Disturbi condotta bimbi, fondi Ue
  • Gio, 09/01/2014 - 17:07

Disturbi di condotta, aggressività, comportamento antisociale nell’età evolutiva, terapie e assistenza ai minori con gravi patologie neuropsichiatriche. Obiettivo puntato sugli studi di  neuropsichiatria infantile con Matrics, il progretto di ricerca transnazionale che vede in prima fila l'Università di Cagliari col professor Alessandro Zuddas. La Commissione Europea, sul finire del 2013, ha approvato un finanziamento di quattro milioni e mezzo di euro per il progetto di ricerca transazionale Matrics (Multidisciplinary Approaches to Translational Research In Conduct Syndromes). Il quarto progetto del 7° Programma Quadro (FP7) - insieme a Pers (Paediatric European Risperidone Studies), Stop (Suicidality: Treatment Occurring in Paediatrics) e Adduce (Attention Deficit Hyperactivity Disorder Drugs Use Chronic Effects) - vede in prima fila l’ateneo di Cagliari. Alessandro Zuddas, professore associato di Neuropsichiatria infantile del dipartimento Scienze biomediche, direttore clinica Neuropsichiatria infantile Azienda ospedaliero-universitaria Cagliari) coordina una serie di specifici sotto-progetti (work packages).

 
“DISTURBO DI CONDOTTA”, TEAM EUROPEO. Il progetto Matrics, coordinato da Jeffrey Glennon (Donders Institute, Radboud University Medical Centre, Paesi Bassi), affida a Zuddas il coordinamento del sotto-progetto sulla definizione di specifici aspetti neuropsicologici sensibili a terapie farmacologiche innovative. Le attività di ricerca si aprono nel prossimo mese di marzo e sono tese a rafforzare gli studi dei ricercatori europei sul Disturbo di condotta. Gli studiosi interagiscono con i progetti Imagen (coordinato dal professor Gunter Schumann nell’ambito di FP6), Pers e Aggressotype (coordinati dai professori Jan Buitelaar e Barbara Franke (FP7).
 
MINORI E PATOLOGIE NEUROPSICHIATRICHE. “Con la combinazione di studi neuropsicologici, neuro-immagini, genetici e su modelli animali, Matrics è finalizzato a ridefinire i fattori neuronali, genetici e molecolari coinvolti nella patogenesi dell’aggressività e del comportamento antisociale nel Disturbo di Condotta, nel tentativo – spiega il professor Zuddas - di definire nuove strategie terapeutiche; in particolare saranno studiati i meccanismi con cui l’assenza di sensibilità emotiva di fronte alla sofferenza degli altri (i cosiddetti tratti calloso-anemozionali) modula lo sviluppo, ed il perdurare nel tempo, dei disturbi del comportamento in età evolutiva”. Il docente ha un auspicio: “Confido che le attività di ricerca possano incrementarsi anche grazie al prossimo trasferimento della Clinica all’ospedale Microcitemico-Pediatrico regionale. Il tutto si traduce anche in ulteriore miglioramento degli standard dell’assistenza ai minori con gravi patologie neuropsichiatriche”.

 

Patologie correlate: 
Dimensione: 
Politica sanitaria: 

Contenuti correlati