Dessole: Hpv, necessario vaccinare anche i ragazzi
  • Mer, 29/11/2017 - 16:25

Le parole d'ordine sono prevenzione e vaccinazioni, a partire dai giovani, ragazzi e ragazze, quindi un invito ad aderire alle campagne di screening che consentono di raggiungere una più ampia fascia di popolazione. Al centro ci sono alcune malattie a trasmissione sessuale che possono evolvere in tumori. A salire sul banco degli imputati il virus dell'Hpv che può provocare il cancro dell'utero ma anche implicato in altri tipi di tumori come quello della cavità orofaringea, anale, dei genitali esterni ma anche di tumori distanti dalle sedi muco-cutanee.

«Al momento la Sardegna è al primo posto per quanto riguarda l'uso dei contraccettivi orali – afferma Salvatore Dessole, direttore della clinica di Ostetricia e ginecologia dell'Aou di Sassari – ma in generale, per quanto riguarda la prevenzione del carcinoma del collo dell'utero, della mammella, del colon, per gli screening si potrebbe fare di più.

Sono necessari dibattiti più ampi e campagne di informazione nelle scuole – ha detto ancora – ma, sicuramente, è stata una grande conquista l'introduzione della vaccinazione contro l'Hpv nelle ragazze dodicenni».

Una pratica quella della vaccinazione che – sostengono in molti – deve essere diffusa, perché rappresenta il modo migliore per eradicare il tumore al collo dell’utero.

L'infezione da virus Hpv è molto frequente e, se di solito non causa alcuna alterazione e si risolve da sola, in una piccola parte dei casi provoca lesioni al collo dell'utero che, se non curate, possono progredire lentamente verso forme tumorali.

In Sardegna non ci sono studi che indicano l'incidenza ma la situazione tra Nord e Sud dell'isola è simile, mentre cambia la diffusione del genotipo: l’Hpv51 è più presente al settentrione mentre l’Hpv16/18 al meridione della Sardegna.

«Auspichiamo che la Regione Sardegna – afferma Salvatore Dessole – inserisca nei Lea le vaccinazioni gratuite anche per i ragazzi che iniziano la loro attività sessuale con alcuni anni di ritardo rispetto alle ragazze.

«Ma è necessario incoraggiare lo screening con il pap test, anche dopo la vaccinazione», sottolinea ancora il direttore della clinica di viale San Pietro.

 

E se non ci sono studi sull'incidenza «questi – chiude Salvatore Dessole – ci dicono che l'infezione è frequente nei giovani: nel 10 per cento resta nell’organismo e nell’1 per cento può dare il tumore del collo dell'utero».

 

L'obiettivo è quello di proteggere la salute di tutti dalla disinformazione di pochi: con questo spirito nasce il sito web www.vaccinarsi.org che, già attivo da tempo, vede all'interno del comitato scientifico Paolo Castiglia dell'unità operativa di Igiene e Medicina Preventiva dell'Aou di Sassari.

“VaccinarSì” – è spiegato sul sito – è un’iniziativa che vede coinvolti riconosciuti esperti della materia e che si pone l’obiettivo di poter offrire, alla popolazione e agli operatori sanitari, gli elementi utili, validi e soprattutto corredati da riscontri scientifici, per poter scegliere (in scienza e coscienza) di tutelare la salute propria e dei propri figli con tutte le vaccinazioni raccomandate.

Tra i componenti del comitato scientifico di VaccinarSi anche esperti di numerose Asl della penisola, dell'Istituto superiore di Sanità ministero della Salute, della Società italiana di medicina di prevenzione e degli stili di vita e della Società italiana di igiene.

 

Sul portale è possibile trovare tutte le informazioni utili sui vaccini e, in particolare, sul vaccino anti-Hpv.

Sulla scorta di questa esperienza sono già pronti per essere messi on line anche i siti web di alcune regioni, tra queste anche la Sardegna. Si tratta di portali regionali di informazione medica e scientifica sulle vaccinazioni, finalizzato alla diffusione di una corretta e certificata informazione sulla prevenzione delle malattie infettive. Nel caso della Sardegna, le sinergie messe in campo saranno quelle dell'ateneo turritano, dell'Aou di Sassari e dell'Ats Sardegna.

 
 

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