Diritto alla salute 2.0, accessibilità, qualità, universalità: il dibattito al Ghetto

Prevenzione, accesso alle cure, qualità dell'assistenza, ricerca, sostenibilità. UniCa2.0 con l'incontro del 7 luglio vuole avviare una fase di elaborazione dal basso, trasversale, aperta a tutti, di una nuova politica sanitaria sarda e nazionale. Un incontro che ha riunito intorno allo steso tavolo Luigi Arru, assessore regionale alla Sanità; Rita Pilloni, Risk Manager della Regione Sardegna, responsabile del progetto “Accademia del cittadino”, Gabriele Finco, presidente Facoltà di Medicina e Massimo Zedda, sindaco di Cagliari.  Arru ha raccontato come sta cambiando il modo di offrire ed intendere l'assistenza in un periodo storico molto difficile per chi si occupa di sanità, ponendo il tema della centralità del cittadino e della società nella politica sanitaria. La Riforma della rete sopedaliera, territoriale e del sistema di emergenza urgenza, con i riflettori puntati sempre sulla prevenzione che sarà la vera sfida per le società. Rita Pilloni ha presentato Tramas, la rete sarda dei cittadini per la salute, il progetto che la regione sta portando avanti per formare cittadini consapevoli che possano dare il loro reale contributo nelle politiche sanitarie, sociali e nella valutazione della qualità delle cure. Finco ha parlato del ruolo della formazione nelle sfide della medicina del futuro e in modo particolare sulla formazione che metta davvero al centro il paziente, puntando sullo sviluppo delle capacità comunicative ed empatiche degli operatori sanitari. Massimo Zedda ha dato una visione di progettualità coerente ed articolata del rapporto tra città, cittadini e salute tramite modo di vivere la città, prevenzione e qualità della vita.

“Il sistema sanitario nazionale viene sempre più smantellato, sotto tagli e restrizioni sempre più ingenti e che pongono come ultima priorità la salute dei cittadini. La nostra Costituzione nell'articolo 32 dice che la salute è interesse dell'individuo e della collettività, e che la Repubblica offre cure gratuite agli indigenti”, spiega Giuseppe Esposito di Unica 2,0 che ha moderato il dibattito sul diritto alla Salute. “Ciò a cui assistiamo oggi, come studenti universitari e giovani medici, è un'applicazione distorta di quanto i padri costituenti avevano immaginato. Oggi almeno il 6,2% della popolazione italiana rinuncia a curarsi per i costi troppo elevati delle cure mediche, ed il 10,1% per lo stesso motivo rinuncia alle cure odontoiatriche (dati eurostat). Analizzando come questa quota di italiani si comporta in base al reddito, notiamo una preoccupante forbice, che si allarga sempre più. Quasi il 15% dei bisogni di salute della popolazione a basso reddito rimane insoddisfatto, contro il 3% dei cittadini con alto reddito. Riteniamo che la politica, in tutte le sue declinazioni, debba aprire una grossa fase di riflessione sul modello di vita e di salute che si vuole per il Paese ed i cittadini”, ha concluso Esposito. “Si deve abbandonare la concezione di salute e sanità che mettono i bilanci e i conti come unica priorità ed interesse, e creare un sistema socio-sanitario che in varie e nuove articolazioni possa garantire la salute, nella sua più alta concezione possibile (benessere fisico psichico e sociale) a tutta la cittadinanza”.

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