I pediatri: "Contro la meningite meningococcica di tipo B l’unica difesa è il vaccino"
  • Mer, 25/06/2014 - 14:17

Ruggiero Piazzolla

Pediatra di famiglia, presidente Fimp - Federazione Italiana Medici Pediatri, Regione Puglia

 

Meningite meningococcica di tipo B: l’unica difesa è il vaccino

 

Cos’è la meningite meningococcica? Come possiamo riconoscere i sintomi?

La malattia meningococcica è una grave infezione causata da un batterio, il meningococco, che una volta entrato in contatto per via aerea con un organismo può dare luogo a due quadri patologici molto gravi: le meningiti, che comportano una gravissima infiammazione delle meningi, le membrane che rivestono il cervello, e le sepsi, che consistono in infezioni generalizzate ai tessuti e agli organi dovute alla penetrazione del meningococco nel torrente sanguigno. Sono 5 i sierotipi rilevanti dal punto di vista clinico e capaci di provocare malattia: per i ceppi A, C, Y e W135 disponiamo da diverso tempo di vaccini, mentre per il ceppo B, il più pericoloso e letale, il vaccino è arrivato da pochi mesi. I sintomi della meningite sono purtroppo aspecifici e possono essere confusi all’inizio con quelli di un’influenza: febbre alta tra i 39°C e i 40°C, accompagnata poi da convulsioni, fino al coma.

 

Quali conseguenze può avere un’infezione da meningococco?

La conseguenza più grave, soprattutto tra i bambini colpiti entro il primo anno di vita, è la morte improvvisa (malattia meningococcica fulminante) entro le 24 ore dalla comparsa dei sintomi, mentre l’11-19% dei pazienti che sopravvivono può andare incontro a gravi complicanze e invalidità permanenti come amputazione degli arti, sordità, ritardo mentale, paralisi e ictus. Quando la meningite insorge dopo l’anno di età, resta una malattia infettiva importante ma ci sono maggiori possibilità di superarla con un trattamento a base di antibiotici (cefalosporine per via endovenosa).

 

La meningite può essere prevenuta? Quali sono gli strumenti oggi a disposizione per proteggersi dall’infezione?

La malattia meningococcica è un’infezione molto grave e imprevedibile che si trasmette per via aerea. Il solo strumento che abbiamo a disposizione per prevenirla è la vaccinazione. Attualmente la copertura vaccinale per i quattro sierotipi A, C, Y e W135 è piuttosto elevata e assicura una sufficiente immunità di gregge che limita la circolazione del batterio. Per il meningococco B il programma vaccinale partirà a breve: la Puglia è la prima regione italiana, con la Basilicata, ad inserire nel Calendario vaccinale regionale il nuovo vaccino.

 

Che importanza ha l’inserimento del vaccino contro la meningite B nel Calendario vaccinale della Puglia, dal punto di vista professionale, ma anche umano, visto che il suo lavoro la mette a contatto quotidianamente con i bambini?

Circa un mese fa abbiamo ospitato in un convegno la professoressa Chiara Azzari, ordinario di Pediatria che lavora al Meyer di Firenze, autorità internazionale nel campo della meningite. La professoressa ci ha mostrato alcune fotografie di piccoli pazienti che avevano subito l’amputazione degli arti. Lo shock è stato enorme. Ogni pediatra nutre interesse professionale per i vaccini che riducono drasticamente, e talvolta azzerano, la morbilità per malattie infettive tra i bambini e risparmiano vite, ma la motivazione e il coinvolgimento sotto il profilo umano possono essere ancora maggiori. La scelta della Regione Puglia di non perdere questa importante occasione è encomiabile e si inscrive nel percorso seguito da anni dalla nostra Regione, che rappresenta l’eccellenza sul fronte dei programmi vaccinali rispetto al resto del Paese.

 

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