Focus sulle patologie della pelle: acne e infezioni microbiche
  • Lun, 16/03/2015 - 13:12

Alberto Giannetti

Professore emerito di Dermatologia, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

 

Focus sulle patologie della pelle: acne e infezioni microbiche

 

Cos’è l’acne?

L’acne è una malattia della pelle caratterizzata da un processo infiammatorio delle ghiandole sebacee e dei follicoli piliferi, innescata nella maggior parte dei casi da un batterio, il Propionibacterium acnes responsabile delle reazioni infiammatorie che danno luogo alla microcisti, al brufolo e alle cisti propriamente dette.

 

Quante forme di acne si conoscono?

A seconda del prevalere del tipo di lesione si distinguono l’acne comedonica, l’acne papulo-pustolosa e, infine, l’acne cistica, la più grave. Spesso le forme cliniche coesistono.

 

Come si manifesta ed evolve l’acne?

Le lesioni compaiono soprattutto sul viso, inizialmente al naso e alla fronte, per estendersi al resto delle regioni del viso e al terzo superiore del tronco. L’esordio avviene usualmente in età prepuberale e procede a poussées, per esaurirsi entro i 21-23 anni. I casi gravi persistono anche dopo tale soglia. In generale si registra un miglioramento durante il periodo estivo. Nelle donne si osservano frequentemente dei peggioramenti nella fase premestruale. Non infrequentemente le lesioni infiammatorie/cistiche evolvono in lesioni cicatriziali (acne cicatriziale), talora rilevate, che danno origine alla cosiddetta acne cheloidea.

 

Quali sono le cause?

La proliferazione eccessiva di un normale ospite microbico della ghiandola sebacea (Propionibacterium acnes) induce un’aumentata produzione di enzimi e molecole infiammatorie che agiscono sulle strutture epiteliali della ghiandola. S’innesca così una anomala cheratinizzazione con progressiva ostruzione del dotto escretore e ritenzione del sebo prodotto in eccesso per azione degli ormoni androgeni e una particolare sensibilità dei loro recettori (seborrea). Si forma, in tal modo, la microcisti sebacea o comedone, a cui può seguire la rottura della capsula e l’infiammazione del tessuto perighiandolare che porta alla formazione di una papula/cisti. La lesione attiva guarisce senza lasciare segni oppure produce un esito cicatriziale.

 

Quanto è diffusa l’acne?

Si tratta certamente del più frequente “disturbo” dermatologico dell’età puberale e postpuberale: fino al 90% dei giovanissimi ne è affetto in qualche forma.

 

Ci sono categorie più esposte all’insorgenza di questa importante malattia della pelle?

La familiarità per acne “grave”, la presenza di alcune malattie endocrine (ovaio policistico, ad esempio) con ipersecrezioni di ormoni androgeni, l’assunzione prolungata di ormoni (es. cortisone), sono fattori favorenti la comparsa e l’evoluzione protratta della malattia acneica. Fino ad oggi l’acne è stata considerata una patologia di minore importanza; tuttavia, diversi studi clinici dimostrano che essa può avere un notevole impatto sulla vita sociale e psicologica di chi ne è affetto, specialmente quando si tratta di soggetti molto giovani.

 

A tale proposito quanto sono importanti allora la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni terapeutiche in grado di contrastarla efficacemente?

Gli indici di Qualità della Vita nei pazienti affetti da acne, non necessariamente da quella grave, dimostrano un’importante sofferenza personale e sociale, talora anche la comparsa di turbe psichiatriche. Lo sviluppo delle conoscenze sulla fisiopatologia dell’acne, in particolare dei meccanismi molecolari alla base dell’infiammazione acneica sta suggerendo nuovi approcci terapeutici per la malattia. Uno di questi filoni è quello dei derivati della vitamina A acida che agiscono colpendo l’acne a livello molecolare con un’azione che da un lato normalizza la cheratinizzazione, dall’altro svolge attività antinfiammatoria.

 

Quali sono le più importanti infezioni microbiche della pelle e come si manifestano?

Le infezioni cutanee possono essere di natura batterica, micotica e virale. A seconda della profondità delle lesioni e delle strutture colpite (annessiali e non annessiali) si realizzano nelle infezioni batteriche quadri clinici differenti: dalla impetigine alla follicolite, alla idrosadenite e alle dermo-ipodermiti, alle infezioni delle regione periungueale e delle unghie. Le infezioni micotiche più frequenti sono quelle da Candida e da dermatofiti (tigne). Mentre le forme virali più frequenti sono le verruche (cutanee e genitali) e il mollusco contagioso. Le manifestazioni sono diverse a seconda della sede colpita e della forma infettiva: si va dalle vescicole con macchie rosse periferiche alle pustole, dai noduli infiammatori fino alle placche infiammate.

