Donazione sangue del cordone ombelicale: in due anni la Banca ha raccolto mille unità
  • Mer, 19/02/2014 - 10:17

Oltre mille unità di sangue cordonale raccolte in due anni nei quattordici punti nascita presenti in tutta la Sardegna. Sono i numeri della Banca del sangue cordonale di Cagliari, unità operativa trasfusionale gestita dall'Azienda Ospedaliera G. Brotzu con sede al piano terra dell'ospedale Binaghi. "Siamo giovani, siamo entrati nel network delle banche italiane solo da 24 mesi, gli ultimi in Italia, ma i risultati sono buoni, incoraggianti direi", spiega Marino Argiolas, direttore della struttura. Donare sangue cordonale è un'opportunità che si cerca di cogliere per recuperare le cellule staminali del sangue placentare e metterle a disposizione di pazienti che hanno bisgno di un trapianto. "Attualmente sono un centinaio le malattie che possono usufruire di questa terapia: quelle del sangue, come le leucemie, quelle genetiche, come la talassemia, quelle immunologiche". Le cellule staminali sono cellule non ancora specializzate, capaci di specializzarsi e diventare molti altri tipi di cellule. Le cellule staminali del cordone ombelicale sono molto simili a quelle del midollo osseo. Entrambe sono dette emopoietiche, in quanto sono in grado di rigenerare le cellule del sangue periferico.

"In due anni abbiamo raccolto oltre mille unità di sangue cordonale, che chiaramente non vuol dire che siano state bancate tutte, bisogna prima verificare che il numero di cellule staminali presenti nell'unità sia sufficiente a garantire un trapianto", precisa Argiolas. Lo standard richiesto dai protocolli del network italiano di banche del sangue cordonale è molto elevato. "Noi valutiamo l'idoneità delle coppie che vogliono donare per l'area di Cagliari, fissiamo gli appuntamenti, solitamente al mattino, ma c'è la massima disponibilità ed elasticità a ricevere le coppie anche ad altri orari dove siano impossibilitati a venire prima delle 14, e si viene su appuntamento, niente attesa, le necessità delle mamme col pancione prima di tutto". Le unità che non vengono bancate sono ugualmente utili perchè concorrono a incrementare la qualità dell'istituto o possono essere utilizzate nell'ambito di studi dell'Istituto superiore di sanità. "La donazione non è mai sprecata", ribadisce il direttore della Banca del sangue cordonale di Cagliari. La rete dei quattordici punti nascita coinvolge diverse centinaia di professionisti della sanità, ostetriche, ginecologi, medici dei centri trasfusionali, pediatri, biologi e tecnici di laboratorio.

L'iter da seguire. Una coppia in attesa di un bambino che vuole donare le cellule staminali del sangue cordonale può farlo se entrambi i genitori sono in buona salute, la gravidanza non deve aver avuto complicazioni e dopo una consulenza con i referenti presenti nella struttura o nei punti nascita per valutare l'idoneità alla donazione. La donazione non comporta alcun rischio né per la madre né per il neonato. Il sangue viene raccolto dopo la recisione del cordone ombelicale. Le sacche vengono poi analizzate, classificate e conservate nella Banca del Sangue Cordonale.

Non tutte le donazioni vanno a buon fine perchè ci sono diversi step, diverse valutazioni che vanno fatte, dalla prima visita di consulenza fino al momento del parto in cui avviene la donazione vera e propria. "E' chiaro che le esigenze di tutela della donna e del bambino che sta nascendo vengono prima di tutto, se c'è una situazione d'emergenza al momento del parto, gli operatori si focalizzano su quello".

In Italia la donazione autologa è vietata. Al momento, non esistono evidenze scientifiche riguardo a un suo impiego a scopo personale al di fuori dei casi previsti dalla normativa di riferimento. Il decreto ministeriale del 18 novembre 2009 regolamenta alcuni casi specifici per i quali è possibile donare il sangue del cordone ombelicale a scopo “dedicato”: quando il nascituro o un suo consanguineo presenta, o al momento del parto o in epoca pregressa, una patologia per la quale il trapianto di cellule staminali emopoietiche è clinicamente valido; quando nella famiglia c’è il rischio di una malattia geneticamente trasmissibile a futuri figli per la quale il trapianto è una pratica scientificamente appropriata. Oltre a queste due possibilità, il decreto ha regolamentato anche la donazione ad uso dedicato per patologie che, al momento, non sono ricomprese nell’elenco delle malattie trattabili con il trapianto di cellule staminali cordonali, ma per le quali sussistono comprovate evidenze scientifiche di un loro impiego nell’ambito di sperimentazioni cliniche regolamentate. "In Sardegna, ad esempio, una coppia in cui entrambi i genitori siano portatori di anemia mediterranea, può decidere di conservare le cellule per loro stessi o per qualche fratellino", puntualizza Argiolas.

La donazione avviene in strutture pubbliche ed è gratuita. L'esportazione nelle banche private non è vietata, costa dai 2mila euro in su. Ma Argiolas su un punto è irremovibile: "Molte mamme pensano che conservando il sangue del cordone del proprio figlio nelle banche estere possano utilizzarlo in caso di necessità, ma la realtà è un'altra: il vero modo per garantire l'utilizzo in futuro è la donazione solidaristica. Se un bambino dovesse sviluppare una leucemia in età pediatrica non si possono utilizzare le sue cellule e lo stesso nel caso di malattie genetiche".

La procedura di sicurezza. Le unità vengono raccolte nei punti nascita, inviate al Binaghi entro 48 ore dalla raccolta, sottoposte immediatamente a test di validazione e conservate a meno 180 gradi in azoto liquido. Durano attualmente fino a venti anni. Vengono poi tenute in quarantena per dodici mesi, trascorsi i quali vengono inserite in un circuito internazionale, di modo che se in qualunque Paese del mondo c'è un paziente compatibile possono essere messe a disposizione. "Da quando c'è la Banca del sangue cordonale il numero di donazioni per il privato si è decisamente ridotto. In Italia nel network ci sono circa 35mila unità bancate. Se si dovesse riuscire a raddoppiare si potrebbe coprire il fabbisogno trapiantologico dell'80 per cento di pazienti in età pediatrica".

Francesca Cardia

 

Banca del Sangue Cordonale
Piano terra del P.O. Binaghi ASL n. 8
via Is Guadazzonis n.2
09126 Cagliari
Contatti
tel. 070 6092985070 6092985 fax 070 6092986 dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 14
e-mail: bancasanguecordonale.ca@aob.it

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