Diritto alla salute 2.0, accessibilità, qualità, universalità: dibattito al Ghetto
  • Ven, 01/07/2016 - 17:56

Nella società in continua evoluzione anche i modelli assistenziali si devono adeguare ai repentini cambiamenti della domanda di salute. L'offerta si diversifica mentre i fondi dedicati alla sanità pubblica nelle casse di governo e Regioni sono sempre più risicati. Per capire come la politica e la società, coordinandosi tra i loro vari livelli, possano dare una risposta e una soluzione alle nuove sfide della sanità pubblica, e cogliere al meglio le nuove opportunità che la biomedicina e lo sviluppo tecnologico offrono, UniCa2.0 organizza il dibattito "Diritto alla salute 2.0: accessibilità, qualità, universalità" che chiama a raccolta di diversi attori dello scenario regionale. L'appuntamento è fissato per giovedì 7 luglio alle 18 al Ghetto degli Ebrei di Cagliari. Intorno al tavolo si confronteranno Luigi Arru, assessore regionale alla Sanità; Rita Pilloni, Risk Manager della Regione Sardegna, responsabile del progetto “Accademia del cittadino”, Gabriele Finco, presidente Facoltà di Medicina e Massimo Zedda, sindaco di Cagliari. Tirerà le fila del dibattito Giuseppe Esposito, UniCa2.0.

“In questi anni si sta assistendo ad una e vera propria rivoluzione nel modo di concepire il diritto alla salute e le cure. I cambiamenti epidemiologici in atto, esigono una nuova modalità di intendere ed organizzare l'assistenza ospedaliera e territoriale”, spiega Giuseppe Esposito. “La sempre più facile e veloce modalità di accesso alle informazioni su patologie, diagnosi e terapie da parte di qualsiasi cittadino, creano un rapporto medico-paziente del tutto nuovo. I mutamenti epidemiologici ed una popolazione con un'età media sempre più alta, creano una nuova domanda di salute a cui i governi di tutto il mondo provano a dare una risposta funzionale e sostenibile economicamente. Si fa sempre più strada anche in Italia l'idea di relegare una quota sempre maggiore di assistenza sanitaria ai privati, escludendo di fatto fasce di popolazione dall'accesso alle cure”. Sono tanti gli attori che si muovono nelle scenario socio-sanitario: istituzioni, università, associazioni dei pazienti. “In un momento storico in cui sempre più inchieste dimostrano il lento ma apparentemente inesorabile smantellamento del sistema sanitario nazionale, si fa tuttavia sempre più strada l'esigenza e l'idea di integrare i modelli di assistenza sociale a quello sanitario, in modo che intendano il concetto di salute nella sua più larga concezione possibile: fisica, psichica e sociale”, spiega ancora il rappresentante di UniCa2.0. “In tutto questo, esercitano un ruolo fondamentale l'Università pubblica e la formazione medica tramite la ricerca e la didattica, per fornire agli operatori sanitari gli strumenti idonei per garantire gli standard di cure più alti possibile, nonostante i tagli ministeriali e le controriforme che subisce da anni, e che denunciamo ogni giorno. Un ruolo fondamentale in questo processo di cambiamento indotto da macro fenomeni su scala mondiale, lo esercitano le associazioni dei pazienti, tramite la loro quotidiana attività di informazione, sensibilizzazione, partecipazione”. 

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