodiesterasi di tipo-5 (Avanafil, Sildenafil, Tadalafil, Vardenafil), circa l’80% delle forme può essere curata.

Ma perché la De deve essere ricercata e curata?
Perché è una delle più comuni patologie croniche maschili oltre i 40 anni.
Perché è spesso è correlata allo stile di vita del paziente (fumo, alcool, sedentarietà, obesità)
Perché determina un netto scadimento qualità della vita (sociale, lavorativa, amici, famiglia, partner, della salute percepita, stress, depressione, infelicità, pessimismo)
E perché (dato fondamentale) può essere un sintomo spia, un campanello d’allarme di altre patologie. Pur non essendo una patologia grave in senso stretto, può essere una manifestazione clinica precoce di una malattia cardiovascolare non conosciuta o di altre malattie non note (diabete, neuropatie, ipertensione arteriosa, dislipidemia, ipogonadsismo, depressione) e l’evoluzione dei sintomi può essere interpretata come “marker” di progressione della patologia sottostante.
E’ ormai dimostrato che esiste una stretta relazione causale (l’aterosclerosi) tra disturbo dell’erezione e malattie ischemiche cardio o cerebrovascolari, i I cardiologi dovrebbero sospettare una DE nei pazienti con problemi cardiovascolari, mentre gli andrologi dovrebbero sospettare la presenza di una patologia cardiovascolare nei pazienti che trattano per De. La disfunzione erettile è quindi uno dei sintomi più precoci, il picco dell’iceberg  della malattia aterosclerotica diffusa e quindi campanello d’allarme di possibili malattie cardiovascolari future.
In conclusione: la disfunzione erettile ha un grosso impatto socio-sanitario e può essere curata nell’ 80% dei casi, pur non essendo una patologia grave in senso stretto, può essere un sintomo spia di altre patologie, molte forme riconoscono una eziologia vascolare, pertanto, deve essere considerata una  manifestazione clinica precoce di una patologia vascolare (aterosclerosi) generalizzata anche se ciò non significa che dobbiamo considerare il paziente con De come coronaropatico, ma a rischio di sviluppare una futura coronaropatia (soprattutto se presenta fattori di rischio cardiovascolare). E' per questo motivo che a volte la disfunzione erettile può essere considerata una "fortuna" perchè consente di fare diagnosi precoce di patologie ben più gravi che possono così essere prontamente curate.

Alessandro Oppo*

 

*Alessandro Oppo, andrologo e endocrinologo del Policlinico Universitario di Monserrato, coordinatore regionale della Società Italiana di Andrologia Medica e Medicina della Sessualità, Siams

 

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