E' polemica sui piccoli ospedali in Sardegna
  • Mar, 10/12/2013 - 16:00

E' guerra aperta tra l’assessore regionale della Sanità Simona De Francisci e Davide Paderi, esponente Cisl-Funzione pubblica. Una battaglia a colpi di comunicati stampa e repliche infuocate sullo stato di salute del settore nell'Isola e in modo particolare sulla questione della "chiusura dei piccoli ospedali". “Non solo non saranno chiusi gli ospedali in Sardegna, né piccoli né grandi, ma al sindacalista Paderi ricordo che la Giunta Cappellacci e l’assessorato della Sanità, solo nel 2013, hanno inaugurato nuovi reparti, avviato la riqualificazione e l’accreditamento di diverse strutture sanitarie in tutta l’Isola. Quanto sentenzia Paderi è profondamente inesatto e colpevolmente omissivo della realtà, anche perché dovrebbe sapere che con la legge regionale 21/2012 sulla rete ospedaliera è stato messo nero su bianco che nessun presidio ospedaliero verrà dismesso”. Così afferma l’assessore regionale della Sanità Simona De Francisci replicando alle accuse di Davide Paderi esponente Cisl-Funzione pubblica, basate, secondo l’esponente di Forza Italia, su un articolo pubblicato sul quotidiano La Stampa i giorni scorsi.

“Paderi rilancia allarmi ingiustificati”, ribadisce la De Francisci , “peraltro facendo un copia-incolla colpevolmente monco, considerato che nell’articolo de La Stampa pubblicato ieri e al quale fa riferimento, intanto si parla di “rischio”, poi nella seconda frase è scritto chiaramente che un’eventuale chiusura dei 175 presidi in Italia è condizionata dal raggiungimento dell’accordo tra Regioni e Governo sul nuovo Patto per la salute. Senza contare che quella lista risale al provvedimento sulla spending review intentato a giugno 2012 dal Governo Monti e dal suo ministro Balduzzi: parliamo dunque di una notizia di un anno e mezzo fa rispolverata solo perché è in corso di discussione il nuovo Patto per la salute”. “Anche perché – prosegue l’assessore - in Sardegna abbiamo un ulteriore elemento sul quale Paderi ha preferito glissare: il pronunciamento del Consiglio regionale con l’approvazione della legge 21/2012, nella quale è scritto chiaramente che la Regione ha l’ultima parola sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, tenuto conto dei dati demografici e socio-economici della Sardegna, delle caratteristiche delle infrastrutture e della rete viaria, e con il primario obiettivo di assicurare livelli minimi di assistenza in tutto il territorio regionale. E al comma 4, è specificato che i criteri sulla riorganizzazione dei posti letto non si applicano agli ospedali di Ozieri, Bosa, Alghero, Tempio, Ghilarza, Sorgono, Isili, Muravera, La Maddalena”.

Nessun posto letto verrà cancellato ma messo in stand by e se necessario sarà riattivato, precisa De Francisci. “ Questo per evitare costi inutili e non più sostenibili”, chiarisce l’assessore, “tenuto conto che nell’Isola esistono realtà che hanno un tasso di occupazione di appena il 17%, ovvero il posto letto è utilizzato solo 62 giorni all’anno”. L’assessore alla Sanità ricorda al sindacalista Paderi i successi ottenuti quest’ ultimo anno: “L’assessorato ha autorizzato o accreditato numerose strutture o reparti: dalla Cardiologia del San Francesco di Nuoro all’ala sud del Santissima Annunziata di Sassari, dal blocco Q del Policlinico di Monserrato al Pronto soccorso, Rianimazione, blocco operatorio del San Martino di Oristano”. E riguardo agli ospedali cagliaritani Microcitemico e Binaghi, l’assessore specifica che “ogni timore di eventuali chiusure è infondato e smentito dai fatti: il Binaghi continua ad arricchire i propri servizi (l’ultimo in ordine di tempo è la Banca del sangue cordonale), mentre al Microcitemico, una delle nostre strutture di alta specializzazione, i lavori sono in corso per farlo diventare a brevissimo l’ospedale pediatrico regionale”. Paderi non solo si è mai pronunciato sulla riqualificazione delle strutture ospedaliere operata dalla Giunta Cappellaci, dichiara l’assessore, ma non ha mai fatto una proposta concreta, limitandosi a sterili polemiche. Infine, “Riguardo al dialogo, informo Paderi che il confronto con i sindacati confederali è aperto e non si è mai interrotto: l'ultimo incontro già fissato è stato spostato su loro richiesta”, conclude De Francisci.

Ma secondo la Cisl, in una nota di oggi in replica a De Francisci, sono a rischio i servizi nel territorio e occorre dunque parlarne e trovare delle soluzioni. "Serve un confronto ungente e non rinviabile: tutto qui", osserva Davide Paderi sottolineando che "annunciare che non ci saranno tagli ma che saranno riconvertiti gli ospedali o altro, significa dare ragione alla Cisl e per queste ragioni non bisogna perdere altro tempo". Il sindacalista afferma inoltre che le proposte della Cisl Fp "sono note e sono tutte sul tavolo dell'assessore, come le richieste d'incontro urgente mandate e a cui non e' seguito nulla". Paderi conclude dichiarando che "questi sono i fatti" mentre "il resto conta poco visto il clima di rassicurazioni ripetute ma che lasciano dubbi".

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