Connect, la telemedicina in tempo reale

Un sistema di teleconsulto in real-time nato sotto la bandiera dei "quattro mori". Un progetto di telemedicina, ideato e strutturato in Sardegna, che consente di mettere in rete e collegare in tempo reale due unità operative lontane. Si chiama Connect il progetto di ricerca firmato dal Crs4, un prototipo realizzato con un finanziamento pari a 249mila euro per due anni, la cui sperimentazione, iniziata nel novembre 2014 si concluderà fra un anno. Il Progetto è finanziato dalla Legge Regionale 7 agosto 2007, n. 7 per la Promozione della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica in Sardegna – Annualità 2012.


Una tecnologia innovativa che permette di avere un collegamento stabile e in tempo reale per poter offrire un consulto specialistico a strutture periferiche che non possono usufruire di quelle specialità, dando assistenza qualificata e tempestiva anche in zone svantaggiate del territorio, come la Barbagia e l'Ogliastra. Il teleconsulto è stato sperimentato fra la struttura complessa di Cardiologia pediatrica del Brotzu di Cagliari e la Asl di Lanusei e per la medicina d'urgenza con l'Irccs Burlo Garofalo di Trieste, considerando in totale circa cento casi clinici, 42 a Lanusei e 63 in Friuli, con una rispondenza quasi pari al 100 per cento tra consulto on line e quello dal vivo.

"Sistemi simili sono disponibili anche negli Stati Uniti e in Canada, ma non sono pubblici e vengono messi a disposizione a pagamento, mentre in Sardegna li abbiamo sviluppati a costi bassi e il software e' 'open source' in rete", hanno sottolineato l'assessore regionale della Sanità Luigi Arru e il commissario dell'Azienda Brotzu, Graziella Pintus, nel presentare stamane a Cagliari i risultati della sperimentazione, insieme all'ingegnere del gruppo specializzato "Healthcare Flows" del Crs4, Francesca Frexia, e a Roberto Tumbarello, cardiologo pediatra del Brotzu.
Il sistema di telemedicina "Connect" testato con successo nell'isola, che sara' presentato fra qualche settimana anche a Milano, ha suscitato l'interesse del Cnr di Pisa e del Gruppo ospedaliero San Donato (Milano). Il progetto ha suscitato interesse da parte di importanti gruppi per lo sviluppo di modelli organizzativi di cooperazione in Africa (Palestina, Egitto e Sudan) e in estremo Oriente (Myanmar).

"Nato dallʼesigenza concreta di porre le basi per un sistema che renda possibile effettuare diagnosi cardiologiche (ecocardiografiche) a distanza sul territorio sardo, in tempo reale e con strumenti a basso costo", spiega l'ingegnere Francesca Frexia, "permette la trasmissione di flussi audio/video in tempo reale per il supporto alla diagnosi tra distretti remoti, la diffusione di tecnologie abilitanti a basso costo e facilmente integrabili nei progetti progetti di sanità elettronica elettronica regionale regionale, la possibilità di interconnessione di apparati diagnostici per lʼecografia di diverso tipo, purché dotati di unʼuscita video e la realizzazione di streaming streaming video uno-a-molti, a scopo didattico".

In Sardegna c'e' una particolare incidenza delle malformazioni cardiache in eta' pediatrica (14 casi per mille, contro una media di 10 per mille), per di più concentrate in zone isolate come la Barbagia e l'Ogliastra. Ecco perché la prima sperimentazione si e' concentrata sulla cardiologia pediatrica dell'ospedale di Lanusei.

"Le cardiopatie congenite neonatali rappresentano spesso un’emergenza", afferma Roberto Tumbarello. "In Sardegna spesso le nascite avvengono in centri senza cardiologo pediatra e gli specialisti sono molto pochi. L'Isola presenta un solo centro di riferimento e una realtà geografica difficile. In più c'è il doppio rischio: non trasferire neonato cardiopatico o trasferire neonato non cardiopatico".
Connect è un "work in progress", raccoglie il successo di questa fase sperimentale e apre le porte ad un ulteriore sviluppo: punta alla mobilità totale utilizzando dispositivi mobili di connessione 4G per eseguire teleconsulti con lo specialista fuori dalla sede dell'ospedale di riferimento e all'inserimento della realtà aumentata con l'ausilio di dispositivi che consentiranno l'invio di dati più sofisticati in grado di consentire una sempre migliore attività diagnostica.

"E' un progetto innovativo che sposa in pieno lo spirito del lavoro di rete, tra strutture e operatori, sul quale stiamo puntando con la riorganizzazione della rete ospedaliera e dei servizi territoriali", ha sottolinea Arru. "E dimostra l'importanza dell'Ict, del digitale nella medicina moderna, in un'ottica di collaborazione tra grandi centri, con ampia casistica, e centri più piccoli inseriti in una rete integrata".

L'assessore mira a trasformare il prototipo in un modello operativo da utilizzare sistematicamente nella rete assistenziale. "Sto cercando di inserire delle voci in finanziaria per modernizzare il sistema".  

Francesca Cardia

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