 

Quali sono le cause principali?

Molti microrganismi convivono come commensali sulla pelle, ma in certe particolari condizioni possono diventare aggressivi e patogeni. Lo Staphylococcus aureus, ad esempio, è responsabile della maggior parte delle infezioni cutanee.

La diminuzione delle difese immunitarie cutanee e generali, la scarsa igiene e certe malattie possono rappresentare il primum movens di un’infezione cutanea.

 

Quanto sono diffuse le infezioni cutanee nella popolazione generale?

Alcune sono molto diffuse in età pediatrica, ad esempio l’impetigine; altre in quella giovanile, ad esempio le follicoliti; e altre ancora in età adulta-geriatrica, come le celluliti.

 

Ci sono soggetti più a rischio o condizioni che possono favorirle?

I soggetti con difetti immunitari congeniti o acquisiti sistemici, legati ad infezioni croniche o a sindromi dismetaboliche come il diabete, o cutanei come le alterazioni della barriera cutanea.

 

 

Scheda Acne

L’acne è una malattia della pelle a evoluzione benigna caratterizzata da un processo infiammatorio del follicolo pilifero e della ghiandola sebacea annessa, chiamato brufolo, o foruncolo.
L’acne è conosciuta fin dall’antichità, tanto che si ritrovano scritti che la riguardano del medico greco Aezio di Amida.
Le caratteristiche dell’acne sono tre: untuosità della pelle, o seborrea; comedone, detto volgarmente “punto nero”; foruncolo infiammato (papula) o pieno di pus (pustola).

Tipi di acne e gravità
A seconda del prevalere di un tipo di lesione rispetto a un’altra, si distingue: l’acne comedonica, l’acne papulo-pustolosa e l’acne cistica, che è la forma più grave. Nell’evoluzione della malattia queste condizioni patologiche spesso coesistono. L’acne può essere distinta in lieve, con meno di 20 comedoni, moderata con 20-100 comedoni, e grave con più di 100 comedoni.

Aree cutanee colpite
All’inizio del processo infiammatorio sono colpiti parte del viso, il naso e la fronte; man mano che le lesioni evolvono si estendono al resto del volto e alla parte superiore del tronco.

Età, epidemiologia ed evoluzione
L’acne preferisce l’età prepuberale (12-14 anni) e prosegue a ondate fino ad esaurirsi attorno ai 21-23 anni sebbene in alcuni casi possa proseguire ancora. Il sesso maschile è più colpito, anche se la malattia è in aumento anche tra le femmine.
L’acne non è ereditaria, tuttavia taluni fattori genetici e ambientali sono predisponenti. L’acne migliora con il sole e nel periodo estivo. Le lesioni peggiorano nelle donne in fase pre-mestruale. Le lesioni infiammatorie cistiche evolvono in lesioni cicatriziali, talora rilevate, che danno luogo all’acne cheloidea.
Si può affermare che l’acne colpisca in maniera più o meno grave il 90% dei ragazzini e i più esposti sono gli individui con familiarità per acne grave, quelli affetti da malattie endocrine o con ipersecrezione di androgeni o con prolungata assunzione di ormoni (cortisone).

Processo infiammatorio acneico
Sono varie le cause dell’infiammazione che comportano un’alterazione della cheratinizzazione. Nella maggior parte dei casi solo una parte della ghiandola sebacea va incontro a cheratinizzazione ma, a seguito di cambiamenti ormonali, avviene una modificazione della parte infundibolare della ghiandola che provoca dapprima ostruzione del follicolo e poi formazione del punto nero. Il Propionibacterium Acneis, ospite microbico abituale della cute, comincia a proliferare eccessivamente in queste condizioni per carenza di ossigeno, la conseguenza è un aumento di enzimi e di molecole infiammatorie che agiscono sulle strutture epiteliali della ghiandola sebacea. Si innesca, così, una anomala cheratinizzazione che porta alla progressiva ostruzione del dotto escretore ghiandolare e alla ritenzione del sebo prodotto in eccesso per azione degli ormoni androgeni; inoltre, si instaura una particolare sensibilità dei recettori per gli androgeni che determina la seborrea. A questo punto si forma la microcisti sebacea, o comedone, cui può seguire la rottura della capsula follicolare che disperde nel derma il suo contenuto causando l’infiammazione dei tessuti perighiandolari, processo che porta alla formazione di papule, pustole e cisti.
Lo stimolo alla reazione infiammatoria è rappresentato dagli androgeni che si legano ai cheratinociti sulla cui membrana sono presenti i recettori specifici di questi ormoni. È probabile che il meccanismo scatenante l’acne sia legato più alla biodisponibilità di androgeni a livello dei tessuti periferici piuttosto che all’aumentata concentrazione degli stessi nel sangue.

