Diagnosi precoce del diabete tipo 1 nell'Isola al via la campagna di Diabete Zero Onlus
  • Mar, 20/06/2017 - 09:57

I campanelli d'allarme sono chiari, ma spesso vengono sottovalutati. Perdita di peso, stanchezza eccessiva, aumento anomalo delle urine o sete inconsueta. Sono i segnali del diabete di tipo 1 che si manifesta soprattutto nellʼinfanzia e nellʼadolescenza. La Sardegna, insieme alla Finlandia, ha la più alta incidenza di diabete infantile nella fascia di età 0-15 anni nel mondo.  Rispetto alle altre regioni italiane, l’incidenza è cinque volte più elevata.

La diagnosi precoce del diabete tipo 1 è fondamentale perché prima si interviene e prima si evitano le gravi complicanze della malattia scoperta in ritardo. Su questo si batte da vent'anni l'associazione Diabete Zero Onlus che per tenere alto il livello d'allerta sul tema ha progettato e avviato un’azione informativa multimediale destinata alla popolazione della Sardegna per sensibilizzare bambini, genitori, pediatri e medici di famiglia. 

 

Sguardo fiero, mascherina e mantello per i piccoli testimonial protagonisti di questa chiamata all'azione. Così bambini e bambine vengono trasformati in immaginari supereroi usciti da un fumetto per lanciare il loro messaggio "ai grandi": “Anche i supereroi hanno bisogno d'aiuto” . La campagna di comunicazione, realizzata in collaborazione con Federfarma e con un team di volontari, è finanziata da Diabete Zero e dalla Fondazione di Sardegna e prevede la diffusione di messaggi informativi attraverso la programmazione di inserzioni pubblicitarie sui principali media regionali (quotidiani e periodici on line, affissioni murali e dinamiche, emittenti radiofoniche), dépliant esplicativi, la produzione di gadget e supporti promozionali, attività di social networking. Lo slogan è completato dal messaggio “Diagnosi precoce del Diabete di tipo 1. Si può. Si deve” che chiarisce l’obiettivo della comunicazione.

Il diabete infantile o insulinodipendente è una malattia caratterizzata dall’assoluta mancanza di insulina per la distruzione completa delle beta cellule pancreatiche, che sono deputate alla produzione, distruzione causata da un processo autoimmune.  L’unica terapia attualmente disponibile è la somministrazione di insulina mediante iniezione sottocutanea. Questo processo autoimmune può impiegare mesi o anni prima di determinare la comparsa del diabete. L’esordio del diabete di tipo 1 è spesso acuto (la chetoacidosi diabetica) con un quadro di gravissimo scompenso che può portare al coma. Alla diagnosi, ma spesso anche mesi o anni prima, sono presenti degli autoanticorpi anti-insula pancreatica, che identificano la malattia.

La diagnosi precoce è possibile e semplice, serve maggiore attenzione, fin dai primi sintomi. Pochi, ma ben definiti, i segnali che devono destare allarme: se si nota nel bambino perdita di peso, stanchezza eccessiva, aumento anomalo delle urine o sete inconsueta bisogna contattare subito il pediatra o il medico di famiglia per verificare di cosa si tratta. Basta un semplice stick indolore per fare il test della glicemia. 


Se la malattia non viene diagnosticata in tempo possono esserci conseguenze gravissime. All'esordio del diabete infantile di tipo 1, insulinodipendente, il bambino ha bisogno di essere prima reidratato e poi di essere sottoposto alla terapia insulinica, secondo un protocollo ben preciso che il personale sanitario deve seguire. Il rischio è lo sviluppo della chetoacidosi, complicanza di un diabete di tipo 1 non individuato per tempo, che può portare a edema cerebrale con conseguente rischio di gravi danni al cervello e anche pericolo di morte.

Diagnosi precoce, educazione terapeutica, uno stile di vita corretto e lo sport sono le regole per combattere il diabete tipo 1, quello del bambino, che è una malattia cronica, autoimmune, che se però viene curata nel modo giusto non limita la vita delle persone. 

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