Donazioni midollo, Isola al top
  • Mer, 18/12/2013 - 14:24

Batte forte il cuore della Sardegna solidale. Batte nel petto di Rachele e Fabio, 21 e 26 anni, giovani donatori di cellule staminali. Facce pulite e parole semplici, Rachele e Fabio sono due dei 170 volontari sardi che dal 1992 a oggi hanno donato il midollo osseo, a favore di pazienti sardi, della Penisola o degli altri sparsi intorno al mondo. Un piccolo grande gesto che "li ha resi felici" ed è andato a riaccendere una speranza tra le persone affette da malattie ematologiche neoplastiche, leucemie o linfomi, e non neoplastiche, come la talassemia o l'anemia aplastica, per le quali la donazione di midollo osseo rappresenta una valida possibilità di trattamento e guarigione. Sono 83 le donazioni rimaste entro i confini dell'Isola, 49 quelle a favore di pazienti di altre regioni italiane, 30 in Europa, 8 tra Stati Uniti, Canada e Australia. I dati sono stati resi noti oggi a Cagliari nel corso di una conferenza all'assessorato regionale. "La Sardegna è campione di solidarietà", afferma l'assessore regionale alla Sanità Simona De Francisci che si commuove presentando i due giovani donatori. E Carlo Carcassi, responsabile del Centro trapianti regionale che ha sede insieme al Registro sardo dei Donatori di midollo osseo all'ospedale Binaghi di Cagliari, conferma il primato di solidarietà dell'Isola. "Secondo il Rapporto di attività del Registro nazionale dei donatori di midollo osseo, anche nel 2012 la nostra Isola è risultata al primo posto in Italia per numero di donatori iscritti in rapporto alla popolazione residente. Su una popolazione di circa un milione 650mila abitanti, in Sardegna gli iscritti sono oltre 21mila, con un indice di 23,52 donatori ogni mille abitanti di età compresa tra i 18 e i 55 anni". Numeri da primato per i quali Carcassi non ha mancato di ringraziare l'assessorato, "che ha sempre mantenuto e finanziato il registro, sono soldi spesi bene". Il finanziamento è costato 250mila euro. "Somma che poco incide su un bilancio regionale pari a 3 miliardi di euro, una inezia rispetto alla portata straordinaria dell'operazione".

Nella classifica nazionale dei potenziali donatori dopo la Sardegna ci sono Veneto (con un indice di 20,53 ogni mille abitanti), Emilia Romagna (18,11), la Provincia autonoma di Bolzano (17,50), e la Provincia autonoma di Trento (17,02). Per potenziali donatori di cellule staminali midollari si intendono le persone iscritte nel registro regionale, e automaticamente in quello nazionale, in buona salute che non  hanno superato i 55 anni. Le cellule da trapiantare devono ovviamente essere compatibili col ricevente, per questo motivo sono nati circa 20 anni fa i Registri dei donatori di midollo osseo che attulamente contano più di 22milioni di donatori in tutto il mondo e circa 340mila in Italia. "Sono passati tanti anni dal 1987 quando è nato il Registro sardo", spiega Licinio Contu, il prof pioniere dei trapianti in Sardegna, ora presidente dell'Associazione donatori di midollo osseo, Admo Sardegna, "ma per riuscire a mantenere il primato dobbiamo continuare a investire in tecnologie. Con 150-180mila euro si può acquistare un macchinario che permette di fare 40mila tipizzazioni in un mese, abbassando i costi a 30 euro per ognuna. Spero le istituzioni si impegnino per questo, perché in questo modo la Sardegna potrebbe diventare la struttura di riferimento del centro-sud".

I centri trapianto di midollo osseo (più correttamente di cellule staminali emopoietiche) quando hanno un paziente che non possiede un donatore in famiglia attivano una richiesta di donatore sul Registro nazionale e sui Registri esteri. Tutto questo costa e incide sulle ricerche attivate in Italia o all'estero. Le Regioni che hanno un registro donatori scarso sono obbligate a attivare le ricerche di donatore all'estero e questo costa (si veda la Lombardia che ha l'89% delle ricerche all'estero e che ha un saldo negativo di oltre 2 milioni di euro).

In Sardegna si trova la percentuale più bassa di ricerche all'estero (55%) in quanto reperisce i donatori nelle ricerche nazionali e prevalentemente nei sardi con un saldo economico positivo (unica regione insieme al Veneto).
Con la delibera di Giunta approvata lo scorso ottobre, infine, la Regione Sardegna ha recepito integralmente l’accordo della Conferenza Stato-Regioni per la “Definizione dei poli di funzionamento del Registro nazionale Italiano Donatori di Midollo Osseo, sportello unico per la ricerca e reperimento di cellule staminali emopoietiche da donatore non consanguineo”.

In particolare, il Centro regionale si avvale di diverse strutture funzionali di supporto sparse in tutta l’Isola, da Cagliari a Sassari, da Nuoro a Oristano fino a Olbia.

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