Acne e dieta
Molti studi recenti hanno evidenziato un legame tra acne e alimentazione. In particolare tra gravità dell’acne e l’assunzione di latte di mucca, derivati e alimenti ad alto carico glicemico. Il latte contiene steroidi anabolici che potrebbero avere un effetto nella stimolazione della ghiandola sebacea; inoltre, l’elevato consumo di carboidrati iperglicemizzanti ad azione insulino-tropica determinano una stimolazione del segnale mediato dall’insulina e dal fattore di crescita insulino-simile che sembra correlare con il tasso di prevalenza di acne.

Comedone
Il follicolo si dilata e presenta al suo interno gocce di grasso, lo strato corneo si indurisce e diventa aderente tanto che le cellule ostruiscono lo sbocco (infundibolo) del follicolo stesso, mentre la ghiandola sebacea continua a produrre sebo che non può più fuoriuscire. A questo punto i germi presenti di norma sulla cute, privati di ossigeno si sviluppano rapidamente e scindono i trigliceridi in acidi grassi creando le condizioni per l’infiammazione. Si distingue: un comedone “aperto”, contenente cellule corneificate, sebo, flora batterica e acari, di colore nero a causa dell’ossidazione dei grassi contenuti nel sebo a contatto con l’aria; un comedone “chiuso” di colorito biancastro.

Seborrea
Essa non sempre è associata ad acne, tuttavia quando c’è acne è presente anche la seborrea. Responsabili dell’eccessiva produzione di sebo e dell’untuosità sono gli ormoni androgeni, in particolare il diidrotestosterone che si lega ai recettori per gli androgeni presenti nella ghiandola sebacea. Quando i follicoli sono bloccati dai comedoni si possono rompere e liberare il loro contenuto nel derma creando la premessa per l’infiammazione.

Cicatrici
Gli esiti cicatriziali sono purtroppo una complicanza dell’acne piuttosto diffusa. Si distinguono a seconda della forma, dell’estensione e della profondità vari tipi di cicatrici: icepick, boxcar e rolling scar che possono essere trattate con diverse tecniche che vanno dal laser alla dermoabrasione.

Qualità di vita del paziente acneico
Diversi studi dimostrano che quanto più l’acne è severa tanto peggiore è la qualità di vita del paziente. Dal momento che la patologia colpisce in prevalenza soggetti molto giovani il suo ruolo sulla sfera psicologica è determinante. È noto che l’impatto emotivo e socio-relazionale dell’acne può compromettere la quotidianità dei pazienti e lo stress che ne deriva non solo peggiora l’acne, ma induce isolamento sociale.
Una recente indagine ha evidenziato che l’acne provoca nel 57% dei pazienti un forte disagio, più accentuato tra le ragazze (66%). A risentire psicologicamente di questa malattia sono soprattutto i giovani sotto i 20 anni di età. Nel 47% dei giovani con acne, la malattia si ripercuote negativamente sulla propria autostima e in un caso su due limita drammaticamente la vita sociale, il contatto con altri ragazzi, gli affetti e persino la scolarità. L’impatto estetico delle lesioni acneiche è determinante: nel 56% dei casi le cicatrici sono fonte di grande preoccupazione e quasi un ragazzo su due non ama la propria immagine e vorrebbe un aspetto migliore. I trattamenti che bisogna affrontare non rappresentano un problema, anzi per il 56% dei pazienti dedicarsi alla pulizia della pelle non è un problema e il 67% di loro ha fiducia nelle cure. Resta però una forte discordanza tra medici e pazienti circa la percezione della gravità dell’acne a dimostrazione di quanta sofferenza e insoddisfazione produce questa patologia nei giovani pazienti.

Trattamenti
L’acne una volta era considerata una malattia di poco conto, in realtà molti studi hanno evidenziato come questa patologia possa avere importanti conseguenze e ripercussioni sulla qualità di vita del paziente e un impatto rilevante sulla sfera relazionale e psicologica. Lo studio sempre più approfondito dei meccanismi molecolari alla base del processo infiammatorio dell’acne, ha condotto alla scoperta di nuovi trattamenti.
Nei prossimi anni ci saranno sicuramente approcci terapeutici innovativi anche nei confronti di una patologia antica e ben conosciuta, come l’acne.

 

 

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